Robbie Williams accende la Costa Smeralda

Robbie Williams torna in Sardegna dopo undici anni: live esclusivo al Romazzino davanti a 500 ospiti, tra grandi successi, ironia e glamour.

C’è un momento, nelle grandi serate d’estate, in cui l’attesa smette di essere semplicemente tempo e diventa parte dello spettacolo. Alla Costa Smeralda è accaduto ancora una volta. Robbie Williams ha acceso la Costa Smeralda con un concerto esclusivo all’Hotel Romazzino, trasformando uno degli indirizzi simbolo dell’ospitalità internazionale in un palcoscenico sospeso tra musica, eleganza e mondanità. Cinquecento ospiti hanno atteso per circa due ore l’arrivo della popstar britannica, tra champagne, alta cucina e quell’atmosfera che da oltre mezzo secolo accompagna le notti più esclusive di Porto Cervo.

Poco dopo le 23, l’attesa è terminata. Williams è apparso sul palco allestito a bordo piscina e, da quel momento, la serata ha cambiato ritmo. Oltre un’ora di spettacolo, grandi successi, dialogo continuo con il pubblico, ironia e quella capacità di occupare la scena che ha trasformato l’ex componente dei Take That in una delle figure più riconoscibili del pop britannico contemporaneo.

Non era una prima volta in Sardegna. Era, piuttosto, un ritorno atteso: erano trascorsi undici anni dall’ultimo live dell’artista sull’isola, quando si era esibito all’Hotel Cala di Volpe. Un intervallo lungo, colmato in una notte destinata a entrare nell’album mondano dell’estate 2026.

Robbie Williams in Costa Smeralda, il grande ritorno

Il concerto del Romazzino rappresentava il momento centrale della serata di gala del Big Art Festival, appuntamento costruito intorno alla contaminazione tra spettacolo internazionale, intrattenimento e ospitalità di alta gamma.

A presentare l’evento è stata la giornalista sportiva Eleonora Incardona. Prima dell’arrivo della star britannica, il pubblico ha assistito alle esibizioni della cantante Natisa, degli Esteriore Brothers, del sassofonista Max Merseny e della dj Katty Leen. Poi la scena è passata interamente a Williams.

Il repertorio scelto non poteva che attraversare le diverse stagioni della sua carriera. La scaletta ha riportato il pubblico dentro oltre trent’anni di pop, dalle origini fino all’affermazione solista, con brani diventati parte dell’immaginario musicale internazionale.

Tra i momenti più coinvolgenti, “Let Me Entertain You”, “Rock DJ”, “Supreme” e “Millennium”. Canzoni che non hanno rappresentato soltanto una sequenza di successi, ma hanno ricostruito sul palco l’identità artistica di Williams: provocatoria, spettacolare, a tratti irriverente e sempre fondata su un rapporto diretto con chi lo ascolta.

Da Sinatra ai Take That, una scaletta tra memoria e pop

Lo spettacolo ha trovato spazio anche per alcune incursioni nella memoria musicale. Williams ha interpretato “My Way”, il classico legato indissolubilmente alla voce di Frank Sinatra, e “Relight My Fire”, riportando idealmente le lancette agli anni dei Take That. Quest’ultimo brano è stato dedicato alla moglie, introducendo una nota personale all’interno di una serata costruita sulla spettacolarità.

È proprio nella capacità di alternare il personaggio pubblico all’uomo che Williams continua a trovare una delle chiavi della propria longevità artistica. Sul palco non offre soltanto una successione di canzoni: parla, scherza, provoca, racconta e costruisce una relazione con gli spettatori.

Al Romazzino lo ha fatto ancora una volta, accompagnando la musica con battute e momenti di dialogo. Una formula consolidata che conserva, tuttavia, una forte immediatezza dal vivo.

Per il finale sono arrivati due brani inevitabili. Prima “Feel”, poi “Angels”, una delle canzoni più amate del repertorio di Williams. Due titoli dalla componente melodica più marcata che hanno accompagnato il saluto della star al pubblico e chiuso una performance durata oltre un’ora e un quarto.

