Fulmine a New York, uomo colpito: il video

Un fulmine a New York fa crollare Thomas Fahmy a Staten Island: la telecamera riprende la scena. Dimesso dopo una notte in ospedale, senza ustioni.

Una scarica improvvisa, la caduta sul marciapiede, poi il tentativo di rimettersi in piedi e chiedere aiuto. Un fulmine a New York ha colpito Thomas Fahmy mentre raggiungeva la propria automobile a Staten Island, durante un temporale. L’episodio, avvenuto il 27 agosto, è stato registrato da una telecamera di sorveglianza domestica. L’uomo è sopravvissuto ed è stato dimesso dopo una notte di osservazione, senza ustioni visibili né gravi lesioni riferite dalle cronache locali.

Le immagini documentano un evento tanto rapido quanto impressionante. Ma per comprenderne l’esito occorre seguire anche ciò che accade dopo: la richiesta di soccorso, l’intervento di una residente, il trasferimento in ospedale e gli accertamenti. Il ritorno alla quotidianità è arrivato dopo questo percorso, non soltanto dopo essersi rialzato.

Fulmine a New York: la sequenza ripresa dalla telecamera

Nel filmato Fahmy cammina sotto la pioggia con un ombrello. Compare un bagliore e l’uomo cade improvvisamente a terra. Secondo la ricostruzione di NBC New York, si trovava lungo Todt Hill Road, nei pressi di Windsor Road, a una distanza dalla macchina compresa fra circa quattro metri e mezzo e sette metri e mezzo.

Era diretto a un appuntamento dal dentista. Nell’intervista ad ABC News ha collocato l’accaduto intorno alle 16.30, spiegando che stava per raggiungere il veicolo dopo essere uscito dal lavoro. Un dettaglio che restituisce la dimensione ordinaria della situazione: uno spostamento breve, interrotto da un fenomeno atmosferico dalle conseguenze potenzialmente gravissime.

Fahmy ha raccontato di non avere perso conoscenza. Nonostante il dolore, è riuscito a rialzarsi e a dirigersi verso un’abitazione vicina per cercare aiuto. La possibilità di muoversi, tuttavia, non ha escluso la necessità di una valutazione sanitaria.

Il bruciore, il dolore e la richiesta di aiuto

Nelle testimonianze raccolte dalle emittenti americane, il ricordo più netto riguarda le sensazioni fisiche. Ad ABC7 Fahmy ha descritto un bruciore diffuso, accompagnato da formicolio, intorpidimento e dolore: qualcosa che, ha spiegato, non aveva mai provato prima. L’emittente riferisce che la scarica ha interessato un piede.

Il racconto ad ABC News aggiunge un particolare: i piedi erano così insensibili da dargli l’impressione di camminare su palloncini. Alla difficoltà di capire quanto fosse accaduto si accompagnava il timore di essere raggiunto da un’altra scarica, mentre il maltempo continuava.

Una donna che aveva con sé un bambino ha sentito le sue grida, lo ha accolto in casa e ha chiamato il 911, secondo quanto riferito dallo stesso Fahmy. È questo passaggio a precisare la dinamica successiva alla caduta: l’uomo ha trovato riparo presso una residente, prima dell’arrivo dell’assistenza medica.

Una notte in ospedale prima delle dimissioni

Fahmy è stato trasportato al Northwell Staten Island University Hospital. Qui è rimasto sotto osservazione durante la notte ed è stato dimesso il giorno seguente. NBC riferisce che non presentava ustioni visibili né lesioni importanti.

Ad ABC News ha spiegato che il monitoraggio comprendeva anche controlli della funzione cardiaca. La parola “illeso”, utilizzata per sintetizzare il lieto fine, va dunque letta alla luce degli accertamenti: descrive l’esito favorevole riportato, senza cancellare i sintomi avvertiti immediatamente dopo la scarica.

«Nessuna ustione», ha sottolineato nell’intervista ad ABC7, raccontando di essere stato sottoposto a diversi esami. La sua testimonianza distingue così due aspetti che nelle immagini possono confondersi: l’intensità dell’esperienza e l’assenza di bruciature riscontrate sul corpo.

Il messaggio di gratitudine dopo lo spavento

Fahmy lavora nello staff della deputata repubblicana Nicole Malliotakis. La parlamentare ha espresso sollievo per le sue condizioni e ringraziato sia la persona intervenuta in suo aiuto sia il personale sanitario che lo ha assistito. Il riconoscimento pubblico ha dato spazio anche a chi compare ai margini del video, ma partecipa alla gestione dell’emergenza.

L’uomo ha raccontato ad ABC7 di essere andato in chiesa la domenica successiva per ringraziare Dio. Una reazione personale, legata alla sua fede, che accompagna la ricostruzione dell’incidente. Dopo la paura, il bisogno di attribuire un significato all’essere sopravvissuto trova espressione in un gesto raccolto, lontano dalla forza spettacolare delle riprese.

Sopravvivere a una scarica non significa evitare ogni danno

Il caso offre anche l’occasione per inquadrare correttamente il rischio. Secondo i Centers for Disease Control and Prevention, negli Stati Uniti quasi il 90% delle persone colpite da un fulmine sopravvive. La probabilità individuale annuale viene stimata inferiore a una su un milione, ma varia in relazione all’esposizione, alle attività svolte e alle condizioni geografiche e stagionali.

La sopravvivenza, però, non coincide necessariamente con l’assenza di conseguenze. I CDC indicano fra i possibili effetti arresto cardiaco, danni neurologici, lesioni muscolari, traumi e ustioni. L’esito riferito per Fahmy non può quindi diventare un criterio per giudicare altri incidenti.

Esistono inoltre diversi meccanismi attraverso i quali un fulmine può ferire: l’impatto diretto, il contatto con un oggetto colpito o la corrente che si propaga nel terreno. Il filmato e le testimonianze disponibili non consentono, da soli, di stabilire con precisione quale percorso abbia seguito la scarica in questo episodio.

Durante un temporale, il riparo conta più della distanza

Il National Weather Service ricorda che nessun luogo all’aperto è sicuro quando un temporale si trova nelle vicinanze. Sentire un tuono significa essere abbastanza vicini da poter essere colpiti: la raccomandazione è raggiungere subito un edificio adeguato oppure un veicolo completamente chiuso, con tetto rigido e finestrini alzati.

L’indicazione è restare al riparo per almeno trenta minuti dopo l’ultimo tuono. Anche all’interno occorre evitare il contatto con impianti idraulici e apparecchiature collegate alla rete elettrica, mantenendosi lontani da porte e finestre. La semplice attenuazione della pioggia non costituisce una garanzia di sicurezza.

Per chi assiste a un incidente, i CDC chiariscono inoltre che una persona colpita non conserva una carica elettrica: può essere toccata per prestare soccorso. Occorre chiamare immediatamente i servizi di emergenza, considerando anche la sicurezza del luogo.

La vicenda del fulmine a New York resta impressa per quei pochi secondi registrati dalla telecamera. La sua importanza, tuttavia, comprende anche ciò che il video non può spiegare: la valutazione delle condizioni fisiche, il ruolo dell’assistenza e la necessità di riconoscere tempestivamente il pericolo. Un esito favorevole merita di essere raccontato senza trasformarlo in una rassicurazione sulla forza dei temporali.