L’Osservatorio Sport System 2026 evidenzia il potenziale economico della modernizzazione degli impianti italiani: fino a 5,3 milioni di nuovi spettatori, oltre un miliardo di euro di spesa diretta sul territorio e una nuova divisione dedicata al finanziamento delle infrastrutture sportive.
L’ammodernamento degli stadi italiani non è più soltanto una questione legata al calcio o alla competitività sportiva internazionale. Oggi rappresenta una delle più importanti sfide economiche e infrastrutturali per il Paese, capace di generare investimenti, occupazione, turismo e sviluppo urbano. In questo scenario si inserisce il nuovo Osservatorio sullo Sport System 2026 di Banca Ifis, presentato a Parma durante il Festival della Serie A, che quantifica in 4,6 miliardi di euro il valore complessivo che potrebbe essere generato dal rinnovamento delle infrastrutture sportive in vista di Euro 2032.
L’Italia, che ospiterà il Campionato Europeo di calcio del 2032 insieme alla Turchia, si trova davanti a un’opportunità strategica che va ben oltre il rettangolo di gioco. Secondo l’analisi dell’istituto finanziario, la riqualificazione degli impianti rappresenta una leva concreta per rilanciare l’attrattività delle città, migliorare l’esperienza dei tifosi e creare nuovi poli economici capaci di operare tutto l’anno.

Oltre il calcio: gli stadi come piattaforme urbane multifunzionali
Il modello dello stadio moderno è profondamente cambiato rispetto al passato. Non più semplici strutture dedicate agli eventi sportivi, ma veri e propri hub urbani in grado di ospitare attività commerciali, culturali, turistiche e sociali.
Secondo lo studio, gli impianti rinnovati potrebbero intercettare una domanda oggi inespressa, attirando fino a 5,3 milioni di spettatori aggiuntivi. Si tratta del 24% dei tifosi che attualmente non frequentano gli stadi principalmente a causa della scarsa qualità delle infrastrutture esistenti.
L’incremento delle presenze genererebbe una spesa diretta stimata in circa 1,3 miliardi di euro, con ricadute positive per alberghi, ristoranti, trasporti, commercio locale e servizi collegati. Gli stadi diventerebbero così catalizzatori di sviluppo territoriale, contribuendo alla crescita economica delle comunità che li ospitano.
A sottolineare questa trasformazione è stato Ernesto Fürstenberg Fassio, Presidente di Banca Ifis, che ha evidenziato come gli impianti sportivi siano ormai “piattaforme civiche multifunzionali integrate nel tessuto urbano”, capaci di attivare nuova domanda e di adattarsi alle peculiarità dei diversi territori.
Euro 2032, una vetrina globale per il sistema Paese
La prospettiva di Euro 2032 rappresenta un’accelerazione decisiva per il processo di modernizzazione. Il torneo porterà in Italia 26 partite e attirerà oltre 1,1 milioni di spettatori, con una permanenza media superiore alle tre notti.
L’evento offrirà inoltre una visibilità senza precedenti, raggiungendo un’audience globale stimata in oltre 5 miliardi di persone. Un’occasione straordinaria per promuovere il patrimonio turistico, culturale ed economico del Paese.
L’Osservatorio di Banca Ifis stima che l’impatto complessivo di 4,6 miliardi di euro si distribuirà attraverso tre principali componenti:
- 800 milioni di euro di valore infrastrutturale permanente;
- 1 miliardo di euro di spesa diretta sul territorio durante l’evento;
- 2,8 miliardi di euro di spesa differita nei 12-18 mesi successivi alla manifestazione, generata dall’effetto promozionale e dall’aumento dell’attrattività delle destinazioni coinvolte.

Un’eredità economica che potrebbe continuare a produrre benefici ben oltre il termine della competizione.
La corsa contro il tempo per la scelta degli impianti
Accanto alle opportunità emergono tuttavia anche le criticità. Entro ottobre 2026 la UEFA dovrà infatti confermare ufficialmente gli stadi che ospiteranno il torneo.
Attualmente soltanto Roma, Milano e Torino sembrano avere infrastrutture già in grado di soddisfare i requisiti richiesti, mentre le altre sedi italiane sono ancora oggetto di valutazione e necessitano di interventi significativi per rispettare gli standard internazionali.
Il fattore tempo diventa quindi determinante. Ritardi nei processi autorizzativi, difficoltà burocratiche e complessità progettuali rischiano di compromettere la capacità del Paese di sfruttare pienamente l’opportunità rappresentata da Euro 2032.
I quattro modelli di sviluppo per gli stadi del futuro
Per guidare la trasformazione del patrimonio infrastrutturale nazionale, l’Ufficio Studi di Banca Ifis ha individuato quattro modelli di sviluppo che possono essere applicati ai diversi contesti territoriali:
- Global Stadium, orientato a una forte attrazione internazionale;
- Urban Stadium, integrato nel tessuto cittadino e nei servizi urbani;
- Local Stadium, focalizzato sulla comunità locale;
- Glocal Stadium, capace di coniugare dimensione territoriale e visibilità globale.
Secondo lo studio, questi modelli risultano già teoricamente applicabili a 21 impianti italiani, offrendo una roadmap concreta per migliorare sostenibilità economica, utilizzo continuativo e capacità di attrarre investimenti.
Nasce Ifis Sport per finanziare la crescita del settore
Per accompagnare questo processo di sviluppo, Banca Ifis ha annunciato il lancio di Ifis Sport, una nuova divisione specializzata all’interno dell’area Corporate & Commercial Banking.
La struttura nasce con l’obiettivo di supportare società sportive, operatori del settore e investitori attraverso strumenti finanziari dedicati. Le soluzioni previste comprendono anticipo crediti, finanza strutturata, leasing e finanziamenti per tecnologie innovative, comprese quelle legate all’efficienza energetica degli impianti.
L’approccio adottato è quello della cosiddetta “double bottom line”, che mira a coniugare rendimento economico e impatto sociale positivo. Una strategia che ha già consentito all’istituto di sviluppare operazioni in mercati europei come Spagna, Regno Unito, Francia e Portogallo.
Un’occasione storica per il rilancio infrastrutturale
La sfida degli stadi italiani si intreccia oggi con una visione più ampia di sviluppo economico e rigenerazione urbana. Euro 2032 rappresenta una scadenza importante, ma il vero obiettivo è costruire infrastrutture moderne, sostenibili e capaci di generare valore nel lungo periodo.
I numeri presentati da Banca Ifis mostrano come il rinnovamento degli impianti possa trasformarsi in un potente motore di crescita per l’intero sistema Paese, favorendo investimenti, turismo, occupazione e innovazione. Una partita che si gioca fuori dal campo, ma che potrebbe avere effetti decisivi sul futuro economico dell’Italia.