RASSEGNA STAMPA A CURA DI
I.S.F.O.A. HOCHSCHULE FÜR SOZIALWISSENSCHAFTEN UND MANAGEMENT
LE IMPRESE FAMILIARI VALGONO IL 70% DEL PIL MONDIALE MA SOLO IL 12% ARRIVA ALLA TERZA GENERAZIONE
Un report della banca USA evidenzia il peso crescente delle aziende controllate da parenti, che generano anche il 60% dell’occupazione globale. La vera sfida resta però il ricambio generazionale: governance e gestione del capitale fattori chiave, con implicazioni per family office e wealth manager
Con un’incidenza Pil del 70%, le imprese familiari rappresentano una delle colonne portanti dell’economia globale. Ma la loro capacità di attraversare con successo il ricambio generazionale che sta per imporsi continua a rappresentare il principale fattore discriminante tra prospettive di crescita duratura e rischio di declino. È questa la sintesi dell’ultimo report di Goldman Sachs dedicato alle aziende controllate da famiglie e fondatori, secondo cui gli elementi decisivi per preservare la ricchezza creata ne tempo sono oggi tre: governance, pianificazione della successione e gestione del capitale. Un cambio di paradigma destinato a imporre nuovi modelli di servizio anche a family office e operatori del wealth management.
Le imprese familiari valgono il 70% del Pil mondiale
Secondo l’analisi, le aziende in cui la famiglia possiede almeno il 20% del capitale o dei diritti di voto non solo rappresentano quasi due terzi dell’economia mondiale ma valgono anche il 60% dell’occupazione totale. “Molte delle imprese più importanti oggi quotate sui mercati sono nate come iniziative imprenditoriali individuali per poi trasformarsi in realtà ereditarie nel corso dei decenni”, viene infatti osservato nel report. E uno dei principali punti di forza che ha permesso a questo modello di imporsi risiede proprio nell’orizzonte temporale. Diversamente da molte società orientate prevalentemente ai risultati trimestrali, si legge cioè, realtà simili tendono a conciliare una visione di lungo periodo con un approccio generalmente più prudente alla gestione del rischio e della struttura finanziaria. Una caratteristica che, secondo Goldman Sachs, ha spesso garantito loro risultati superiori rispetto alle rivali controllate da gruppi o detenute a titolo individuale.
Il passaggio generazionale resta il punto critico
Proprio la continuità rappresenta però anche la maggiore fragilità del modello. Lo studio ricorda infatti che soltanto il 30% circa delle imprese familiari riesce a completare con successo il passaggio alla seconda generazione e appena il 12% arriva alla terza. La difficoltà consiste nel mantenere contemporaneamente una proprietà concentrata, una governance efficace e la capacità dell’azienda di continuare a crescere. Per questo motivo, la pianificazione della successione viene indicata come il primo elemento sul quale costruire il futuro. Secondo Goldman Sachs, il ricambio generazionale richiede infatti un progressivo allineamento tra la visione del fondatore e una struttura manageriale capace di garantire sviluppo anche nel lungo periodo. Esigenza che impone spesso il passaggio da una gestione interamente proprietaria a un modello professionale oppure a una leadership ibrida nella quale famiglia e dirigenti condividono sia le responsabilità che gli obiettivi.
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Governance e proprietà devono evolvere insieme
La successione non riguarda però soltanto il management, ma anche la struttura proprietaria. Per mantenere il controllo familiare senza compromettere l’efficienza aziendale è cioè necessario definire in anticipo come verranno distribuite le quote, se separare i diritti economici da quelli di voto e quali saranno le regole di governance tra i diversi rami della famiglia. Il report di Goldman Sachs lo afferma senza giri di parole, sottolineando anche l’importanza di stabilire con chiarezza i diritti di uscita degli azionisti insieme alle modalità con cui viene esercitato il controllo e al ruolo che tutti i soggetti chiave dovranno avere nell’ambito del processo decisionale. “Una governance ben definita diventa così uno strumento essenziale per prevenire conflitti e preservare la stabilità dell’impresa nel corso delle generazioni”, viene spiegato.
Crescita e accesso al capitale richiedono nuove strategie
L’aumentare delle dimensioni aziendali può però cambiare l’equazione, andando a modificare anche il modo di affrontare il tema della raccolta di capitale. Se nelle prime fasi l’obiettivo principale dell’azienda familiare consiste infatti nel finanziare lo sviluppo dell’impresa, nelle realtà più mature diventa prioritario costruire una struttura patrimoniale resiliente e capace di sostenere sia la crescita sia il ricambio generazionale. Secondo la banca americana, questo passaggio richiede una valutazione strategica delle diverse fonti di finanziamento disponibili senza escludere eventuali aperture a capitali esterni ma tenendo conto delle implicazioni che tali scelte possono avere sul controllo societario e sugli equilibri tra proprietà-governance.
La gestione del patrimonio va oltre gli investimenti
Nelle famiglie imprenditoriali più evolute, infine, la gestione della ricchezza assume una dimensione più ampia rispetto alla semplice allocazione finanziaria. Il report rimarca infatti come amministrare un patrimonio multigenerazionale significhi definire un mandato patrimoniale condiviso, stabilire regole trasparenti per la distribuzione del capitale e delimitare con precisione il ruolo che ciascun membro della famiglia può svolgere nella gestione degli asset. La scelta del modello operativo più adatto dipende dalla complessità della famiglia e dal patrimonio amministrato, si legge, ma l’obiettivo rimane lo stesso: “Garantire continuità, preservare il capitale e mantenere allineati gli interessi delle diverse generazioni”
I.S.F.O.A.- Hoschule für Sozialwissenschaften und Management proprio per questo motivo ha cercato di rafforzare il proprio ruolo ed intervento istituzionale accademico creando appositi percorsi di studio specialistici ed unici in Economia Sociale e Sviluppo Territoriale unitamente a momenti di formazione liberi e gratuiti a beneficio della cittadinanza dedicati alla Educazione Finanziaria come quello inaugurato nel mese di Giugno a Desio in Brianza.