Ai Campionati giovanili di Ravenna la prevenzione del melanoma entra in regata con il programma IMI-FIV dedicato alla fotoprotezione.
Portare la prevenzione del melanoma direttamente nei luoghi dello sport, trasformando la protezione dal sole in un gesto quotidiano, naturale quanto indossare un giubbotto salvagente. Nasce con questo obiettivo “Le Vele al Sole: Proteggiti”, il programma educativo promosso dall’Intergruppo Melanoma Italiano, in collaborazione con la Federazione Italiana Vela, durante i Campionati Italiani Giovanili in Singolo Kinder Joy of Moving di Ravenna.

L’iniziativa coinvolge giovani atleti, famiglie, istruttori e tecnici in un contesto nel quale l’esposizione ai raggi ultravioletti è particolarmente intensa. Tra allenamenti, attese e regate, chi pratica vela trascorre infatti molte ore all’aperto, spesso senza percepire pienamente l’azione del sole sulla pelle. La superficie dell’acqua riflette parte della radiazione ultravioletta, mentre il vento può attenuare la sensazione di calore senza ridurre il rischio di scottature.
A Ravenna la prevenzione incontra lo sport
Dal 28 agosto al 3 settembre, l’Intergruppo Melanoma Italiano mette a disposizione la brochure educativa “Le Vele al Sole: Proteggiti”. Il materiale illustra le principali regole della fotoprotezione e può essere consultato anche attraverso piattaforme multimediali dedicate, ampliando così la portata dell’iniziativa oltre gli spazi fisici della manifestazione.
Il momento centrale della campagna è previsto domenica 30 agosto alle ore 18 nel FIVillage, con la presentazione del progetto realizzata insieme al Circolo Velico Ravennate. Ravenna, Capitale del Mare 2026, accoglie circa cinquecento giovani velisti con le rispettive famiglie, offrendo una platea particolarmente significativa per un’azione di educazione sanitaria rivolta alle nuove generazioni.
La scelta di intervenire durante un campionato nazionale non è casuale. Lo sport giovanile rappresenta uno dei luoghi nei quali si formano comportamenti destinati a durare nel tempo. La preparazione atletica non riguarda soltanto tecnica, resistenza e sicurezza in acqua, ma comprende anche la capacità di riconoscere e prevenire i rischi legati all’ambiente nel quale l’attività viene praticata.
Prevenzione del melanoma tra i giovani velisti
La prevenzione del melanoma assume un valore ancora maggiore quando si rivolge a bambini e adolescenti. L’esposizione eccessiva ai raggi ultravioletti durante l’infanzia e le scottature ripetute possono contribuire ad aumentare il rischio di sviluppare tumori cutanei negli anni successivi. L’Istituto Superiore di Sanità sottolinea, in particolare, l’associazione tra melanoma e numero di ustioni solari riportate soprattutto nell’età infantile e adolescenziale.
Il sole, naturalmente, non deve essere rappresentato come un nemico. La questione riguarda piuttosto la qualità dell’esposizione e la capacità di adottare precauzioni adeguate. Restare all’aperto, praticare sport e vivere il mare sono esperienze fondamentali per la crescita; occorre però evitare che l’entusiasmo della competizione o la sensazione di benessere prodotta dal vento facciano dimenticare la vulnerabilità della pelle.
Nella vela questa attenzione diventa particolarmente importante. Gli atleti possono rimanere esposti per periodi prolungati e non sempre dispongono di zone d’ombra. Anche nelle giornate nuvolose o ventilate, la radiazione ultravioletta può raggiungere livelli rilevanti. La percezione della temperatura, quindi, non costituisce un indicatore affidabile dell’intensità dei raggi UV.
Le regole della fotoprotezione in mare
Gli specialisti dell’Intergruppo Melanoma Italiano hanno individuato dieci regole di comportamento che, negli sport acquatici, acquistano un significato specifico. Il principio fondamentale è evitare le scottature e le esposizioni eccessive, soprattutto nelle ore centrali della giornata, quando la radiazione solare è più intensa.
