Il 5 ottobre 2026 alla Sala “Quinto Vecchioni” di Villa Mylius un convegno promosso dalla Segreteria regionale Lombardia del Sindacato Autonomi di Polizia-ADP. Tra i relatori rappresentanti delle istituzioni, delle forze dell’ordine, della Polizia locale e del mondo dell’antiterrorismo
La sicurezza urbana torna al centro del confronto pubblico con un appuntamento dedicato a uno dei temi più complessi dell’attualità istituzionale: il rapporto tra strumenti normativi, attività delle forze dell’ordine, prevenzione e gestione concreta della sicurezza nei territori. Il titolo scelto per il convegno, “Sicurezza urbana e decreti sicurezza. Realtà e criticità”, sintetizza un confronto che mette in relazione il piano delle disposizioni legislative con quello, quotidiano e operativo, di chi è chiamato ad applicarle.

L’incontro è in programma lunedì 5 ottobre 2026 alle ore 17, nella Sala “Quinto Vecchioni” di Villa Mylius, in Largo Lamarmora a Sesto San Giovanni, ed è organizzato dalla Segreteria regionale Lombardia del Sindacato Autonomi di Polizia – ADP, in collaborazione con la Città di Sesto San Giovanni.
La scelta della sicurezza urbana come oggetto di discussione assume particolare rilievo proprio perché il tema non può essere ricondotto esclusivamente alla dimensione dell’ordine pubblico. La sicurezza di una città riguarda infatti una pluralità di soggetti e competenze: amministrazioni comunali, Polizia locale, Polizia di Stato, Carabinieri, autorità di pubblica sicurezza, istituzioni regionali e nazionali, oltre alle realtà associative che operano sul fronte della prevenzione e del contrasto ai fenomeni criminali.
È dentro questa articolata cornice che si colloca il convegno di Sesto San Giovanni, concepito come momento di confronto tra esperienze e responsabilità differenti.
Un confronto tra istituzioni e operatori della sicurezza
Il programma prevede una presenza significativa di rappresentanti delle istituzioni e degli apparati deputati alla sicurezza. Ad aprire e concludere i lavori sarà il dottor Stefano Memoli, segretario regionale Lombardia ADP. La moderazione è affidata alla professoressa Laura Mazza, presidente di Federformazione.
I saluti istituzionali saranno portati dal dottor Roberto Di Stefano, sindaco di Sesto San Giovanni, e dal dottor Oreste Somma, consigliere nazionale ADP.
La parte dedicata ai saluti istituzionali e agli interventi dei relatori comprende Nicola Molteni, sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno; Riccardo De Corato, deputato della Repubblica italiana; Silvia Sardone, eurodeputata; Romano La Russa, assessore alla Sicurezza della Regione Lombardia; Giovanni Di Biase, dirigente del Commissariato di Polizia di Stato di Sesto San Giovanni; Luca Zenobio, comandante della Polizia locale del Comune di Sesto San Giovanni; e Paolo Bocedi, in rappresentanza dell’Associazione Antiusura S.O.S. Italia Libera.
La composizione del panel riflette la natura trasversale della materia. Sullo stesso tavolo vengono infatti chiamati a confrontarsi livelli istituzionali differenti, insieme a chi opera direttamente sul territorio.
Nicola Molteni ricopre attualmente l’incarico di sottosegretario di Stato all’Interno e, secondo la scheda ufficiale del Ministero, è stato delegato alle materie di competenza del Dipartimento della Pubblica sicurezza, oltre che ad alcune competenze relative alle politiche migratorie e ai servizi civili per l’immigrazione e l’asilo. È inoltre designato vicepresidente del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica.
Romano La Russa è invece assessore alla Sicurezza e Protezione civile di Regione Lombardia. Le competenze indicate dall’amministrazione regionale comprendono sicurezza, immigrazione, Polizia locale e protezione civile.
Silvia Sardone è componente del Parlamento europeo, dove risulta membro del gruppo “Patrioti per l’Europa” e della Commissione per gli affari esteri e della Commissione per l’ambiente, il clima e la sicurezza alimentare.
Riccardo De Corato è deputato nella XIX legislatura e nel 2026 risulta impegnato anche nell’attività della Commissione Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni della Camera dei deputati.
La presenza di queste figure consente quindi di affrontare la questione della sicurezza urbana da prospettive diverse, senza separare la dimensione normativa da quella amministrativa e operativa.
