Scuola di Ginostra, riapre dopo 20 anni per Aysha

Il 10 settembre la scuola di Ginostra accoglierà Aysha, sei anni e unica alunna. Le lezioni nei locali della parrocchia, dopo l’iniziativa dei genitori.

La scuola di Ginostra riaprirà il 10 settembre dopo vent’anni di chiusura, per consentire a una bambina di cominciare la prima elementare nel luogo in cui vive. Aysha, sei anni compiuti a giugno, sarà l’unica alunna: ad accoglierla saranno i locali messi a disposizione dalla parrocchia di San Vincenzo Ferreri, nel piccolo borgo di Stromboli, nelle Eolie. La richiesta dei genitori, raccolta dalle istituzioni, permetterà alla famiglia di restare unita senza dover organizzare un trasferimento per l’inizio delle lezioni.

«Non vedo l’ora di andare a scuola», ha raccontato Aysha all’ANSA.

Dietro questa riapertura c’è una questione che supera la dimensione della singola classe: rendere concretamente accessibile l’istruzione dove la geografia condiziona ogni scelta quotidiana. Per Aysha significa poter affrontare il primo anno delle elementari conservando la familiarità della propria casa; per Ginostra, recuperare un servizio assente da due decenni.

Scuola di Ginostra, un’aula nei locali della parrocchia

La sede individuata è un immobile parrocchiale recentemente ristrutturato. Secondo quanto riferito dall’ANSA, l’accordo tra il Comune di Lipari e l’Arcidiocesi di Messina, Lipari e Santa Lucia del Mela prevede la concessione dei locali in comodato d’uso gratuito, senza limiti di durata. Una disponibilità che ha consentito di affrontare il problema degli spazi necessari all’attività didattica.

Il percorso amministrativo era cominciato l’8 gennaio, quando la giunta municipale aveva richiesto all’Ufficio scolastico provinciale di Messina l’attivazione della sezione. Il via libera regionale era arrivato il 19 dello stesso mese. L’apertura prevista per settembre rappresenta dunque l’approdo di un lavoro avviato con largo anticipo rispetto al calendario scolastico.

La collaborazione tra amministrazione, autorità educative e comunità religiosa ha dato una risposta a un’esigenza precisa: trovare nel borgo un luogo adatto a ospitare le lezioni. La canonica diventa così parte della quotidianità scolastica di una bambina e della vita collettiva del paese.

La scelta dei genitori e il rischio di doversi separare

A chiedere che la figlia potesse studiare vicino a casa sono stati Raffa Bazine e Monica Abbate. Hanno scelto Ginostra come luogo in cui costruire la propria famiglia e hanno cercato una soluzione compatibile con quella decisione.

«Siamo innamorati del nostro paradiso», avevano spiegato, descrivendo il legame con la natura, il mare e il vulcano. «E non vogliamo andarcene». Un attaccamento che si è tradotto nella richiesta rivolta al sindaco, alla dirigente scolastica Patrizia Muscolino e all’Ufficio scolastico provinciale di Messina.

L’alternativa avrebbe inciso profondamente sull’organizzazione domestica. Nell’intervista all’ANSA, Monica ha raccontato che lei e Aysha avrebbero dovuto trasferirsi, mentre il marito sarebbe rimasto nel borgo per seguire la propria attività edile. La ricerca di un’aula riguardava dunque anche la possibilità di crescere insieme, senza separazioni imposte dalle difficoltà di accesso alle lezioni.

Il padre ha riferito che il tema dell’istruzione era presente nei loro pensieri già durante la gravidanza. La madre aveva insegnato alla figlia a leggere e scrivere, considerando anche l’eventualità dell’istruzione familiare. La prospettiva di frequentare una primaria nel paese offre ora una risposta diversa a quella preoccupazione.

