Francesco Brigante, Premio ISFOA 2026 a Lovere

Il 12 settembre all’Accademia Tadini il Premio ISFOA 2026 a Francesco Brigante, figura del turismo sammarinese e custode del San Marino Jinja.

Ci sono percorsi professionali che si sviluppano lungo una linea prevedibile e altri che, nel tempo, finiscono per unire mondi apparentemente lontani. Quello di Francesco Brigante, residente nella Repubblica di San Marino, appartiene alla seconda categoria: turismo e accoglienza, rappresentanza del settore, rapporti internazionali e, soprattutto, un profondo incontro con la spiritualità orientale. Il prossimo 12 settembre 2026, nella cornice dell’Accademia Tadini di Lovere, Brigante sarà tra i protagonisti della XXII edizione del Premio Internazionale ISFOA alla Carriera.

Francesco Brigante

Un riconoscimento che inserisce il suo nome in un albo nel quale, negli anni, sono entrate personalità provenienti dallo spettacolo, dalla cultura, dall’impresa, dalle professioni e dalle istituzioni. Tra i premiati delle precedenti edizioni figurano infatti Andrea Bocelli, Massimo Ranieri, Alessandro Borghese, Giovanni Malagò e Tonino Lamborghini.

La cerimonia di Lovere rappresenterà dunque un nuovo capitolo nella storia del premio e porterà sulle rive del Lago d’Iseo esperienze professionali differenti, accomunate dall’idea di valorizzare percorsi costruiti nel tempo attraverso competenza, responsabilità e capacità di creare relazioni.

Francesco Brigante e il Premio ISFOA 2026

La figura di Francesco Brigante si distingue innanzitutto per la lunga esperienza maturata nel mondo dell’ospitalità e del turismo sammarinese. Le fonti disponibili documentano il suo coinvolgimento nel settore alberghiero già dal 1976 presso l’Hotel Titano di San Marino, dove circa 30 anni più tardi Francesco Brigante, al tempo ispirato dal buddhismo,  avrebbe avuto la possibilità di avere una conversazione privata nella camera del suo ospite Tenzin Gyatso 14° Dalai Lama premio Nobel per la Pace nel 1989 in visita a San Marino nel 1994.

Nel campo accademico registriamo il suo coinvolgimento già nel 2013 presso il Grand Hotel Primavera

Al Grand Hotel Primavera, veniva indicato come tutor aziendale nell’ambito di un progetto che permetteva agli studenti del Liceo Economico Aziendale di avvicinarsi concretamente al mondo del lavoro. In quell’occasione Brigante sottolineava l’importanza di mostrare ai giovani anche ciò che accade «dietro le quinte» dell’attività alberghiera.

La sua presenza nel comparto turistico della Repubblica emerge anche da altri incarichi. Nel 2016 il suo nome compariva nel direttivo dell’USOT, l’Unione Sammarinese Operatori del Turismo, mentre documenti relativi alla programmazione strategica del turismo della Repubblica lo indicano in relazione al Consorzio San Marino 2000.

La sua passione per la storia e la meccanica lo vede coinvolto nel CdA dell’Automobile Club dove nel 1990 redigerà lo statuto adottato dalla Motorizzazione Civile per la certificazione dei veicoli storici nella Repubblica di San Marino.

Nel 2016 il suo nome compariva nel direttivo dell’USOT,   mentre nel 2019 assumeva la presidenza del Consorzio San Marino 2000, con la denominazione commerciale di San Marino Destination,  per la programmazione strategica del turismo nella Repubblica di San Marino.

A questa esperienza si aggiunge l’attività nell’ambito degli studi sul turismo: la Società Italiana di Scienze del Turismo, SISTUR, indica Francesco Brigante come delegato per la Repubblica di San Marino.

Elementi che restituiscono il profilo di un professionista che ha osservato il turismo non soltanto come attività economica, ma come spazio d’incontro fra persone, culture e identità.

Ed è proprio su questo terreno che il suo percorso professionale incontra la dimensione probabilmente più originale della sua biografia pubblica: il rapporto con la tradizione religiosa giapponese dello Shinto.

Accademia Tadini – Lovere

Dal turismo alla spiritualità del San Marino Jinja

Nel percorso personale e culturale di Brigante emerge anche un profondo interesse per lo Shinto, l’antica tradizione spirituale autoctona del Giappone, fondata sul rapporto armonico tra l’essere umano, la natura e i kami, le entità sacre che ne permeano l’universo religioso. Un legame che trova un riferimento particolarmente significativo nel San Marino Jinja, santuario shintoista sorto nella Repubblica di San Marino e divenuto un simbolo dell’incontro tra la cultura giapponese e quella europea. Questa dimensione aggiunge al suo profilo un elemento che supera il semplice interesse per il Giappone, aprendosi a una visione culturale e spirituale nella quale tradizione, rispetto e ricerca dell’armonia assumono un valore centrale.