Che cosa significa oggi sicurezza urbana
La sicurezza urbana è un concetto che, nella pratica amministrativa, comprende una pluralità di interventi. Non riguarda soltanto la prevenzione e la repressione dei reati, ma coinvolge anche il controllo del territorio, la vivibilità degli spazi pubblici, la sicurezza stradale, la videosorveglianza, il coordinamento tra corpi e istituzioni, la gestione delle situazioni di emergenza e la capacità di intervenire tempestivamente quando si manifesta una criticità.
In questo quadro la Polizia locale occupa una posizione particolare. È infatti una struttura direttamente inserita nel tessuto urbano e chiamata a svolgere attività che riguardano quotidianamente la vita delle comunità.
Il Comune di Sesto San Giovanni indica tra le attività operative della propria Polizia locale il controllo del territorio, la sicurezza urbana, la viabilità, il pronto intervento e il supporto agli eventi cittadini. La stessa amministrazione individua nella centrale operativa uno strumento di coordinamento del personale e di collegamento con le altre forze presenti sul territorio.
È un elemento importante per comprendere la portata del convegno. Parlare di sicurezza urbana significa infatti confrontarsi con una realtà nella quale le competenze si intrecciano e nella quale l’efficacia dell’intervento dipende anche dalla capacità di coordinamento tra soggetti diversi.
Sesto San Giovanni come laboratorio territoriale
La scelta di Sesto San Giovanni come sede dell’incontro non è casuale sotto il profilo della dimensione amministrativa e operativa del tema.
La città ha sviluppato negli anni strumenti e procedure rivolti al controllo del territorio e alla collaborazione tra amministrazione e forze dell’ordine. Un esempio recente è rappresentato dalla convenzione sottoscritta nel luglio 2026 per la condivisione dei sistemi di videosorveglianza comunali con il Commissariato di Sesto San Giovanni.
Secondo quanto comunicato dal Comune, l’accordo consente alle forze dell’ordine di accedere direttamente ai database dei server comunali, con l’obiettivo dichiarato di potenziare le attività di tutela dell’ordine pubblico e di repressione dei reati e di favorire una gestione integrata della sicurezza. Alla firma erano presenti il sindaco Roberto Di Stefano e il vice questore del Commissariato di Sesto, dottor Giovanni Di Biase.
Si tratta di un esempio concreto di come la sicurezza urbana possa essere affrontata attraverso la cooperazione tra amministrazione locale e strutture statali.
Anche la Polizia locale dispone di una propria organizzazione dedicata. Il Comune identifica Luca Zenobio come comandante di Polizia locale e responsabile dell’Area autonoma Sicurezza e Protezione civile. Tra le strutture coordinate figurano la centrale operativa, il servizio amministrativo, la segreteria della Polizia locale e i servizi di Protezione civile.
La dimensione tecnologica costituisce inoltre una componente sempre più presente nelle politiche di sicurezza urbana. Videosorveglianza, centrali operative, collegamenti tra banche dati e strumenti mobili possono contribuire alla conoscenza del territorio e alla tempestività degli interventi, ma il loro utilizzo si inserisce necessariamente all’interno di un quadro normativo e organizzativo.
Proprio il rapporto tra strumenti, norme e applicazione concreta rappresenta uno dei punti impliciti nel titolo dell’incontro.
I decreti sicurezza al centro della discussione
La seconda parte del titolo del convegno richiama direttamente i decreti sicurezza, portando il confronto sul terreno delle norme e della loro applicazione.
Il tema dei provvedimenti legislativi in materia di sicurezza è da tempo al centro del dibattito istituzionale italiano. Le norme intervengono su ambiti differenti e pongono questioni che riguardano l’attività delle forze dell’ordine, la prevenzione dei reati, l’ordine pubblico, la sicurezza urbana e i rapporti tra Stato ed enti territoriali.
Un confronto intitolato “Realtà e criticità” suggerisce quindi l’esigenza di mettere a confronto ciò che viene previsto dalle disposizioni normative con le condizioni nelle quali gli operatori devono concretamente lavorare.
È una distinzione essenziale. Una norma può definire competenze, procedure e strumenti; la sua applicazione avviene tuttavia in contesti territoriali differenti, caratterizzati da esigenze specifiche, risorse disponibili, organizzazione degli uffici e collaborazione tra amministrazioni.
Per questa ragione il confronto tra rappresentanti del Ministero dell’Interno, parlamentari, Regione, Polizia di Stato e Polizia locale può offrire una lettura articolata del rapporto tra legislazione e territorio.