La protezione non può essere affidata esclusivamente alla crema solare. I filtri ad ampio spettro contro i raggi UVA e UVB devono essere applicati correttamente, in quantità adeguata e più volte nel corso della giornata, soprattutto dopo essersi bagnati o avere svolto attività fisica. A questa precauzione vanno affiancati indumenti protettivi, cappelli e occhiali da sole idonei. La ricerca dell’ombra, quando possibile, completa una strategia che deve essere adattata alle condizioni ambientali e alla durata dell’esposizione.
Non si tratta di prescrizioni astratte, ma di azioni semplici che possono entrare nella routine dell’atleta: controllare l’indice UV prima di uscire, organizzare le attività tenendo conto delle ore più critiche, applicare nuovamente il filtro solare e proteggere le zone del corpo maggiormente esposte. L’efficacia della prevenzione dipende soprattutto dalla continuità con cui questi comportamenti vengono osservati.
La salute come parte della preparazione atletica
Il professor Ignazio Stanganelli, coordinatore del progetto IMI Skinport, direttore della Skin Cancer Unit dell’IRST e docente dell’Università di Parma, ha evidenziato il valore dell’appuntamento ravennate, capace di “trasformare una grande manifestazione sportiva nazionale in un momento collettivo di sensibilizzazione e educazione alla salute”.
Il messaggio supera i confini della singola competizione. Educare un giovane atleta alla fotoprotezione significa offrirgli strumenti che potrà utilizzare anche fuori dal campo di gara, durante una giornata in spiaggia, una passeggiata, un’escursione o qualsiasi attività svolta all’aperto.
Anche il presidente della Federazione Italiana Vela, Francesco Ettorre, ha richiamato la necessità di rendere la protezione solare parte integrante della preparazione sportiva, al pari dell’abbigliamento tecnico e delle regole di sicurezza. L’auspicio della Federazione è che la collaborazione con IMI possa diventare un modello stabile, da portare nelle manifestazioni veliche organizzate in tutta Italia.
Il progetto Skinport e il legame con il territorio
“Le Vele al Sole: Proteggiti” rientra nel progetto Skinport, promosso dall’Intergruppo Melanoma Italiano per prevenire i tumori cutanei nelle popolazioni caratterizzate da una forte esposizione alla radiazione ultravioletta negli ambienti marittimi.
La campagna di Ravenna si collega inoltre alle attività dell’Istituto Oncologico Romagnolo attraverso il progetto “Good Sun Good Skin” e al programma Skinport Maris, sviluppato con Assonautica Italiana – Sezione Provinciale di Ravenna. È una rete che unisce medicina, sport, associazionismo e territorio, costruendo una comunicazione della salute capace di raggiungere le persone nei luoghi della loro vita quotidiana.
In questa prospettiva, la manifestazione velica diventa qualcosa di più di un appuntamento agonistico. Accanto ai risultati sportivi e alle emozioni della competizione emerge una responsabilità educativa condivisa: insegnare che la tutela della salute non limita la libertà di vivere il mare, ma consente di farlo con maggiore consapevolezza.
Un modello da estendere oltre Ravenna
Il valore dell’iniziativa risiede nella sua concretezza. La prevenzione entra nei circoli, dialoga con gli allenatori, raggiunge le famiglie e parla ai ragazzi con strumenti accessibili. Non attende che il rischio diventi malattia, ma interviene prima, quando un comportamento corretto può ancora trasformarsi in abitudine.
Ravenna offre così un possibile modello nazionale: integrare l’educazione sanitaria nelle manifestazioni sportive, soprattutto in quelle che si svolgono all’aperto e comportano esposizioni prolungate. La prevenzione del melanoma comincia anche da una vela spiegata al sole, da una crema applicata nel momento giusto e dalla consapevolezza che ogni gesto di protezione compiuto oggi può contribuire a custodire la salute di domani.