
Al centro del convegno sarà il concetto di “Capitale Spirituale”, inteso come l’insieme di valori, luoghi, tradizioni, patrimoni culturali e relazioni che possono rappresentare una risorsa strategica per l’Italia.
Il confronto si svilupperà lungo tre principali direttrici: economica e territoriale, culturale, ecclesiale e spirituale.
Turismo religioso e sviluppo economico dei territori
La prima riguarda il contributo del turismo religioso allo sviluppo sostenibile dei territori, con particolare attenzione alle aree interne, ai piccoli borghi e alle realtà che possono trovare nel patrimonio religioso nuove opportunità di crescita, occupazione e valorizzazione.

La valorizzazione del patrimonio culturale
La seconda riguarda la dimensione culturale. Arte sacra, architettura, tradizioni, cammini, patrimonio storico e luoghi della memoria rappresentano una ricchezza diffusa che può essere valorizzata attraverso nuove forme di conoscenza, fruizione e accoglienza.
La dimensione ecclesiale e spirituale
La terza riguarda la dimensione ecclesiale e spirituale, riconoscendo ai luoghi della fede un valore che va oltre quello esclusivamente turistico e culturale. Santuari, monasteri, abbazie e cammini sono infatti luoghi di ascolto, silenzio, preghiera, accoglienza e ricerca di senso.
Il turismo religioso come strumento di dialogo e pace
Il convegno intende inoltre affrontare il ruolo che il turismo religioso può svolgere in un contesto internazionale segnato da conflitti, tensioni e divisioni. Camminare, pellegrinare e incontrare comunità e territori diversi possono diventare esperienze concrete di dialogo, fraternità e pace, favorendo la conoscenza reciproca e la costruzione di relazioni tra persone e culture.

I luoghi della fede possono così diventare anche luoghi di incontro, capaci di mettere in relazione comunità locali, visitatori, pellegrini e persone provenienti da Paesi e tradizioni differenti.
Il Capitale Spirituale dell’Italia: patrimonio e opportunità
L’Italia dispone di uno straordinario patrimonio religioso, distribuito capillarmente su tutto il territorio nazionale.
Chiese, santuari, abbazie, monasteri, eremi, cammini e luoghi legati alla storia della fede costituiscono una parte fondamentale dell’identità culturale italiana e rappresentano una risorsa che può essere ulteriormente valorizzata attraverso una maggiore collaborazione tra istituzioni, mondo ecclesiale, imprese, professionisti e comunità locali.
La sfida è promuovere un turismo capace di generare valore economico e occupazionale, tutelando allo stesso tempo l’identità dei luoghi e rispettandone la dimensione spirituale.
Il “Capitale Spirituale dell’Italia” diventa così una chiave di lettura per mettere in relazione patrimonio, cultura, spiritualità, accoglienza e sviluppo sostenibile.
Nuove collaborazioni e reti per il turismo religioso
L’appuntamento vuole essere non soltanto un momento di approfondimento, ma anche un’occasione concreta per favorire nuove relazioni, reti e collaborazioni tra i diversi soggetti che operano nel settore.
L’obiettivo del convegno è favorire un confronto concreto e avviare nuove reti e collaborazioni per la valorizzazione del patrimonio religioso e spirituale italiano, rafforzando il dialogo tra istituzioni, mondo ecclesiale, imprese, professionisti, operatori turistici, comunità e realtà culturali.
La proposta di uno studio scientifico sul turismo religioso in Italia
In questa prospettiva, MilanoPerCorsi e la World Religious Tourism Network intendono proporre l’avvio di uno studio scientifico sul turismo religioso in Italia, finalizzato ad approfondirne dimensioni, caratteristiche, potenzialità, criticità e prospettive di sviluppo, con particolare attenzione al rapporto tra valorizzazione turistica, tutela del patrimonio e dimensione spirituale.
Lo studio potrà costituire la base per l’elaborazione di una proposta organica alle istituzioni nazionali, al Governo e al Ministero del Turismo, volta alla creazione di una sede istituzionale dedicata al turismo religioso, quale luogo permanente di analisi, confronto e coordinamento.
L’obiettivo è contribuire alla definizione di un modello di turismo religioso sostenibile, qualificato e rispettoso dell’identità dei luoghi, capace di generare valore culturale, sociale ed economico senza ridurre l’esperienza spirituale a un prodotto commerciale.