Francesco Brigante è infatti il gūji, cioè il sacerdote custode, del Santuario shintoista di San Marino, il San Marino Jinja situato a Serravalle, presso il Podere Lesignano. Secondo le informazioni disponibili, Brigante è stato nominato ufficialmente dal Jinja Honcho nel 2013.

Il santuario rappresenta un caso particolare nel panorama religioso e culturale europeo. Il progetto nacque dalla volontà del professor Hideaki Kase, allora presidente della Japan San Marino Friendship Society, e dell’ambasciatore sammarinese in Giappone Manlio Cadelo, con l’obiettivo di diffondere una filosofia di pace e, nello stesso tempo, commemorare le vittime del devastante terremoto e tsunami che colpirono il Tōhoku nel 2011.

Il San Marino Jinja venne inaugurato il 21 giugno 2014 e viene indicato come il primo santuario ufficiale shintoista in Europa riconosciuto dall’Associazione dei santuari shintoisti giapponesi, il Jinja Honcho. Il piccolo edificio sacro fu realizzato in Giappone, smontato, trasportato fino in Europa e quindi ricostruito nella Repubblica del Titano. Parti della struttura provengono dal santuario di Ise, uno dei luoghi più importanti della tradizione shintoista.

È consacrato ad Amaterasu, il kami solare centrale nella mitologia shintoista. Attorno al tempio, il paesaggio mediterraneo e i filari di vite creano un incontro visivo e simbolico tra due mondi geograficamente lontanissimi.

In questo scenario Brigante ha assunto una funzione che supera la semplice custodia materiale del luogo. La sua esperienza diventa una forma di mediazione culturale: da una parte San Marino e la tradizione europea, dall’altra il Giappone e una concezione spirituale nella quale natura, rispetto e ritualità occupano uno spazio centrale.

Il Premio Internazionale ISFOA alla Carriera

La cerimonia del 12 settembre si inserisce nella storia del Premio Internazionale ISFOA alla Carriera, nato nei primi anni Duemila e arrivato nel 2026 alla XXII edizione.

La prima edizione risale al 2004 e si svolse a Budapest, presso l’Istituto Italiano di Cultura. L’evento è documentato anche negli atti parlamentari del Senato della Repubblica relativi a quell’anno.

Secondo la documentazione pubblicata dall’organizzazione, il premio nacque con obiettivi legati all’internazionalizzazione delle imprese italiane, alla cooperazione multinazionale, alla valorizzazione delle piccole e medie aziende, alla promozione dell’immagine italiana nel mondo e al consolidamento delle responsabilità sociali, etiche e morali nelle attività professionali e produttive.

Con il trascorrere delle edizioni, il riconoscimento ha ampliato il proprio orizzonte, accogliendo protagonisti provenienti da settori molto differenti.

L’albo storico comprende il tenore Andrea Bocelli, lo chef e volto televisivo Alessandro Borghese, il cantante e attore Massimo Ranieri, l’imprenditore Tonino Lamborghini e Giovanni Malagò, già presidente del CONI, accanto a esponenti del mondo accademico, finanziario, istituzionale e professionale.

Una pluralità che costituisce uno dei tratti distintivi del Premio: non un riconoscimento circoscritto a una singola disciplina, ma un’occasione per mettere in relazione storie professionali e umane costruite in campi diversi.

Lovere, cultura e riconoscimenti nella cornice Tadini

Anche la scelta dell’Accademia Tadini contribuisce alla dimensione simbolica dell’appuntamento. La storica istituzione di Lovere è già stata teatro di iniziative accademiche collegate a ISFOA. In una precedente cerimonia, la sede affacciata sul Lago d’Iseo ha ospitato laureati, docenti, rappresentanti istituzionali e personalità internazionali.

Arte, formazione e riconoscimento del merito trovano così un punto d’incontro in uno spazio che porta con sé una storia culturale profondamente radicata nel territorio.

Per Francesco Brigante, il Premio ISFOA 2026 assume un significato particolare proprio perché riconosce un’esperienza difficile da racchiudere in una sola definizione. C’è il professionista dell’ospitalità, l’uomo impegnato nella realtà turistica sammarinese e il rappresentante di un settore che vive quotidianamente del rapporto con persone provenienti da ogni parte del mondo. Ma c’è anche il custode di un luogo spirituale nato dall’incontro tra San Marino e Giappone, costruito nel ricordo delle vittime di una tragedia e divenuto simbolo di dialogo fra culture.

Il 12 settembre, nella solennità dell’Accademia Tadini, il riconoscimento consegnato a Brigante racconterà dunque qualcosa che va oltre una carriera individuale. Racconterà la possibilità di attraversare mondi differenti senza perdere la propria identità, trasformando l’esperienza professionale in apertura verso l’altro. È forse proprio qui che il Premio ISFOA 2026 trova una delle sue interpretazioni più attuali: riconoscere non soltanto ciò che una persona ha realizzato, ma il valore culturale e umano che il suo percorso è riuscito a costruire nel tempo.