Dopo la cerimonia di Lovere, il Premio ISFOA 2026 sarà raccontato su isfoaracconta.news con articoli, immagini e video dedicati ai protagonisti.
Nella cornice solenne della Galleria dell’Accademia Tadini di Lovere, affacciata sul lago d’Iseo, sabato 12 settembre si è svolta la XXII edizione del Premio ISFOA 2026 alla Carriera, appuntamento che ha riunito rappresentanti del mondo accademico, istituzionale, diplomatico, imprenditoriale, artistico e dell’informazione. Una cerimonia costruita intorno al valore del merito, alla responsabilità professionale e alla capacità di trasformare l’esperienza individuale in un contributo concreto alla crescita della società.
L’incontro ha celebrato personalità provenienti da ambiti differenti, accomunate da percorsi professionali consolidati e da un impegno capace di superare i confini delle singole discipline. Accanto ai Premi internazionali alla Carriera sono state conferite Lauree Honoris Causa in Relazioni Internazionali, riconoscimenti accademici destinati a figure impegnate nell’istruzione, nella diplomazia, nella tutela dei diritti umani, nel diritto internazionale e nella cooperazione tra i popoli.

La XXII edizione non si concluderà, tuttavia, con il momento ufficiale vissuto a Lovere. Nelle prossime settimane isfoaracconta.news pubblicherà una serie di articoli dedicati singolarmente ai premiati e alle personalità coinvolte. Ogni storia sarà accompagnata dalle fotografie e dai video realizzati durante la cerimonia, affinché il pubblico possa conoscere più da vicino i percorsi umani e professionali che hanno dato forma all’edizione 2026.
Premio ISFOA 2026, la cerimonia all’Accademia Tadini
La scelta della Galleria dell’Accademia Tadini ha conferito alla manifestazione un significato che va oltre il prestigio della sede. Entrare nelle sue sale significa attraversare oltre due secoli di storia culturale, in un luogo nato dalla volontà del conte Luigi Tadini di trasformare una raccolta privata in patrimonio accessibile alla comunità.
Il palazzo neoclassico, la cui costruzione ebbe inizio nel 1820, fu completato nel 1826. Due anni dopo la Galleria venne aperta al pubblico, diventando uno dei primi musei lombardi dell’Ottocento. Le collezioni, legate anche ai nomi di Antonio Canova e Francesco Hayez, custodiscono il rapporto profondo tra arte, educazione e responsabilità civile.
Proprio questo legame ha accompagnato la cerimonia del 12 settembre. Nelle sale nate per rendere pubblica la conoscenza sono state celebrate carriere costruite attraverso lo studio, l’impegno e la continuità del lavoro. Il luogo non ha rappresentato soltanto uno scenario elegante, ma una parte integrante del messaggio culturale dell’iniziativa.

La manifestazione ha mostrato come il merito possa assumere forme molteplici. Può essere riconosciuto nell’attività di chi amministra un territorio, di chi dirige un’impresa, di chi opera nel settore della cultura, di chi informa, insegna, ricerca o costruisce relazioni internazionali. Ogni esperienza conserva la propria identità, ma acquista un significato più ampio quando viene messa in relazione con le altre.
Stefano Masullo alla guida della XXII edizione
A condurre la XXII edizione è stato il Magnifico Rettore dell’ISFOA, professor Stefano Masullo, figura centrale nella storia dell’Ateneo e nello sviluppo del Premio Internazionale alla Carriera.
La sua conduzione ha accompagnato i diversi momenti della giornata, offrendo unità a un programma articolato tra riconoscimenti professionali, conferimenti accademici e presenze internazionali. Nel suo ruolo, Masullo ha rappresentato la visione di un’istituzione che pone al centro il rapporto tra formazione, competenza, responsabilità sociale e dialogo con il mondo delle professioni.
Il suo lavoro ha consentito al Premio di raggiungere la ventiduesima edizione mantenendo una vocazione internazionale. Fin dalle origini, infatti, l’iniziativa è stata concepita come uno spazio di incontro tra personalità capaci di offrire un contributo significativo alla cultura, all’economia, alle istituzioni e alla società.
Un ringraziamento particolare va dunque al Magnifico Rettore Stefano Masullo, non soltanto per aver guidato la cerimonia di Lovere, ma per aver costruito nel tempo un percorso capace di riconoscere il valore delle persone senza rinchiuderlo entro una sola categoria professionale.