Quando il tragitto dipende dal mare

Ginostra si raggiunge soltanto via mare e durante l’inverno conta circa quaranta residenti. La sua appartenenza all’isola di Stromboli non comporta la possibilità di spostarsi agevolmente verso l’altro abitato: secondo quanto spiegato dalla famiglia, gli orari degli aliscafi risultano incompatibili con quelli scolastici.

Raggiungere Lipari avrebbe presentato difficoltà ancora maggiori, soprattutto nei mesi invernali, quando la regolarità dei collegamenti può venire meno. Per una bambina all’inizio delle elementari, il problema riguarda la possibilità stessa di essere presente ogni mattina, con continuità, all’avvio delle attività.

È su questa distanza fra disponibilità formale di un servizio e accesso effettivo che la vicenda assume rilievo pubblico. Un istituto raggiungibile sulla carta può restare fuori dalla quotidianità di chi abita in una frazione isolata. Organizzare l’offerta educativa richiede quindi di considerare anche orari, condizioni dei trasporti e conseguenze sulle famiglie.

Piccole scuole, qualità dell’istruzione e relazioni

La riapertura pone anche una domanda educativa: come assicurare un’esperienza ricca di apprendimenti e occasioni di confronto quando gli iscritti sono pochissimi? Il progetto Piccole Scuole dell’INDIRE affronta proprio le esigenze dei territori geograficamente svantaggiati, sostenendo la permanenza dei presìdi educativi e culturali e il contrasto allo spopolamento.

Nel Manifesto del movimento, la collaborazione tra istituti, la progettazione condivisa e l’impiego delle tecnologie sono indicati come strumenti per collegare classi con pochi alunni e ampliare le opportunità formative. L’obiettivo dichiarato è garantire qualità anche nei contesti periferici.

Queste esperienze offrono un riferimento per comprendere la sfida di Ginostra. Alla disponibilità di un’aula deve accompagnarsi l’attenzione alla crescita complessiva dell’alunna: apprendimenti, autonomia, relazioni. La dimensione individuale dell’insegnamento richiede una progettazione capace di mantenere aperto il confronto con gli altri.

Filicudi e la richiesta di Tiziana

Nello stesso arcipelago, Anastasia Tiziana, dieci anni, aveva scritto alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni chiedendo di poter frequentare le medie a Filicudi. Nella lettera esprimeva il timore di dover lasciare la madre, i nonni e gli amici per proseguire gli studi.

Il 12 giugno l’ANSA aveva riferito una proposta della dirigente Muscolino, condivisa dal sindaco Riccardo Gullo: diciotto ore settimanali di attività in presenza con una docente tutor e dodici a distanza, in collegamento con la secondaria di primo grado di Malfa.

A fine agosto, tuttavia, La Sicilia ha riportato ulteriori difficoltà segnalate dalla madre, relative alla mancata riattivazione del corso sull’isola e all’iscrizione indirizzata a Malfa. Le ricostruzioni suggeriscono prudenza nel considerare conclusa la vicenda e richiamano l’importanza dell’effettiva attuazione delle soluzioni annunciate.

Il diritto allo studio nella vita di un borgo

L’articolo 34 della Costituzione stabilisce che «La scuola è aperta a tutti». L’articolo 119 riconosce inoltre le peculiarità delle isole e impegna la Repubblica a promuovere misure per rimuovere gli svantaggi dell’insularità. Sono riferimenti che aiutano a leggere il significato pubblico di queste storie.

Per le amministrazioni, tradurre tali principi in servizi richiede organizzazione e continuità. Per i bambini, significa poter vivere il passaggio a una nuova classe senza associarlo necessariamente alla perdita delle abitudini e degli affetti.

Il 10 settembre la scuola di Ginostra comincerà da un’unica alunna. Il valore della riapertura si misurerà nella possibilità offerta ad Aysha di imparare, crescere e costruire il proprio futuro. E nella capacità delle istituzioni di accompagnarla anche quando l’attenzione della cronaca si sarà spostata altrove.