Quali saranno le lauree del futuro? Le ipotesi di ISFOA sui percorsi universitari con maggiori opportunità di lavoro e guadagno
Intelligenza artificiale, ingegneria, economia, sanità e analisi dei dati potrebbero essere tra i settori più interessanti dei prossimi dieci anni. Ma quali titoli di studio offriranno davvero maggiori possibilità di occupazione e soddisfazione economica? Un’analisi prospettica di ISFOA, tra trasformazioni tecnologiche e nuove competenze professionali.
Scegliere un percorso universitario significa investire diversi anni della propria vita nella costruzione di un futuro professionale. Una decisione che oggi appare ancora più complessa rispetto al passato, soprattutto a causa della velocità con cui stanno cambiando il mercato del lavoro, le tecnologie e le competenze richieste dalle imprese.

L’intelligenza artificiale, l’automazione, la transizione energetica, l’invecchiamento della popolazione e la digitalizzazione dei servizi stanno modificando profondamente numerose professioni.
Alcune attività potrebbero ridimensionarsi, altre trasformarsi radicalmente, mentre nuove figure professionali potrebbero diventare particolarmente richieste.
Ma quali lauree potrebbero offrire le migliori prospettive occupazionali ed economiche nei prossimi cinque, dieci o quindici anni?
ISFOA – Hochschule für Sozialwissenschaften und Management propone alcune ipotesi sui percorsi universitari che potrebbero assumere maggiore importanza nel futuro.
È necessario precisare un aspetto fondamentale: non si tratta di previsioni certe, né di una graduatoria scientifica delle lauree più redditizie, ma di ipotesi prospettiche, formulate osservando le principali trasformazioni economiche, tecnologiche e sociali.
Il mercato del lavoro è influenzato da numerose variabili e nessun percorso universitario può garantire automaticamente un’occupazione, uno stipendio elevato o una carriera soddisfacente.
Le lauree che potrebbero offrire maggiori opportunità nei prossimi anni
1. Informatica, intelligenza artificiale e scienza dei dati
Tra i percorsi potenzialmente più interessanti figurano quelli collegati all’informatica, all’intelligenza artificiale e all’analisi dei dati.
Le imprese producono quantità crescenti di informazioni e hanno bisogno di professionisti capaci di organizzarle, interpretarle e trasformarle in strumenti decisionali.
In questo scenario potrebbero acquisire crescente importanza figure come ingegneri dell’intelligenza artificiale, analisti dei dati, specialisti di cybersecurity, sviluppatori software e progettisti di sistemi automatizzati.
La competenza decisiva, tuttavia, potrebbe non essere soltanto quella di programmare, ma soprattutto di comprendere come utilizzare le nuove tecnologie per risolvere problemi concreti.
Ipotesi ISFOA: le maggiori opportunità potrebbero concentrarsi sui professionisti capaci di combinare competenze informatiche, conoscenze matematiche e capacità di applicazione dell’intelligenza artificiale a settori specifici.
2. Ingegneria, robotica ed energia
La trasformazione industriale potrebbe sostenere la domanda di ingegneri specializzati in automazione, robotica, elettronica, energia e sistemi complessi.
Le imprese dovranno affrontare sfide legate all’efficienza produttiva, alla modernizzazione degli impianti e all’utilizzo di nuove tecnologie.
Anche lo sviluppo delle infrastrutture energetiche, delle reti elettriche e dei sistemi di accumulo potrebbe creare nuove opportunità professionali.
Ipotesi ISFOA: le lauree ingegneristiche con solide competenze tecnologiche e applicative potrebbero continuare a offrire prospettive occupazionali favorevoli, soprattutto nelle specializzazioni caratterizzate da elevata complessità tecnica.
3. Economia, finanza quantitativa e statistica dei mercati
Anche le professioni economiche e finanziarie stanno attraversando una profonda trasformazione.
La tradizionale conoscenza della contabilità, della gestione aziendale e dei mercati potrebbe non essere più sufficiente per distinguersi professionalmente.
Le imprese e gli intermediari finanziari avranno bisogno di figure capaci di analizzare dati, costruire modelli quantitativi, valutare rischi e interpretare scenari economici complessi.