Accanto a lui merita un ringraziamento il professor Marcello Lofrano, presidente del Saint George Campus e consigliere del Senato Accademico ISFOA. Il suo impegno nel campo della formazione e nella costruzione di collaborazioni accademiche ha contribuito allo sviluppo di una rete orientata al confronto tra università, professioni, ricerca e cooperazione internazionale.

Un riconoscimento nato per valorizzare le carriere
Il Premio Internazionale ISFOA alla Carriera venne istituito durante l’anno accademico 2002-2003 e inaugurato ufficialmente nel maggio 2004 presso l’Istituto Italiano di Cultura di Budapest. La prima edizione riunì oltre 250 ospiti, autorità istituzionali e rappresentanti italiani e internazionali.
L’obiettivo dichiarato era riconoscere personalità distintesi nei diversi settori della conoscenza e della vita professionale, valutando non soltanto i risultati individuali, ma anche il beneficio prodotto per le organizzazioni e per la società.
Nel corso degli anni il Premio ha mantenuto questa impostazione, aprendosi a esperienze maturate nella cultura, nell’impresa, nella finanza, nell’informazione, nelle istituzioni, nella ricerca, nelle professioni e nelle attività sociali. Il riconoscimento non riguarda quindi un singolo successo, ma l’insieme di un percorso: la capacità di perseverare, assumere responsabilità e lasciare una traccia riconoscibile nel proprio ambito.
La XXII edizione ha confermato questa identità attraverso una rappresentazione ampia della società contemporanea. Sullo stesso piano simbolico si sono incontrati arte e amministrazione pubblica, giornalismo e imprenditoria, formazione e diplomazia, editoria e cooperazione internazionale.

I protagonisti del Premio ISFOA alla Carriera
Tra i protagonisti della XXII edizione figura Alberto Vallenzasca, indicato anche come Mario Alberto Vallenzasca, consulente finanziario ed esperto di credito d’impresa e relazioni economiche internazionali. Il suo percorso si è sviluppato tra consulenza, sostegno alle imprese e processi di internazionalizzazione, con esperienze maturate in Europa e in America Latina. Vallenzasca ha inoltre svolto un ruolo nell’organizzazione e nella segreteria del Premio.
Il riconoscimento è stato attribuito anche a Biagio Maimone, giornalista, scrittore e docente, impegnato nello studio del rapporto tra comunicazione e sviluppo umano. La sua attività ha posto particolare attenzione alla responsabilità della parola, intesa non soltanto come mezzo informativo, ma come strumento educativo e sociale.
Claudia Conte, giornalista, autrice, conduttrice e divulgatrice, è stata premiata per un percorso professionale nel quale comunicazione e impegno civile procedono insieme. La sua attenzione ai temi della legalità, dei diritti e delle fragilità sociali ha caratterizzato numerosi progetti, interventi pubblici e lavori editoriali.
Domenico Messina ha rappresentato il settore tecnico-amministrativo e delle opere pubbliche. La sua esperienza comprende attività legate alla progettazione, alla rigenerazione urbana, alla sostenibilità e alla realizzazione di interventi territoriali, anche nell’ambito dei programmi finanziati attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Francesco Brigante, professionista del turismo della Repubblica di San Marino, è stato riconosciuto per il contributo offerto alla promozione del territorio e alle relazioni culturali internazionali. Il suo percorso comprende incarichi nel sistema turistico sammarinese e iniziative volte a rafforzare il dialogo tra San Marino e il Giappone.
Francesco Garofalo, l’arte come responsabilità culturale
Tra i premiati della XXII edizione è stato chiamato il professor Francesco Garofalo, artista, giornalista, scrittore, storico e critico d’arte, curatore e docente universitario.
La sua ricerca artistica è legata al figurativo contemporaneo, all’iperrealismo e all’impiego dell’aerografo, tecnica attraverso la quale ha sviluppato un linguaggio riconoscibile fondato sull’uso del bianco e nero, sulla precisione del segno e sulla capacità di indagare la dimensione interiore della figura umana.
