Marilyn Monroe, Palm Springs entra nel Guinness: 1.037 sosia celebrano il centenario della diva

In California battuto il precedente record mondiale di 254 partecipanti. Donne e uomini provenienti da tutto il Paese hanno reso omaggio all’icona di Hollywood con parrucche platino, abiti bianchi e rossetto rosso fuoco

Palm Springs si è trasformata in un set cinematografico a cielo aperto per rendere omaggio a una delle figure più amate e riconoscibili della storia del cinema. Ben 1.037 persone vestite come Marilyn Monroe hanno partecipato al più grande raduno di sosia della diva mai realizzato, conquistando ufficialmente un posto nel Guinness dei Primati.

Il precedente record mondiale apparteneva a un evento organizzato a Brighton, in Australia, che prima della pandemia aveva raccolto 254 partecipanti. Il nuovo primato, registrato nella celebre località della California, ha letteralmente quadruplicato quel numero, confermando quanto il mito di Marilyn Monroe continui a esercitare un fascino straordinario anche a distanza di decenni dalla sua scomparsa.

L’iniziativa è stata organizzata per celebrare il centesimo anniversario della nascita dell’attrice, nata il 1° giugno 1926 a Los Angeles con il nome di Norma Jeane Mortenson. Per l’occasione, il centro di Palm Springs si è riempito di abiti bianchi svolazzanti, parrucche biondo platino, rossetti rosso intenso e immancabili calici da Martini, ricreando l’immagine iconica che ha reso immortale la star di Hollywood.

Il cuore della manifestazione è stato il monumento “Forever Marilyn”, la gigantesca statua alta quasi otto metri che riproduce la celebre scena del film Quando la moglie è in vacanza (The Seven Year Itch, 1955). Un’immagine diventata simbolo della cultura pop mondiale, capace ancora oggi di evocare eleganza, sensualità e spensieratezza.

Per prendere parte all’evento, i partecipanti hanno dovuto registrarsi in anticipo e ritirare uno speciale kit composto dal famoso abito bianco con scollo all’americana e gonna plissettata, una parrucca biondo platino e un calice da Martini. Parrucchieri e truccatori hanno poi completato il look con il caratteristico rossetto e il celebre neo sopra il labbro. Il conteggio ufficiale è stato effettuato tramite fascette da polso dotate di QR code, permettendo di certificare con precisione il numero finale di 1.037 partecipanti.

L’evento ha attirato persone provenienti da ogni angolo degli Stati Uniti. Gabriela e Miguel, coppia di attori teatrali arrivata da Los Angeles dopo tre ore di viaggio, hanno raccontato di non voler perdere un’occasione così speciale. Per Gabriela, Marilyn rappresenta «un simbolo della forza femminile e della capacità di valorizzare talento, corpo e personalità». Miguel, con ironia, ha spiegato di aver partecipato semplicemente «per entrare nel Guinness dei Primati».

Molto numerosa anche la partecipazione maschile, in una città da sempre caratterizzata da una forte e vivace comunità LGBTQ+. Tra i presenti c’era Toni, sessantenne arrivato dal Mississippi, che ha ricordato con emozione i pomeriggi trascorsi da bambino a guardare i film di Marilyn insieme alla nonna. «È puro divertimento e continua a trasmettere una gioia contagiosa», ha raccontato.

Per molti partecipanti, la figura di Marilyn Monroe va ben oltre la bellezza e il glamour. Monica Bowers, californiana, l’ha definita «una donna alla quale è facile sentirsi vicini, capace di unire leggerezza, sensualità e una profonda vulnerabilità umana». Un pensiero condiviso da numerose persone presenti alla manifestazione, che vedono nell’attrice un simbolo di resilienza, emancipazione e autenticità.

Tra sorrisi, fotografie e brindisi, il raduno di Palm Springs ha dimostrato come Marilyn Monroe continui a essere una fonte d’ispirazione per generazioni diverse. A cento anni dalla sua nascita, il suo volto resta uno dei più riconoscibili al mondo e il suo mito continua a vivere attraverso il cinema, la cultura pop e l’affetto di milioni di ammiratori.