Il Romazzino, architettura simbolo della Costa Smeralda

A rendere particolare l’appuntamento è stata anche la cornice. Il Romazzino non è semplicemente un hotel di lusso, ma uno degli edifici che raccontano la nascita stessa della Costa Smeralda.

Concepito negli anni Sessanta e aperto nel 1965, fu progettato dall’architetto Michele Busiri Vici secondo un linguaggio capace di dialogare con il paesaggio mediterraneo: forme morbide, pareti bianche, linee sinuose, archi, granito e materiali naturali. L’obiettivo era inserire l’edificio nel territorio senza spezzarne l’armonia.

La struttura appartiene a Smeralda Holding ed è oggi gestita da Belmond. Il passaggio sotto le insegne del gruppo ha segnato una nuova fase nella storia dell’albergo, mantenendo come elemento centrale il legame con l’identità architettonica originaria e con l’immaginario della villeggiatura italiana.

In questa prospettiva, il concerto di Williams assume un significato che supera la dimensione musicale. Il Romazzino torna a essere quello che storicamente è stato: un luogo nel quale ospitalità, cultura dello spettacolo e mondanità internazionale finiscono per incontrarsi.

Nel corso dei decenni l’hotel ha accolto personalità dello spettacolo e dell’aristocrazia internazionale. Belmond ricorda, tra gli altri, Grace Kelly, la principessa Margaret, Ringo Starr e George Harrison. Una memoria che contribuisce ancora oggi alla particolare identità della struttura.

Musica e lusso, la formula dell’estate smeraldina

Il live per 500 ospiti conferma inoltre un modello di intrattenimento sempre più legato all’esperienza esclusiva. Non il grande concerto negli stadi, dunque, ma un evento destinato a un numero ristretto di spettatori, inserito all’interno di una serata di gala e costruito intorno alla combinazione fra musica, gastronomia e ospitalità.

Già nei mesi precedenti l’appuntamento era stato presentato come uno degli eventi più esclusivi dell’estate smeraldina, con formule di partecipazione dal costo elevato.

È una dimensione che appartiene da tempo alla Costa Smeralda, territorio nel quale il turismo di alta gamma ha contribuito a costruire una riconoscibilità internazionale che va ben oltre i confini della Sardegna.

Eppure, quando sul palco arriva un artista capace di attraversare generazioni diverse, il lusso diventa quasi una scenografia. Restano le canzoni, il pubblico che le riconosce dalle prime note e quella forma immediata di condivisione che la musica continua a produrre anche negli ambienti più esclusivi.

Dopo Robbie Williams arriva Katy Perry

La stagione musicale della Costa Smeralda, intanto, non si ferma. Dopo la notte del Romazzino, l’attenzione si sposta sull’Hotel Cala di Volpe, dove mercoledì 12 agosto è attesa Katy Perry per il tradizionale appuntamento musicale di metà agosto. Nel 2025 la scena dello stesso evento era stata affidata a Jennifer Lopez.

Il passaggio da Robbie Williams a Katy Perry fotografa bene la strategia degli appuntamenti estivi più prestigiosi della destinazione: richiamare nomi di immediata riconoscibilità mondiale e trasformare alcune notti in eventi capaci di produrre attenzione anche oltre l’isola.

Per Williams, però, quella del Romazzino ha avuto anche il sapore del ritorno. Undici anni dopo l’ultima esibizione in Sardegna, la popstar britannica ha ritrovato la Costa Smeralda con la stessa grammatica che ne ha accompagnato la carriera: energia, autoironia, grandi melodie e una naturale capacità di trasformare il concerto in spettacolo.

Quando le ultime note di “Angels” si sono dissolte nella notte gallurese, è rimasta l’immagine di una piscina trasformata in platea e di cinquecento spettatori riuniti davanti a un protagonista della musica internazionale. Robbie Williams in Costa Smeralda non è stato soltanto uno degli appuntamenti mondani dell’agosto 2026. È stato il ritorno di un grande entertainer in uno dei luoghi che, da oltre sessant’anni, hanno fatto dell’incontro tra bellezza, ospitalità e spettacolo una parte della propria identità.