Accanto alla produzione artistica, Garofalo ha costruito un’intensa attività culturale ed editoriale. In ISFOA ricopre gli incarichi di preside della Facoltà di Storia e Critica dell’Arte e Scienze dei Beni Culturali, docente e componente del Senato Accademico. Il suo lavoro attraversa arte, formazione, giornalismo e divulgazione, con una particolare attenzione alla valorizzazione degli artisti e alla funzione sociale della cultura.
Il riconoscimento alla Carriera assume pertanto il significato di una sintesi tra creazione e responsabilità pubblica. L’arte, in questa prospettiva, non è soltanto produzione estetica, ma uno strumento attraverso il quale interrogare il presente, conservare la memoria e restituire dignità alle esperienze umane.
Trasporti, informazione ed editoria tra i premiati
Gian Paolo Fagioli ha portato nella cerimonia l’esperienza maturata nel settore dei trasporti e della logistica. Dirigente d’azienda ed esperto dell’autotrasporto, ha svolto incarichi di rappresentanza contribuendo al confronto sui temi della sicurezza, dell’efficienza e della modernizzazione del comparto.
Giovanni Battista Todini, conosciuto professionalmente come Gianni Todini, è stato riconosciuto per una lunga attività nell’informazione e nella direzione editoriale. Il suo percorso testimonia la trasformazione del giornalismo contemporaneo, passato dalla centralità del testo a una dimensione sempre più multimediale, digitale e integrata.
Anche Mario Modica ha rappresentato il mondo dell’editoria e della comunicazione. Editore e giornalista, ha attraversato diverse stagioni del sistema mediatico italiano, dalla radiofonia alle piattaforme digitali, sviluppando progetti dedicati alla pubblicità, al marketing e ai nuovi linguaggi dell’informazione professionale.
Marlene Taschen ha portato il profilo dell’editoria internazionale. Alla guida, insieme al padre Benedikt, di una delle realtà editoriali più conosciute nel campo dell’arte, della fotografia, dell’architettura e del design, rappresenta una concezione del libro nella quale qualità dei contenuti e cura dell’immagine diventano elementi inseparabili.
Il suo percorso mostra quanto l’editoria culturale possa incidere sulla diffusione della conoscenza. Un volume d’arte non è semplicemente un contenitore di testi e fotografie: è un oggetto culturale nel quale ricerca, impaginazione, stampa e visione editoriale concorrono alla costruzione del significato.
Impresa, artigianato d’eccellenza e ricerca
Massimo Bonanno è stato inserito tra i protagonisti del Premio per la sua attività imprenditoriale nei settori automobilistico e del charter nautico. Il riconoscimento valorizza una carriera sviluppata in ambiti nei quali competenza gestionale, qualità del servizio e capacità di interpretare i cambiamenti del mercato risultano determinanti.
Mauro Loce, amministratore delegato di Design & Artbook Made in Italy e professionista della legatoria d’arte, ha rappresentato il sapere artigianale applicato all’editoria di pregio. La sua esperienza richiama una tradizione italiana nella quale manualità, tecnica e sensibilità estetica si uniscono per dare forma a manufatti capaci di resistere al tempo.
La legatoria artistica appartiene a quella parte del patrimonio produttivo nazionale che vive attraverso la trasmissione delle competenze. Dietro ogni realizzazione vi sono conoscenza dei materiali, precisione e rispetto per il contenuto custodito. Premiare questo percorso significa riconoscere il valore contemporaneo dell’artigianato culturale.
Ferenc Holecz, psicologo, ricercatore e autore, ha completato il quadro delle professionalità documentate tra i protagonisti dell’edizione. La sua attività si concentra sul rapporto tra alimentazione, benessere ed equilibrio psicofisico, ponendo in relazione ricerca, salute e qualità della vita.
La pluralità dei profili ha mostrato una delle caratteristiche più interessanti del Premio: la capacità di fare dialogare competenze apparentemente distanti. Un imprenditore, un artista, un ricercatore e un giornalista operano in contesti differenti, ma condividono la necessità di trasformare conoscenza ed esperienza in decisioni responsabili.
Le sette Lauree Honoris Causa
Uno dei momenti centrali della giornata è stato dedicato alle sette Lauree Honoris Causa in Relazioni Internazionali conferite dalla Facoltà di Scienze Politiche e Sociali. I destinatari rappresentano esperienze sviluppate tra Europa e Africa, istituzioni governative, diplomazia, diritto, istruzione e tutela dei diritti fondamentali.
