San Francesco nell’arte dei madonnari ad Assisi

Oltre cinquanta artisti celebrano San Francesco nell’arte dei madonnari, trasformando la piazza della Basilica Inferiore in una galleria all’aperto.

La piazza davanti alla Basilica Inferiore di Assisi si trasforma in un grande racconto collettivo fatto di colori, spiritualità e partecipazione. Oltre cinquanta artisti provenienti da diversi Paesi stanno dando forma a “San Francesco nell’arte dei madonnari”, l’iniziativa promossa dal Comune in occasione dell’ottavo centenario della morte del patrono d’Italia. Un evento nel quale la tradizione dell’arte di strada incontra il messaggio francescano, mentre turisti e pellegrini assistono alla nascita delle opere seguendone ogni passaggio creativo.

Chinati sul suolo, con gessetti e materiali poveri tra le mani, i madonnari lavorano sotto lo sguardo attento dei visitatori. Le immagini emergono lentamente dalle superfici, prima attraverso il disegno, poi mediante il colore, le sfumature e le prospettive. Non esiste una distanza tra autore e pubblico: la creazione avviene davanti a tutti, dentro uno spazio condiviso nel quale l’arte torna a essere incontro.

È proprio questa dimensione popolare a rendere la manifestazione particolarmente coerente con lo spirito di Francesco d’Assisi. Il santo che scelse la semplicità come linguaggio universale viene raccontato attraverso una pratica artistica che non ha bisogno di pareti, cornici o ambienti esclusivi. La piazza diventa così un luogo di contemplazione, ma anche di curiosità e dialogo.

San Francesco nell’arte dei madonnari: l’opera collettiva

Al centro dell’evento si trova “La visione di San Francesco”, una grande composizione collettiva di circa cinquanta metri quadrati ideata dall’artista statunitense Kurt Wenner, direttore artistico della manifestazione e considerato l’inventore della “pavement art” tridimensionale.

Alla realizzazione dell’opera partecipano dodici madonnari. Il progetto riunisce prospettive, simboli religiosi e richiami alla storia contemporanea della Chiesa. Nella composizione compaiono Papa Francesco, Giovanni Paolo II, Papa Leone XIV in trono, Carlo Acutis e santa Chiara, insieme ad altre figure legate alla vita del santo, al suo rapporto con il creato e alla spiritualità espressa nel Cantico delle creature.

La superficie diventa un intreccio di epoche, testimonianze e visioni. Francesco non viene rappresentato soltanto come figura appartenente al passato, ma come presenza capace di parlare al tempo attuale. La natura, la fraternità e la pace costituiscono il filo conduttore di una narrazione visiva che mette in relazione il messaggio francescano con alcune delle personalità più significative della storia recente della Chiesa.

Wenner ha spiegato che la composizione racconta la visione di Francesco attraverso la natura, nella quale il santo riconosce la forza di Dio, trasformando il messaggio divino in un messaggio umano. Secondo il direttore artistico, esiste inoltre un elemento che accomuna profondamente il patrono d’Italia e i madonnari: il contatto diretto con il popolo.

Questa vicinanza si manifesta nella stessa posizione assunta dagli artisti, impegnati a lavorare a terra, senza barriere rispetto agli osservatori. Il pubblico non incontra soltanto l’opera conclusa, ma assiste al gesto, alla fatica, alle correzioni e alla pazienza necessarie per completarla.

Quaranta interpretazioni del messaggio francescano

Accanto alla grande composizione collettiva, gli altri artisti stanno realizzando quaranta opere individuali dedicate a temi francescani. I lavori occupano complessivamente una superficie superiore ai 220 metri quadrati e offrono interpretazioni differenti della figura e dell’eredità spirituale di Francesco.

Ogni madonnaro affronta il tema attraverso la propria sensibilità, la formazione artistica e la cultura di provenienza. Il risultato è un mosaico internazionale nel quale convivono linguaggi figurativi, soluzioni prospettiche e diverse letture del rapporto fra l’uomo, la fede e il creato.

