di Alla Moskalenko
Poesia, musica, voce e parola si sono incontrate a Milano il 23 settembre, in occasione della presentazione del libro di Angelica Moskalenko «I disincanti dell’anima». La serata, dedicata all’uscita della nuova raccolta poetica pubblicata da Ediuni, emergente casa editrice di Cagliari, ha unito letteratura ed esecuzione musicale dal vivo, trasformando la presentazione del libro in un vero e proprio evento artistico.

Al centro della serata è stata la poesia di Angelica Moskalenko, con testi dedicati al mondo interiore dell’essere umano, all’autoconsapevolezza, al disincanto e al tentativo di ascoltare la voce della propria Anima.
A parlare del libro è stato lo scrittore, poeta e saggista Alberto Contu; la dimensione musicale è stata affidata al virtuoso internazionale dell’arpa elettroacustica Raoul Moretti, mentre la dimensione scenica dei testi è stata arricchita dall’intenso recitativo di Nabil Bougarech.
Un posto particolare è stato riservato anche alla dimensione visiva dell’edizione: la copertina del libro è impreziosita da un acquerello dell’artista e illustratrice italiana di fama internazionale Giovanna Casotto, realizzato nel 2020.
La presentazione si è svolta a Milano, negli spazi di Aida Partners, ed è stata organizzata da AIMOT – Advanced Institute of Motivational Training, il cui Presidente è Alberto Contu, il quale ha consegnato all’Autrice un attestato di premiazione, con cui la giuria di AIMOT ha deliberato di premiare il libro di Angelica Moskalenko come migliore opera prima tra le scrittrici emergenti nel 2026.



La poesia come dialogo con l’Anima
«I disincanti dell’anima» si rivolge a quegli stati interiori difficili da esprimere attraverso il linguaggio quotidiano. Nei versi di Angelica Moskalenko, il mondo interiore dell’essere umano appare come uno spazio di ricerca continua: tra speranza e disillusione, consapevolezza e dubbio, realtà esterna e dimensione interiore.
La stessa idea di disincanto – la perdita delle illusioni, la scoperta di una realtà diversa da quella immaginata, l’uscita da una visione rassicurante del mondo – diventa uno dei motivi centrali della raccolta.
Ma non si tratta soltanto di dolore personale. La poesia trasforma l’esperienza in forma artistica, portandola oltre i confini della dimensione puramente biografica.
Alberto Contu: la Prefazione di «I disincanti dell’anima»
Autore della Prefazione dedicata a «I disincanti dell’anima» è Alberto Contu, scrittore, saggista e poeta premiato per l’innovazione nella scrittura dei versi e presente nell’«Enciclopedia dei Poeti Italiani Contemporanei». È inoltre traduttore di importanti opere della letteratura mondiale e studioso di ermeneutica, neuroscienze comportamentali e psicologia degli archetipi.
Nella sua Prefazione, Contu individua nella poesia di Angelica Moskalenko tre direzioni fondamentali.
La prima è il tema del disincanto (disincanto): la scoperta che il mondo ordinato e rassicurante dei sentimenti positivi può rivelarsi un’illusione.
La seconda è il «gioco degli specchi», attraverso il quale si sviluppa un dialogo con l’Anima, costruito su piani obliqui e intersecati.
La terza è la sospensione del tempo: nei versi emergono immagini ed espressioni particolarmente significative, capaci di suggerire la dimensione atemporale dell’autocoscienza.


Contu sottolinea inoltre che sarebbe riduttivo leggere i versi come una descrizione letterale della sofferenza o come un diretto riflesso della biografia dell’autrice. L’esperienza personale, nella poesia, diventa piuttosto un codice artistico attraverso il quale emergono temi più profondi legati all’arte e all’esistenza umana.
Secondo Contu, non è possibile stabilire un semplice rapporto di causa ed effetto tra realtà biografica ed esistenza artistica. L’arte e la poesia non si occupano della realtà, ma dell’esistenza, di ciò che si colloca oltre ciò che è immediatamente osservabile.
In questo contesto, il recensore richiama le figure di Milan Kundera e Giorgio Manganelli, considerandole riferimenti significativi per comprendere questa prospettiva.
Un ulteriore elemento della Prefazione riguarda il cambiamento della stessa percezione che l’essere umano ha del mondo. Contu collega la cultura contemporanea alle conseguenze della rivoluzione scientifica e, in particolare, della rivoluzione quantistica, che ha messo in discussione le concezioni tradizionali dell’uomo, dell’identità e del tempo.
La letteratura, secondo il suo punto di vista, ha spesso anticipato tali trasformazioni prima ancora della scienza. Tra gli esempi viene citato Fernando Pessoa, la cui opera ha espresso con largo anticipo la crisi di una concezione unitaria e immutabile dell’identità.
È proprio nell’intersezione tra scienza, letteratura e poesia che, secondo Contu, si aprono quelli che possono essere definiti «interstizi», spazi nei quali prende forma una nuova sensibilità.
Disorientamento, disincanto, sofferenza dell’Anima e frammentazione del precedente ordine esistenziale diventano così non una conclusione, ma materia artistica.
Per questo, secondo la Prefazione, la poesia di Moskalenko non dovrebbe essere ricondotta né a una lettura psicoanalitica né a una valutazione sociologica.
Il suo compito non è offrire al lettore una formula consolatoria o una risposta preconfezionata. E nemmeno quello di «migliorare il mondo».
La poesia appartiene a un’altra dimensione: permette di esprimere ciò per cui il linguaggio ordinario non è sufficiente.
In conclusione, Contu segnala l’emergere di Angelica Moskalenko come un nome nuovo e interessante tra le giovani poetesse italiane.
Il suo gesto poetico viene letto come una risposta artistica a un diffuso sentimento di disorientamento della persona nel mondo contemporaneo: il tentativo di trasformare questa condizione in linguaggio, immagine e forma.