Cile, stop alla maxi linea dopo l’appello di DiCaprio

La maxi linea elettrica in Cile entra in una fase di attesa: sospesa la seduta chiamata a esaminare il progetto contestato per i possibili effetti sulla rara rana pehuenche.

Una piccola rana delle Ande, una grande infrastruttura energetica internazionale e l’intervento di una delle personalità più conosciute di Hollywood. È attorno a questi tre elementi che si è accesa in Cile una vicenda capace di trasformare un procedimento di valutazione ambientale in un caso di interesse internazionale. Il Servizio di Valutazione Ambientale cileno (SEA) ha sospeso la seduta della Commissione di Valutazione della Regione del Maule che avrebbe dovuto esaminare il progetto di interconnessione elettrica Los Cóndores-Río Diamante, promosso da Enel Generación Chile.

La riunione, prevista in videoconferenza il 10 agosto, avrebbe dovuto affrontare l’iter ambientale dell’infrastruttura destinata a collegare i sistemi elettrici di Cile e Argentina attraverso la cordigliera. Secondo quanto riportato dalla stampa cilena, la seduta sarebbe stata rinviata per ragioni di agenda alla settimana successiva. È dunque importante distinguere il rinvio della riunione da uno stop definitivo al progetto, che resta sottoposto alla procedura di valutazione prevista dalle autorità cilene.

A rendere la vicenda globale è stato Leonardo DiCaprio. L’attore e ambientalista ha richiamato attraverso i propri canali social l’attenzione sulla rana pehuenche, o rana dal petto spinoso, Alsodes pehuenche, anfibio estremamente raro che vive in un’area molto circoscritta delle Ande tra Cile e Argentina.

Maxi linea elettrica in Cile, cosa prevede il progetto

Il nome ufficiale dell’iniziativa è “Interconexión Internacional de Interés Privado Los Cóndores (CL) – Río Diamante (AR)”. Il progetto è stato presentato da Enel Generación Chile e ammesso alla procedura di valutazione ambientale nell’ottobre 2021. La documentazione ufficiale del SEA conferma quindi un iter iniziato quasi cinque anni fa e caratterizzato nel tempo da integrazioni, approfondimenti e partecipazione pubblica.

Sul versante cileno l’opera interessa il territorio di San Clemente, nella Regione del Maule. È prevista una nuova sottostazione elettrica da 220/500 kV nel settore Los Cóndores e una linea di trasmissione a 500 kV lunga circa 26,7 chilometri, dalla sottostazione fino al confine con l’Argentina. Secondo informazioni trasmesse dalle autorità cilene alla Camera dei deputati, il tratto argentino dovrebbe poi svilupparsi per circa 312 chilometri fino alla sottostazione Río Diamante.

La parte cilena prevede inoltre più di settanta torri. L’area complessivamente associata al progetto raggiunge circa 269,7 ettari, considerando fascia di servitù, opere permanenti e temporanee.

La finalità dichiarata dell’interconnessione è strategica: consentire scambi energetici tra Cile e Argentina, aumentare sicurezza e resilienza delle rispettive reti e creare condizioni favorevoli a una maggiore integrazione delle energie rinnovabili. È precisamente su questo terreno che il caso assume un significato più ampio: la necessità di sviluppare infrastrutture energetiche si confronta con l’obbligo di tutelare ecosistemi particolarmente fragili.

La rana pehuenche al centro della controversia

La protagonista inattesa di questa storia è Alsodes pehuenche, conosciuta come rana pehuenche o rana dal petto spinoso. Si tratta di una specie dalla distribuzione estremamente limitata, presente in ambienti andini tra Cile e Argentina e classificata in pericolo critico.

DiCaprio ha rilanciato l’allarme dei conservazionisti sostenendo che in natura resterebbero meno di mille esemplari. Nel suo intervento ha chiesto alle autorità cilene di proteggere l’anfibio, sottolineando il rischio che ulteriori pressioni sul suo habitat possano aggravare una situazione già estremamente delicata.

L’aspetto significativo dell’appello è che la questione non viene necessariamente posta come un’alternativa assoluta tra infrastruttura ed ecosistema. Secondo quanto riferito dalla stampa cilena, i conservazionisti chiedono soprattutto che l’interconnessione venga progettata e realizzata riducendo i rischi per la specie e per il suo habitat.

Una distinzione importante, perché sposta il confronto dal terreno della contrapposizione ideologica a quello, più complesso, della compatibilità ambientale.

L’effetto DiCaprio e l’attenzione internazionale

L’intervento di Leonardo DiCaprio ha inevitabilmente moltiplicato la visibilità internazionale del caso. Da anni l’attore utilizza la propria notorietà per portare all’attenzione del grande pubblico questioni legate alla biodiversità, al cambiamento climatico e alla conservazione degli ecosistemi.