La presenza di artisti provenienti da più Paesi conferisce alla manifestazione un valore che supera il carattere celebrativo. Il messaggio di Francesco viene tradotto in immagini accessibili a visitatori di età, lingua e formazione differenti. È la dimostrazione di come l’arte possa rendere immediatamente comprensibili valori complessi senza impoverirne il significato.

Le creazioni vengono eseguite su uno speciale supporto in linoleum naturale ed ecosostenibile. La scelta permette di rispettare la piazza e, allo stesso tempo, di superare la tradizionale precarietà dell’arte dei madonnari. I lavori potranno infatti essere conservati ed esposti anche dopo la conclusione dell’iniziativa.

L’arte figurativa realizzata sul suolo nasce storicamente come espressione effimera, esposta al passaggio delle persone e agli effetti del tempo. In questo caso, la possibilità di preservare le opere consentirà di prolungare la memoria dell’evento, trasformando una manifestazione temporanea in un patrimonio visivo destinato a raccontare l’anniversario francescano anche negli anni successivi.

Il dialogo tra Assisi e Curtatone

“San Francesco nell’arte dei madonnari” nasce dalla collaborazione tra Assisi e Curtatone, città mantovana che ospita l’Antichissima Fiera delle Grazie e lo storico Incontro nazionale dei Madonnari. Due territori differenti, ma uniti dalla volontà di valorizzare una forma espressiva profondamente radicata nella devozione popolare.

L’iniziativa è promossa insieme al Sacro Convento e sostenuta dal Comitato nazionale per l’ottavo centenario francescano. La manifestazione rappresenta dunque un incontro tra istituzioni civili e religiose, tradizione artistica e partecipazione pubblica.

Il sindaco di Assisi, Valter Stoppini, ha definito l’appuntamento «un evento unico e straordinario, che valorizza arte, tradizione e dialogo fra territori». Il primo cittadino ha evidenziato come, per la prima volta, alcuni tra i migliori interpreti dell’arte figurativa effimera si siano riuniti ad Assisi per offrire la propria interpretazione del messaggio francescano di pace, fraternità e speranza.

Particolare rilievo viene attribuito alla composizione ideata da Wenner, destinata, secondo Stoppini, a rimanere nella storia della città. Un’affermazione che sottolinea non soltanto le dimensioni e la qualità tecnica del progetto, ma anche la sua capacità di inserirsi nel percorso culturale delle celebrazioni dedicate a Francesco.

La piazza come luogo di arte e partecipazione

La scelta dello spazio davanti alla Basilica Inferiore non costituisce un semplice elemento scenografico. In quel luogo attraversato ogni giorno da pellegrini e visitatori, le opere entrano in relazione con una delle architetture religiose più significative del mondo e con la memoria del santo.

La piazza perde temporaneamente la funzione di passaggio per diventare uno spazio di osservazione e ascolto. Chi arriva ad Assisi può fermarsi, dialogare con gli artisti e comprendere quanto lavoro si nasconda dietro immagini destinate spesso a essere percepite come immediate.

Le opere saranno completate entro le ore 11 della giornata conclusiva di domenica. Seguiranno la benedizione degli artisti e dei lavori da parte dei frati del Sacro Convento e la cerimonia ufficiale di presentazione. Le creazioni resteranno esposte fino al primo settembre, offrendo al pubblico ulteriori occasioni di visita.

In un’epoca dominata dalla velocità delle immagini digitali, San Francesco nell’arte dei madonnari restituisce valore al tempo lento della creazione e alla presenza fisica dell’artista. Assisi accoglie così un linguaggio antico, ma ancora capace di rinnovarsi: un’arte nata sulla strada che, nel segno di Francesco, ricorda come la bellezza possa essere semplice, condivisa e profondamente umana.