Barros Bacar Banjai, ministro dell’Educazione nazionale, dell’Insegnamento superiore e della Ricerca scientifica della Guinea-Bissau, ha portato a Lovere il valore strategico dell’istruzione per lo sviluppo di un Paese. Ingegnere geologo di formazione, ha ricoperto nel tempo diversi incarichi governativi, occupandosi anche di agricoltura, ambiente e risorse naturali.
La Laurea Honoris Causa ha riconosciuto una responsabilità istituzionale che riguarda il futuro delle nuove generazioni. Investire nell’università e nella ricerca significa costruire le condizioni per una crescita fondata sulle competenze, sull’autonomia culturale e sulla capacità di affrontare trasformazioni economiche e sociali complesse.
Glen Farrugia, ambasciatore non residente di Malta presso la Confederazione Svizzera e dirigente accademico, ha rappresentato l’incontro tra diplomazia, istruzione superiore, patrimonio culturale e turismo. La sua attività universitaria e di ricerca mostra come la cultura possa diventare uno strumento concreto di relazione tra Paesi.
Haissam Bou-Said, impegnato nelle relazioni internazionali e nella rappresentanza presso il sistema delle Nazioni Unite a Ginevra, ha portato al centro della cerimonia i temi dei diritti umani, della responsabilità istituzionale e della cooperazione.
Pradeepthi Bhandekar, attiva nei rapporti con organizzazioni internazionali e intergovernative, è stata riconosciuta per il lavoro svolto nella costruzione di partenariati strategici e di reti capaci di collegare società civile, formazione e diplomazia.
Diritto, formazione e comunità della diaspora
Tra gli insigniti figura Oluwafemi Emmanuel Esan, accademico e rappresentante internazionale impegnato nell’educazione, nella diplomazia culturale e nello sviluppo di programmi di cooperazione. Il suo percorso attraversa formazione universitaria e relazioni istituzionali, mostrando come il sapere possa diventare un ponte tra comunità differenti.
Federico Di Salvo, avvocato internazionale, docente universitario e console onorario della Repubblica Federale di Germania a Firenze, ha rappresentato il diritto europeo e internazionale. La sua esperienza comprende attività di consulenza, formazione e tutela dei diritti fondamentali, anche in relazione agli organismi sovranazionali.
Caleb Francis Sylvanus John, membro della Missione diplomatica dello Stato della Diaspora Africana in Italia e presso la Santa Sede, è stato riconosciuto per l’impegno nelle relazioni consolari e nei rapporti con le comunità africane. Il suo profilo richiama il ruolo crescente delle diaspore, capaci di mantenere vivi i legami con i Paesi d’origine e, contemporaneamente, di contribuire alla vita civile delle società di accoglienza.
Considerate nel loro insieme, le sette Lauree Honoris Causa hanno delineato una geografia della responsabilità internazionale. Istruzione, diplomazia, diritto e diritti umani non sono ambiti separati: rappresentano parti di un medesimo processo, nel quale la qualità delle istituzioni dipende dalla capacità di ascoltare, cooperare e condividere le conoscenze.
La delegazione della Guinea-Bissau
La dimensione internazionale della giornata è stata rafforzata dalla partecipazione della delegazione della Repubblica di Guinea-Bissau. Accanto al ministro Barros Bacar Banjai, la rappresentanza ha compreso Pinto Bernardo, segretario generale del Ministero, e Cande Buba, direttore generale per l’Innovazione e la Tecnologia.
Nei programmi e nelle comunicazioni collegate all’iniziativa sono stati inoltre indicati Maria Regina Gomes Cá e António Tchemena, con funzioni riconducibili alla consulenza e al supporto istituzionale.
La presenza della delegazione ha offerto alla cerimonia una prospettiva concreta sui temi della formazione superiore, della ricerca e dell’innovazione. Non si è trattato soltanto di rappresentanza formale, ma dell’occasione per mettere in relazione responsabilità governative e strutture accademiche.
In una fase storica nella quale l’accesso alla conoscenza determina sempre più la capacità di crescita dei Paesi, il dialogo tra istituzioni educative assume un valore strategico. Cooperare significa favorire la circolazione delle competenze, sviluppare percorsi condivisi e creare opportunità per studenti, docenti e professionisti.
