“Dove nascono i silenzi”: Claudia Conte presenta il suo nuovo libro all’Università Roma Tre

Alla presentazione, ospitata dal Dipartimento di Scienze della Formazione, un confronto sui temi della violenza, delle fragilità familiari, del bullismo e della tutela di minori e adolescenti. Presente anche Fabio Scarpellini.

ROMA, 19 settembre 2026 – Dare voce a ciò che spesso rimane inespresso, riconoscere i segnali della fragilità e interrogarsi sul significato dei silenzi. È questo il filo conduttore della presentazione di “Dove nascono i silenzi”, il nuovo libro di Claudia Conte, giornalista e scrittrice, ospitata venerdì 18 settembre dall’Università degli Studi Roma Tre, presso il Dipartimento di Scienze della Formazione.

L’appuntamento si è svolto nell’Aula Lea Garofalo, in via Castro Pretorio 20, dalle ore 18 alle 20, nell’ambito del Master in Educazione Affettiva e Sessuale, Clinico Forense e Criminologico, per l’Infanzia, l’Adolescenza e la Genitorialità, giunto alla sua 22ª edizione.

L’incontro ha rappresentato un momento di approfondimento e confronto attorno ad alcune delle questioni sociali più delicate del nostro tempo. A dialogare con l’autrice è stato il professor Matteo Villanova, direttore scientifico del Master e criminologo, indicato nel materiale dell’evento tra gli esperti internazionali nell’ambito della psicopatologia sessuale forense. Presente anche Fabio Scarpellini, che ha partecipato all’incontro dedicato al nuovo volume.

Un libro che parte dai silenzi

“Dove nascono i silenzi” si confronta con realtà spesso difficili da riconoscere e, soprattutto, da raccontare. Violenza economica, bullismo e cyberbullismo, fragilità familiari, dinamiche di controllo e solitudine entrano nella narrazione come elementi attraverso i quali osservare le zone più vulnerabili delle relazioni umane.

Il silenzio, nella prospettiva proposta da Claudia Conte, non coincide semplicemente con l’assenza di parole. Può diventare, piuttosto, uno spazio nel quale si concentrano paura, disagio, sofferenza e richieste di aiuto che non sempre riescono a emergere.

Da qui nasce una riflessione che va oltre la dimensione letteraria e coinvolge direttamente la società. Ascoltare significa infatti imparare a riconoscere anche ciò che non viene detto, prestando attenzione ai cambiamenti, ai comportamenti e ai segnali che possono accompagnare una situazione di vulnerabilità.

Educazione affettiva e tutela dei più giovani

La scelta di presentare il volume all’interno del percorso del Master del Dipartimento di Scienze della Formazione assume particolare rilievo proprio per la natura degli argomenti affrontati.

Educazione affettiva, tutela dei minori, adolescenza e responsabilità degli adulti sono temi strettamente collegati alla necessità di costruire strumenti adeguati per prevenire e riconoscere situazioni di disagio.

Il confronto tra l’autrice e il professor Villanova ha offerto quindi l’opportunità di approfondire il rapporto tra narrazione, prevenzione e consapevolezza, ponendo al centro la necessità di non lasciare nell’ombra quelle situazioni che possono evolvere in forme di violenza o isolamento.

La responsabilità della comunità

Uno degli elementi centrali del libro è il ruolo della comunità. Le situazioni di fragilità, infatti, non riguardano esclusivamente chi le vive direttamente, ma chiamano in causa anche la capacità degli adulti, delle istituzioni e dell’ambiente sociale di intercettare tempestivamente i segnali.

In questo senso, “Dove nascono i silenzi” propone una riflessione sulla responsabilità collettiva: non limitarsi a intervenire quando una situazione è ormai evidente, ma sviluppare una cultura dell’ascolto capace di riconoscere anche le forme più sottili del disagio.

È una prospettiva particolarmente significativa quando al centro ci sono bambini, adolescenti e famiglie, contesti nei quali la capacità di ascoltare e accompagnare può assumere un ruolo determinante.

Il percorso di Claudia Conte

La presentazione a Roma Tre si inserisce nel percorso di diffusione di “Dove nascono i silenzi” e nel più ampio impegno di Claudia Conte sui temi sociali, della tutela delle persone vulnerabili e dei diritti umani.

Attraverso il libro, la giornalista e scrittrice porta così il lettore dentro una dimensione nella quale le parole assumono un valore particolare: quello di rompere l’isolamento, favorire la consapevolezza e riportare alla luce storie e situazioni che rischiano di rimanere nascoste.

Il messaggio che emerge è quello di un invito all’ascolto. Perché dietro un silenzio può esserci semplicemente una pausa, ma può esserci anche una storia che attende di essere riconosciuta.

La tappa all’Università Roma Tre ha quindi rappresentato non soltanto la presentazione di un nuovo libro, ma un’occasione di confronto su questioni che riguardano direttamente la vita quotidiana, le relazioni e la capacità della società di prendersi cura delle proprie fragilità.

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