Nel caso cileno, il suo messaggio è arrivato mentre il procedimento era già oggetto di valutazioni e osservazioni sul territorio. Sarebbe quindi improprio attribuire all’intervento dell’attore, da solo, la sospensione della seduta: il progetto è sottoposto da anni a un articolato iter amministrativo e ambientale. La coincidenza temporale, tuttavia, ha trasformato una controversia prevalentemente regionale in una notizia internazionale.

Già nel 2023 il SEA aveva ritenuto che una documentazione integrativa presentata dal proponente contenesse modifiche sostanziali, con nuovi impatti significativi o variazioni nella portata di quelli precedentemente individuati. Questo aveva determinato l’apertura di un’ulteriore fase di partecipazione dei cittadini. Le attività ufficiali del SEA documentano infatti incontri e momenti di dialogo con le comunità interessate.

Il dossier ambientale, dunque, precede ampiamente il richiamo di Hollywood.

La posizione di Enel e il nodo dell’energia

Enel Chile, attraverso Enel Generación Chile, sostiene che il progetto sia stato sviluppato considerando gli aspetti ambientali e ha manifestato disponibilità a collaborare con le autorità nell’ambito della procedura.

L’infrastruttura risponde a una logica che negli ultimi anni è diventata centrale nella politica energetica internazionale: sistemi nazionali maggiormente interconnessi possono scambiarsi elettricità, affrontare con maggiore flessibilità determinate situazioni di emergenza e favorire una gestione più efficiente delle fonti energetiche disponibili.

È proprio questa dimensione a rendere il caso particolarmente delicato. Non ci si trova davanti a un confronto semplicistico tra sviluppo e ambiente, ma alla necessità di stabilire fino a quale punto un’opera considerata utile per l’integrazione energetica possa essere compatibile con la protezione di un ecosistema che ospita una specie a rischio critico.

La documentazione pubblica mostra inoltre come il progetto sia stato oggetto negli anni di un percorso amministrativo complesso. Ancora nel 2026 risultavano incontri istituzionali dedicati allo stato di avanzamento dell’iniziativa e alle misure collegate alla sua valutazione.

Un piccolo anfibio davanti alle grandi infrastrutture

La vicenda della rana pehuenche pone una questione che supera i confini del Maule. Le grandi infrastrutture energetiche sono destinate ad avere un ruolo crescente nella transizione verso sistemi più integrati e resilienti, ma la loro realizzazione attraversa spesso territori nei quali la biodiversità possiede equilibri delicatissimi.

In questi contesti, una specie apparentemente marginale può diventare il simbolo di un problema molto più vasto. La perdita di un habitat non riguarda soltanto l’animale che lo abita: può rappresentare l’alterazione di un sistema naturale formatosi nel corso di tempi immensamente più lunghi rispetto alla durata di qualsiasi opera umana.

Allo stesso tempo, la tutela ambientale non può ignorare le esigenze energetiche delle società contemporanee. È proprio per questo che procedure di valutazione rigorose, trasparenti e fondate su dati scientifici assumono un’importanza decisiva.

Il caso cileno dimostra inoltre quanto la comunicazione contemporanea possa modificare rapidamente la dimensione pubblica di una questione ambientale. Un progetto discusso per anni nelle sedi amministrative può improvvisamente raggiungere milioni di persone quando una personalità internazionale decide di accendere i riflettori su una specie quasi sconosciuta al grande pubblico.

Il futuro della maxi linea elettrica in Cile

La sospensione della seduta non equivale, allo stato delle informazioni disponibili, alla cancellazione dell’interconnessione Los Cóndores-Río Diamante. Il procedimento resta il luogo nel quale dovranno essere valutati gli aspetti tecnici, ambientali e territoriali dell’opera. Anche il versante argentino dovrà seguire il proprio percorso autorizzativo.

Resta però un dato politico e culturale difficilmente ignorabile: la rana pehuenche è ormai entrata nel dibattito internazionale e ogni decisione sull’infrastruttura sarà osservata ben oltre i confini della Regione del Maule.

La maxi linea elettrica in Cile diventa così qualcosa di più di un progetto energetico. È il banco di prova di una domanda destinata a ripresentarsi sempre più spesso nel prossimo futuro: come costruire le infrastrutture necessarie alla società senza considerare sacrificabile ciò che, una volta perduto, non può essere ricostruito?

La risposta non appartiene a Hollywood, né può essere affidata soltanto alla pressione dei social. Spetta alle istituzioni, alla scienza e agli strumenti della valutazione ambientale. Ma l’appello di Leonardo DiCaprio ha avuto almeno un effetto evidente: ricordare al mondo che, talvolta, il futuro di un grande progetto può incrociare quello di una piccolissima creatura delle Ande.