Le presenze accademiche e istituzionali
Alla cerimonia hanno preso parte componenti del mondo accademico, rappresentanti delle istituzioni e personalità della cultura e dell’informazione. Il Senato Accademico è stato parte integrante del percorso che ha condotto alla selezione e al conferimento dei riconoscimenti, attraverso la valutazione delle carriere e delle esperienze presentate.
Tra le figure direttamente legate all’attività dell’Ateneo e alla giornata di Lovere vi sono il Magnifico Rettore Stefano Masullo, il professor Marcello Lofrano, il professor Francesco Garofalo, Biagio Maimone e Alberto Vallenzasca. Il lavoro organizzativo ha coinvolto la struttura accademica e le professionalità incaricate di curare i diversi aspetti della manifestazione, dalla cerimonia alla documentazione audiovisiva.
Tra gli ospiti presenti anche Francesco Caroprese, vicepresidente dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti, la cui partecipazione ha sottolineato il rapporto tra cultura accademica e responsabilità dell’informazione.
La presenza di Caroprese ha assunto un significato particolare durante la consegna del riconoscimento a Francesco Garofalo, contribuendo a dare rilievo al valore giornalistico ed editoriale di un percorso professionale sviluppato parallelamente all’attività artistica e universitaria.
Tra le personalità intervenute figurava inoltre Simona Gervasio, presidente di Minerva Italia – Associazione Europea dei Critici d’Arte. La sua presenza ha rappresentato il mondo della critica, della curatela e della promozione culturale, ribadendo il ruolo dell’arte come spazio di studio, interpretazione e confronto pubblico.
Da Lovere nasce un nuovo racconto editoriale
La cerimonia del 12 settembre ha consegnato riconoscimenti, ma ha soprattutto raccolto storie. Dietro ogni diploma, ogni targa e ogni fotografia vi sono anni di lavoro, passaggi complessi, responsabilità assunte e risultati raggiunti attraverso la continuità dell’impegno.
Per questa ragione isfoaracconta.news dedicherà prossimamente diversi articoli ai protagonisti della XXII edizione. I premiati saranno raccontati uno per uno, ricostruendone la formazione, le esperienze professionali, le opere e il contributo offerto nei rispettivi settori.
Gli approfondimenti saranno accompagnati da fotografie e filmati della premiazione. La documentazione audiovisiva permetterà di restituire non soltanto il momento formale della consegna, ma anche gli incontri, le emozioni, le parole e i dettagli che hanno caratterizzato la giornata.
Sarà un racconto corale costruito attraverso singole biografie. Ogni articolo conserverà l’identità del protagonista, mentre l’intera serie offrirà una visione complessiva dell’edizione 2026. Arte, impresa, giornalismo, ricerca, turismo, amministrazione pubblica, diplomazia e formazione appariranno così come parti di un unico paesaggio culturale.
Il valore umano dietro ogni riconoscimento
Un premio alla carriera invita inevitabilmente a guardare indietro, ma il suo significato autentico riguarda anche il futuro. Riconoscere un percorso non equivale a considerarlo concluso. Significa attribuirgli una nuova responsabilità: quella di diventare testimonianza, esempio e occasione di crescita per gli altri.
La XXII edizione ha ricordato che il merito non coincide soltanto con la notorietà. Si manifesta nella qualità del lavoro, nella coerenza delle scelte, nella capacità di affrontare le difficoltà e nella volontà di restituire alla comunità una parte di ciò che si è appreso.
Il ringraziamento al Magnifico Rettore Stefano Masullo e al professor Marcello Lofrano nasce da questa consapevolezza. Organizzare un appuntamento di tale ampiezza significa mettere in relazione mondi diversi, riconoscere competenze spesso lontane dai riflettori e creare uno spazio nel quale le esperienze possano incontrarsi.
Lo stesso ringraziamento si estende al Senato Accademico, agli ospiti, alle delegazioni internazionali, ai collaboratori e a tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione della cerimonia.
Con la pubblicazione dei prossimi approfondimenti, il Premio ISFOA 2026 continuerà a vivere oltre Lovere. Le immagini e i video conserveranno la memoria della giornata; gli articoli proveranno a restituirne il significato più profondo. Perché una carriera non è soltanto la somma dei traguardi raggiunti, ma il racconto delle responsabilità accettate e del valore lasciato lungo il cammino.