ISFOA esprime il proprio cordoglio per Rossella Diaco, storica professionista di Rai Isoradio scomparsa a 65 anni dopo una breve malattia.
La scomparsa di Rossella Diaco, voce brillante e familiare della radio pubblica italiana, lascia un vuoto nel mondo Rai e tra quanti, negli anni, hanno riconosciuto nel suo lavoro una presenza discreta, competente e profondamente legata al servizio pubblico. Al cordoglio espresso dalla Rai si unisce ISFOA, il cui Rettore, insieme ai componenti del Senato Accademico, ha voluto manifestare la propria vicinanza alla famiglia della professionista e a tutte le risorse umane di Rai Isoradio.
Rossella Diaco è morta all’età di 65 anni dopo una breve malattia. La notizia della sua scomparsa, avvenuta lunedì 17 agosto 2026, è stata comunicata dalla Rai, che ne ha ricordato non soltanto il lungo percorso professionale, ma anche le qualità umane dimostrate fino agli ultimi mesi della sua vita.

Il messaggio di cordoglio ISFOA per Rossella Diaco assume così il significato di una partecipazione che supera il confine delle singole istituzioni e si rivolge alla memoria di una donna che ha interpretato la comunicazione come servizio, accompagnando attraverso la radio la quotidianità di un pubblico vasto ed eterogeneo.
Il cordoglio ISFOA per Rossella Diaco
Il Rettore di ISFOA Libero e Privato Ateneo Telematico di Diritto Elvetico, unitamente a tutti i componenti del Senato Accademico, esprime il proprio profondo cordoglio e la più sincera partecipazione alla famiglia di Rossella Diaco e a tutte le risorse umane di Rai Isoradio, condividendo il dolore per la perdita di una professionista che ha dedicato una parte significativa della propria carriera alla comunicazione e ai canali di pubblica utilità.
Un messaggio istituzionale che pone l’accento soprattutto sul valore umano e professionale di una figura capace di costruire nel tempo un rapporto diretto con gli ascoltatori. La radio, più di altri mezzi di comunicazione, vive infatti di una relazione particolare: la voce entra nelle automobili, accompagna i viaggi, attraversa le ore della giornata e finisce per diventare familiare anche senza che chi ascolta conosca personalmente chi si trova davanti al microfono.
Rossella Diaco apparteneva a questa tradizione. Una presenza riconoscibile, costruita attraverso anni di lavoro, esperienza e attenzione verso un’informazione concepita anche nella sua funzione di servizio.
Il ricordo della Rai: «Una professionista appassionata»
Nel comunicare la scomparsa, la Rai ha ricordato Rossella Diaco come una delle voci brillanti di Isoradio e una professionista profondamente legata al proprio lavoro. Programmista multimediale, aveva maturato esperienze anche al CIS e a Rai International, prima del lungo percorso professionale legato a Isoradio.
L’Azienda ha sottolineato in particolare la passione con cui Diaco si è dedicata ai canali di pubblica utilità e la forza mostrata durante la malattia, descrivendola come una donna «forte, coraggiosa e determinata». Nel messaggio ufficiale, la Rai ha inoltre rivolto le proprie condoglianze alla famiglia e, in modo particolare, alla figlia Federica.
Sono parole che restituiscono la dimensione di una perdita vissuta non soltanto sul piano professionale. Dietro il microfono, le dirette, gli appuntamenti quotidiani e il lavoro redazionale rimane infatti la rete dei rapporti costruiti negli anni: colleghi, collaboratori, ascoltatori e persone che hanno condiviso con lei una parte del percorso professionale.
Rossella Diaco, una vita legata alla radio
Nata a Toronto, in Canada, Rossella Diaco aveva sviluppato fin da giovane una forte passione per la radio. Il suo ingresso in Rai risale al 1983 e la sua carriera ha attraversato differenti esperienze all’interno del servizio pubblico, comprendendo Rai International, il settore delle informazioni sulla mobilità e successivamente Isoradio.