In questo contesto potrebbero assumere particolare rilevanza competenze in statistica, econometria, matematica finanziaria, programmazione e gestione dei rischi.
Ipotesi ISFOA: i percorsi economici integrati con strumenti quantitativi e intelligenza artificiale potrebbero offrire opportunità interessanti in ambiti come analisi finanziaria, risk management, consulenza strategica e gestione aziendale.
La specializzazione, più del semplice possesso di una laurea generalista, potrebbe rappresentare un importante elemento distintivo.
4. Medicina, professioni sanitarie e biotecnologie
L’invecchiamento della popolazione, l’evoluzione della ricerca medica e la crescente domanda di servizi sanitari potrebbero sostenere l’occupazione in numerose professioni legate alla salute.
Medicina, infermieristica, fisioterapia, biotecnologie e alcune specializzazioni sanitarie potrebbero continuare a rappresentare percorsi di grande interesse.
L’intelligenza artificiale potrebbe modificare anche queste professioni, soprattutto attraverso strumenti di supporto alla diagnosi, analisi delle immagini e medicina personalizzata.
Ipotesi ISFOA: le competenze sanitarie caratterizzate da elevata responsabilità professionale, capacità relazionali e conoscenze tecnologiche potrebbero mantenere una forte rilevanza nel mercato del lavoro.
Occorre però distinguere tra domanda occupazionale e redditività: le retribuzioni variano sensibilmente tra professioni, specializzazioni e contesti lavorativi.
5. Matematica, statistica e scienze quantitative
In un’economia sempre più guidata dai dati, le competenze matematiche potrebbero acquisire un valore trasversale.
I laureati in matematica e statistica possono trovare applicazione in numerosi settori, dalla finanza alle assicurazioni, dalla logistica alla ricerca scientifica, fino allo sviluppo di algoritmi.
La capacità di costruire modelli, interpretare fenomeni complessi e valutare probabilità rappresenta una competenza che potrebbe diventare ancora più importante.
Ipotesi ISFOA: le lauree quantitative potrebbero offrire buone possibilità di diversificazione professionale, soprattutto quando integrate con informatica, economia e conoscenze settoriali.
6. Psicologia, formazione e gestione delle risorse umane
La diffusione dell’intelligenza artificiale potrebbe aumentare anche il valore di alcune competenze tipicamente umane.
Capacità di comunicazione, gestione dei conflitti, leadership, comprensione dei comportamenti e formazione potrebbero diventare elementi sempre più importanti nelle organizzazioni.
Psicologia, scienze dell’educazione e percorsi legati alla gestione delle risorse umane potrebbero quindi offrire opportunità, specialmente attraverso specializzazioni mirate.
Ipotesi ISFOA: i professionisti capaci di integrare conoscenze psicologiche, organizzative e tecnologiche potrebbero trovare nuovi spazi occupazionali nella formazione, nel benessere organizzativo e nella gestione del cambiamento.
Resta importante considerare che alcune professioni richiedono abilitazioni, percorsi aggiuntivi e periodi di inserimento lavorativo.
7. Giurisprudenza, diritto digitale e cybersecurity
Anche le professioni giuridiche potrebbero evolversi profondamente.
L’utilizzo dell’intelligenza artificiale nelle imprese, la protezione dei dati personali e la crescente complessità delle normative potrebbero favorire nuove specializzazioni.
Accanto alle tradizionali professioni legali potrebbero svilupparsi ulteriormente attività legate al diritto delle nuove tecnologie, alla protezione dei dati, alla regolamentazione dell’intelligenza artificiale e alla compliance aziendale.
Ipotesi ISFOA: i laureati in discipline giuridiche capaci di sviluppare competenze tecnologiche ed economiche potrebbero trovare opportunità professionali in settori innovativi e altamente specializzati.
Occupazione e stipendi: che cosa dicono i dati disponibili?
Le ipotesi sul futuro devono essere confrontate con le evidenze statistiche.
Secondo il Rapporto AlmaLaurea 2025, a cinque anni dal titolo il tasso di occupazione raggiungeva il 92,8% per i laureati di primo livello e l’89,7% per quelli di secondo livello. Le retribuzioni nette medie mensili erano rispettivamente di 1.770 e 1.847 euro.