Il convegno, in questo senso, non presenta soltanto una dimensione normativa, ma anche amministrativa e operativa.
Il ruolo della Polizia locale nel sistema integrato
Uno dei nodi centrali della sicurezza urbana è il rapporto tra Polizia locale e forze di polizia statali.
Le città rappresentano il livello nel quale molti fenomeni diventano immediatamente percepibili. È sul territorio che emergono problemi legati alla sicurezza degli spazi pubblici, alla viabilità, agli eventi, alla gestione delle aree maggiormente frequentate, alla tutela del patrimonio e alle situazioni che richiedono interventi coordinati.
La Polizia locale, proprio per la sua presenza quotidiana, costituisce uno degli elementi di questo sistema.
A Sesto San Giovanni la struttura della Polizia locale comprende una centrale operativa collegata anche con la locale Compagnia dei Carabinieri e con il Commissariato della Polizia di Stato. Il Comune segnala inoltre l’utilizzo della videosorveglianza in alcune aree cittadine e il monitoraggio dei punti ritenuti più importanti del territorio.
Il modello evidenzia un principio fondamentale: la sicurezza urbana non coincide con l’azione di un solo corpo, ma richiede una rete di soggetti e strumenti.
La stessa videosorveglianza, per esempio, assume un significato diverso quando viene inserita in un sistema coordinato con le forze dell’ordine rispetto a quando viene considerata esclusivamente come strumento tecnologico.
Nel luglio scorso, la convenzione tra Comune e Commissariato di Sesto ha rappresentato proprio un passo in questa direzione, attraverso la condivisione dei sistemi di videosorveglianza.
Il livello regionale e le politiche di sicurezza
Un ulteriore livello di confronto è quello regionale.
Regione Lombardia attribuisce all’assessorato guidato da Romano La Russa competenze che comprendono sicurezza, immigrazione, Polizia locale e protezione civile.
La Regione ha inoltre adottato nel corso del 2026 diverse iniziative collegate alla sicurezza. Tra queste figura il rafforzamento degli strumenti di tutela del personale sanitario attraverso il finanziamento di bodycam destinate agli operatori dei pronto soccorso e dei reparti maggiormente esposti al rischio di aggressioni. La misura, approvata dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore alla Sicurezza e Protezione civile, prevede uno stanziamento complessivo di 400 mila euro suddiviso in due annualità.
Si tratta di un ambito diverso dalla sicurezza urbana in senso stretto, ma che mostra quanto la materia sia ormai articolata e coinvolga anche la protezione di categorie professionali esposte a situazioni di rischio.
Sul piano territoriale, la Regione ha inoltre sostenuto iniziative di collaborazione tra diverse Polizie locali, come il rinnovo nel maggio 2026 di un accordo per rafforzare i controlli lungo l’asse della Statale 33 del Sempione, con particolare attenzione agli orari serali e notturni, alla sicurezza stradale e alle aree vicine a stazioni e luoghi della movida.
Sono esperienze che evidenziano la dimensione multilivello della sicurezza: Stato, Regione e Comuni possono essere chiamati a intervenire, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze.
Dalla norma alla realtà quotidiana
È proprio nel passaggio dalla norma alla sua applicazione che emergono le “criticità” richiamate dal titolo dell’incontro.
La sicurezza non è infatti una materia esclusivamente astratta. Richiede personale, organizzazione, strumenti, formazione, coordinamento e capacità di intervento. Richiede inoltre una chiara definizione delle competenze e una comunicazione efficace tra i diversi soggetti istituzionali.
Per gli operatori sul territorio, una disposizione normativa si traduce in procedure, responsabilità e attività quotidiane. Per gli amministratori locali significa invece organizzare servizi, utilizzare risorse, collaborare con le autorità competenti e rispondere alle esigenze dei cittadini.
Per il legislatore significa, infine, confrontarsi con la necessità di costruire norme applicabili e coerenti con il sistema complessivo della sicurezza.
È questa distanza, talvolta fisiologica, tra la formulazione di una norma e la sua concreta applicazione che rende significativo il confronto tra soggetti appartenenti a livelli differenti.
Il valore di un appuntamento come quello di Sesto San Giovanni risiede quindi anche nella possibilità di far emergere, attraverso esperienze diverse, quali siano i punti nei quali il sistema funziona e quali invece richiedano coordinamento, chiarimenti o ulteriori strumenti.
Sicurezza, prevenzione e controllo del territorio
La sicurezza urbana non può essere letta soltanto attraverso il momento repressivo. Il controllo del territorio è strettamente collegato alla prevenzione e alla capacità delle istituzioni di conoscere le situazioni locali.