Il suo curriculum racconta anche una lunga esperienza nel mondo della musica e degli eventi. Nel corso della carriera aveva seguito numerose edizioni del Festival di Sanremo come inviata Rai, il Festival di Recanati poi divenuto Musicultura e diverse edizioni del Concerto del Primo Maggio di Piazza San Giovanni a Roma.
Esperienze diverse, unite da un elemento costante: la comunicazione attraverso la voce e la capacità di adattare il linguaggio radiofonico a contesti differenti.
È proprio questa continuità professionale a spiegare perché la sua scomparsa abbia generato numerosi messaggi di partecipazione. Per chi lavora in radio, infatti, il rapporto con il pubblico possiede caratteristiche particolari. Non esiste necessariamente l’immagine a creare riconoscibilità: sono il timbro, il ritmo, le pause e la capacità di comunicare a costruire, giorno dopo giorno, una relazione.
Isoradio e il valore del servizio pubblico
La storia professionale di Rossella Diaco è strettamente connessa anche alla funzione svolta da Rai Isoradio, emittente nata con una forte vocazione alla pubblica utilità e dedicata in particolare all’informazione sulla mobilità e alla grande viabilità nazionale.
Per migliaia di persone la radio rappresenta ancora oggi una presenza importante durante gli spostamenti. In questo contesto la voce del conduttore non ha soltanto il compito di informare: deve saper comunicare con chiarezza, mantenere equilibrio e costruire un rapporto di fiducia con chi ascolta.
È un giornalismo e una comunicazione che spesso vivono lontano dai riflettori, ma che assumono un valore concreto proprio nella quotidianità. Informare chi viaggia significa accompagnare persone che stanno andando al lavoro, tornando a casa, raggiungendo la propria famiglia o attraversando il Paese.
Rossella Diaco ha trascorso una parte importante della propria esperienza professionale all’interno di questo universo, contribuendo con la sua voce a quella dimensione di prossimità che costituisce uno degli elementi più riconoscibili della radio.
La forza mostrata durante la malattia
Negli ultimi mesi Rossella Diaco aveva affrontato la malattia senza nascondere completamente la propria condizione. Attraverso i social aveva condiviso con il pubblico alcuni passaggi di un periodo particolarmente difficile, raccontando con parole dirette il confronto con la patologia e le terapie.
La Rai, nel proprio ricordo, ha scelto significativamente di soffermarsi proprio sulla determinazione dimostrata dalla professionista durante questo periodo. Un elemento che sposta inevitabilmente il racconto dalla carriera alla persona.
Perché dietro una voce conosciuta dal pubblico esiste sempre una dimensione privata fatta di affetti, paure, speranze e relazioni. Ed è a questa dimensione che oggi si rivolgono innanzitutto i messaggi di vicinanza.
Una voce che resta nella memoria
La morte di una professionista della radio possiede una dimensione simbolica particolare. Una voce non occupa uno spazio fisico, eppure può sedimentarsi nella memoria con una forza sorprendente. Può essere associata a un viaggio, a un’autostrada percorsa di notte, a un’informazione ricevuta nel momento giusto o semplicemente a una presenza ascoltata per anni.
È anche attraverso questi frammenti apparentemente ordinari che si costruisce il patrimonio umano del servizio pubblico.
Il cordoglio ISFOA per Rossella Diaco si inserisce dunque nel più ampio sentimento di partecipazione che accompagna la scomparsa della professionista di Rai Isoradio. Il Rettore e il Senato Accademico dell’Ateneo rivolgono alla famiglia, alla figlia Federica e ai colleghi della Rai la propria sincera vicinanza.
Rimane il ricordo di una donna che ha fatto della comunicazione il proprio mestiere e della voce uno strumento di relazione con gli altri. Nel silenzio che segue l’ultima trasmissione, sono proprio le parole pronunciate nel corso di una vita professionale a continuare, in qualche modo, il loro viaggio.