Inoltre, il rapporto evidenziava una percezione più favorevole dell’adeguatezza retributiva in alcuni gruppi disciplinari, tra cui ingegneria, informatica ed economia.
Retribuzione mensile netta media a cinque anni dalla laurea
Primo livello
1.770 €
Secondo livello
1.847 €
Fonte: AlmaLaurea, Rapporto 2025. Medie complessive, non stipendi garantiti per singola laurea.
Anche Unioncamere, attraverso il Sistema Informativo Excelsior, individua una crescente richiesta di competenze digitali e tecnologiche. Nello scenario più favorevole, per il periodo 2025-2029 si stimava un fabbisogno di competenze digitali per circa 2,2 milioni di lavoratori.
Excelsiorienta
Questi dati non permettono di prevedere con certezza quali lauree saranno più redditizie nel 2035, ma forniscono indicazioni utili per ragionare sulle trasformazioni del mercato del lavoro.
La vera sfida secondo le ipotesi ISFOA: non basta scegliere la laurea giusta
Un aspetto merita particolare attenzione.
Nei prossimi anni potrebbe diventare sempre meno importante possedere esclusivamente un determinato titolo di studio e sempre più importante dimostrare di saper applicare concretamente le conoscenze acquisite.
Un laureato in economia che conosce statistica, programmazione e intelligenza artificiale potrebbe avere opportunità diverse rispetto a un professionista con una formazione esclusivamente tradizionale.
Allo stesso modo, un ingegnere capace di utilizzare sistemi avanzati di automazione potrebbe distinguersi per competenze non facilmente sostituibili.
Questo ragionamento riguarda anche le discipline umanistiche, giuridiche e sociali.
La capacità di integrare conoscenze differenti potrebbe diventare uno dei principali fattori di competitività professionale.
È una delle ipotesi formative sulle quali ISFOA invita a riflettere: il futuro potrebbe premiare soprattutto chi saprà unire una solida preparazione universitaria, specializzazione professionale e capacità di utilizzare consapevolmente le nuove tecnologie.
Ma quali lauree potrebbero garantire la maggiore soddisfazione economica?
La soddisfazione economica non dipende esclusivamente dallo stipendio iniziale.
Bisogna considerare anche le possibilità di carriera, la stabilità occupazionale, la domanda di professionisti, le opportunità internazionali e l’eventuale possibilità di esercitare un’attività autonoma.
Secondo le ipotesi prospettiche di ISFOA, i percorsi che meritano particolare attenzione sono quelli che combinano tre caratteristiche: competenze difficili da sostituire, domanda professionale potenzialmente elevata e possibilità di crescita economica nel tempo.
Informatica, ingegneria, matematica applicata, finanza quantitativa e alcune professioni sanitarie potrebbero rispondere a queste caratteristiche, pur con differenze significative tra specializzazioni.
Non sarebbe però corretto sostenere che queste lauree garantiranno necessariamente gli stipendi più elevati.
Le opportunità dipenderanno anche dal Paese in cui si lavora, dall’esperienza, dalle capacità individuali e dall’evoluzione dell’economia.
La conclusione: scegliere una laurea per il 2035, non soltanto per il 2026
Chi inizia oggi l’università potrebbe lavorare per i prossimi quarant’anni in un contesto professionale profondamente diverso da quello attuale.
Per questo motivo, scegliere una laurea osservando esclusivamente le professioni più richieste oggi potrebbe non essere sufficiente.
Occorre sviluppare una preparazione che permetta di aggiornarsi, cambiare specializzazione e affrontare trasformazioni ancora difficili da prevedere.
L’ipotesi centrale di ISFOA è che il vero vantaggio competitivo del laureato del futuro non sarà soltanto ciò che avrà imparato all’università, ma soprattutto la sua capacità di continuare ad apprendere.
Una laurea può rappresentare il punto di partenza, non il punto di arrivo.
E forse la domanda più utile per uno studente non è soltanto «Quale laurea mi farà guadagnare di più?», ma anche «Quali competenze mi permetteranno di continuare a essere richiesto dal mercato del lavoro tra dieci o vent’anni?».
È su questa seconda domanda che potrebbe costruirsi una scelta universitaria realmente orientata al futuro.