In questo senso, anche gli strumenti tecnologici possono avere una funzione di supporto. Il Comune di Sesto San Giovanni descrive la propria centrale operativa come una struttura attraverso la quale vengono coordinati gli equipaggi operanti sul territorio e monitorati alcuni punti della città mediante sistemi di videosorveglianza.
Ma la tecnologia, da sola, non sostituisce l’organizzazione. Una telecamera deve essere inserita in un sistema nel quale le immagini possano essere utilizzate secondo procedure definite e nel rispetto delle norme vigenti; una banca dati deve essere collegata a soggetti autorizzati e a modalità operative precise; una centrale deve poter contare su personale e strutture adeguate.
Il tema della sicurezza urbana è dunque anche una questione di integrazione tra risorse umane e strumenti tecnologici.
Il contributo delle forze dell’ordine
La presenza al convegno di un dirigente del Commissariato di Polizia di Stato e del comandante della Polizia locale consente di portare nel dibattito la dimensione direttamente operativa.
Giovanni Di Biase, indicato nel programma come dirigente del Commissariato di Sesto San Giovanni, è stato coinvolto anche nella recente convenzione tra Comune e Commissariato per la condivisione dei sistemi di videosorveglianza.
Luca Zenobio, comandante della Polizia locale, dirige invece l’Area autonoma Sicurezza e Protezione civile del Comune, che comprende servizi dedicati al controllo del territorio, alla sicurezza urbana, alla viabilità, al pronto intervento e alla gestione della centrale operativa.
Il confronto tra queste due dimensioni, sicurezza statale e sicurezza locale, rappresenta uno degli elementi più concreti dell’appuntamento.
La cooperazione non elimina le differenze di competenze e responsabilità, ma può consentire una maggiore integrazione delle attività quando le situazioni richiedono un intervento coordinato.
La dimensione sociale della sicurezza
Accanto alla sicurezza istituzionale e operativa esiste poi una dimensione sociale che non può essere trascurata.
La percezione della sicurezza è infatti legata alla qualità della vita urbana, alla fruibilità degli spazi pubblici, alla presenza delle istituzioni e alla capacità di prevenire situazioni di degrado o vulnerabilità.
Per questo il confronto sulla sicurezza urbana coinvolge necessariamente anche il rapporto tra cittadini e istituzioni.
Una città nella quale i cittadini percepiscono la presenza delle istituzioni non è soltanto una città nella quale vengono effettuati controlli. È una città nella quale esistono canali di comunicazione, servizi, presidi territoriali e strumenti di intervento.
La sicurezza, dunque, si misura anche nella capacità di prevenire le situazioni di rischio prima che diventino emergenze.
È una prospettiva che consente di leggere il tema oltre la contrapposizione tra repressione e prevenzione, riconoscendo il ruolo complementare dei diversi strumenti.
Un appuntamento aperto al pubblico
Il convegno è previsto con ingresso libero su prenotazione.
Per informazioni e prenotazioni, l’organizzazione indica l’indirizzo lombardia@autonomidipolizia.it e il numero telefonico 392 194 93 11.
L’appuntamento si svolgerà nella Sala “Quinto Vecchioni” di Villa Mylius, in Largo Lamarmora a Sesto San Giovanni, con inizio alle ore 17.
La formula scelta, con saluti istituzionali, moderazione, interventi di rappresentanti politici e istituzionali e contributi provenienti dagli apparati di sicurezza, punta a costruire un confronto nel quale il tema possa essere affrontato da più angolazioni.
Non soltanto la prospettiva di chi scrive le norme, dunque, ma anche quella di chi amministra una città, dirige un commissariato, coordina una Polizia locale o opera nell’ambito della prevenzione e del contrasto di fenomeni criminali.
Una discussione che parte dal territorio
Il dato più interessante dell’iniziativa è proprio la sua dimensione territoriale.
La sicurezza urbana viene spesso affrontata nel dibattito nazionale attraverso grandi questioni legislative e politiche. Ma le norme diventano concrete nei Comuni, nelle strade, nelle stazioni, nei quartieri, nelle piazze e negli spazi pubblici.
È qui che le istituzioni devono tradurre le disposizioni in servizi e attività operative.
Sesto San Giovanni offre, da questo punto di vista, un contesto nel quale sono già presenti strumenti di collaborazione tra amministrazione comunale, Polizia locale e Commissariato. La convenzione sulla videosorveglianza sottoscritta nel luglio 2026 costituisce un esempio documentato di questa cooperazione.
Il convegno del 5 ottobre può quindi rappresentare un momento per mettere in relazione esperienze territoriali e dimensione nazionale, attraverso la partecipazione di rappresentanti dei diversi livelli istituzionali.
Il confronto sui decreti sicurezza acquista così una prospettiva concreta: quali strumenti sono disponibili, come vengono utilizzati, quali sono le competenze dei diversi soggetti e quali difficoltà possono emergere nella loro applicazione.
Il significato del confronto istituzionale
In materia di sicurezza, il confronto istituzionale assume un valore particolare perché le decisioni producono effetti direttamente sulla vita quotidiana delle comunità.
La presenza di esponenti del Ministero dell’Interno, del Parlamento, del Parlamento europeo, della Regione Lombardia, della Polizia di Stato e della Polizia locale permette di ricomporre in un unico spazio competenze normalmente distribuite tra istituzioni differenti.
Il programma non anticipa le conclusioni del confronto e non indica una posizione univoca sulle questioni che saranno affrontate. Il titolo stesso, con il riferimento a “realtà e criticità”, individua piuttosto un terreno di discussione.
È su questo terreno che possono emergere le differenze tra le esigenze normative e quelle operative, tra le responsabilità degli enti locali e quelle delle autorità statali, tra la dimensione della prevenzione e quella dell’intervento.
Il tema della sicurezza urbana, del resto, non si esaurisce in una singola legge o in un singolo provvedimento. È una materia nella quale convivono competenze, strumenti e responsabilità diverse.
Dalla sicurezza percepita alla sicurezza organizzata
Uno degli aspetti più delicati del dibattito riguarda il rapporto tra sicurezza percepita e sicurezza organizzata.
La percezione dei cittadini rappresenta un elemento importante del rapporto tra comunità e istituzioni, ma le politiche di sicurezza devono necessariamente fondarsi anche su procedure, competenze, dati, strumenti e responsabilità definite.
Per questo il confronto tra chi opera sul territorio e chi interviene sul piano legislativo può contribuire a rendere più chiaro il quadro delle rispettive funzioni.
Il controllo del territorio, la videosorveglianza, la presenza della Polizia locale, il coordinamento con Polizia di Stato e Carabinieri, la prevenzione, la gestione delle emergenze e l’applicazione delle norme costituiscono tasselli di un sistema complesso.
La sfida consiste nel farli funzionare in modo coerente, nel rispetto delle competenze e delle garanzie previste dall’ordinamento.
L’appuntamento del 5 ottobre
Il 5 ottobre, dunque, Sesto San Giovanni ospiterà una discussione che mette al centro una delle questioni più sensibili dell’amministrazione contemporanea: come tradurre il quadro normativo sulla sicurezza in strumenti concreti e coordinati sul territorio.
Il programma riunisce rappresentanti di istituzioni nazionali e locali e operatori direttamente impegnati nelle attività di sicurezza. Saranno presenti il sottosegretario Nicola Molteni, il deputato Riccardo De Corato, l’eurodeputata Silvia Sardone, l’assessore regionale Romano La Russa, il dirigente del Commissariato Giovanni Di Biase, il comandante della Polizia locale Luca Zenobio e Paolo Bocedi dell’Associazione Antiusura S.O.S. Italia Libera.
A fare da raccordo saranno gli interventi introduttivi di Stefano Memoli e la moderazione di Laura Mazza, mentre i saluti istituzionali saranno affidati al sindaco Roberto Di Stefano e a Oreste Somma.
La pluralità dei partecipanti fotografa una realtà nella quale la sicurezza non appartiene a un solo livello istituzionale. È un sistema nel quale Stato, Regione e Comuni sono chiamati a operare, ciascuno nel perimetro delle proprie attribuzioni, insieme alle diverse articolazioni delle forze dell’ordine.
Ed è proprio dalla capacità di confrontare questi livelli che può partire una discussione concreta sulle opportunità e sulle criticità dell’attuale sistema.
A Sesto San Giovanni, il 5 ottobre, il tema sarà quindi affrontato partendo dalla realtà quotidiana del territorio e arrivando al quadro più ampio dei decreti sicurezza. Un percorso che mette al centro non soltanto le norme, ma anche la loro applicazione, gli strumenti disponibili e il lavoro degli uomini e delle donne chiamati ogni giorno a garantire sicurezza, ordine e presidio delle comunità.