La piena assoluzione di Antonino Madaffari sancita dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria porta al suo immediato reintegro nell’Università I.S.F.O.A.
La vicenda giudiziaria che negli ultimi anni aveva coinvolto il professor Antonino Madaffari, Prorettore dell’Università I.S.F.O.A. Hochschule für Sozialwissenschaften und Management, si conclude con una sentenza destinata a segnare un punto fermo sul piano giuridico e istituzionale. La Corte d’Appello di Reggio Calabria, con decisione del 25 giugno 2026, ha pronunciato una piena assoluzione ai sensi dell’articolo 530 del Codice di Procedura Penale, con la formula più ampia prevista dall’ordinamento: “perché il fatto non sussiste”.

La pronuncia mette definitivamente fine al procedimento avviato il 23 marzo 2021 e apre la strada all’immediato reintegro del docente nelle sue funzioni accademiche e istituzionali. Un ritorno accolto con particolare soddisfazione dalla governance dell’ateneo svizzero, che ha diffuso un articolato comunicato ufficiale nel quale ribadisce la fiducia mai venuta meno nei confronti del proprio Prorettore.
L’Università I.S.F.O.A. conferma la fiducia nel Prorettore
La governance apicale dell’Università I.S.F.O.A., attraverso una comunicazione emanata dal Magnifico Rettore, ha espresso “la più profonda, viva e deferente soddisfazione” per l’esito della vicenda giudiziaria, sottolineando come l’assoluzione restituisca pienamente al professor Madaffari tutte le prerogative accademiche e istituzionali.
Nel documento ufficiale viene ricordato come l’Ateneo abbia mantenuto, fin dall’inizio del procedimento, una posizione improntata alla fiducia nei confronti del proprio Prorettore, ritenendo sempre intatte la sua integrità morale, civile e professionale. Una convinzione che, evidenzia l’Università, è stata accompagnata da un rigoroso rispetto per il lavoro della Magistratura e delle Forze dell’Ordine, alle quali viene riconosciuto il fondamentale ruolo di tutela della legalità.
L’istituzione universitaria sottolinea inoltre come la decisione della Corte d’Appello rappresenti non soltanto la conclusione del percorso processuale, ma anche il definitivo ripristino della reputazione personale e professionale del docente.

La sentenza: “Perché il fatto non sussiste”
Dal punto di vista giuridico, la formula assolutoria adottata dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria assume un valore particolarmente significativo.
L’espressione “perché il fatto non sussiste”, prevista dall’articolo 530 del Codice di Procedura Penale, costituisce infatti una delle formule assolutorie più ampie dell’ordinamento italiano, attestando l’inesistenza del fatto contestato.
Per l’Università I.S.F.O.A. tale decisione conferma quanto l’Ateneo aveva sostenuto sin dall’avvio della vicenda giudiziaria: la totale estraneità del professor Madaffari rispetto alle accuse oggetto del procedimento.
Nel comunicato ufficiale si richiama inoltre il principio del favor innocentiae, evidenziando come le istituzioni abbiano il dovere di perseguire la legalità ma, allo stesso tempo, quello di tutelare l’onorabilità delle persone quando il giudizio processuale ne accerta l’estraneità ai fatti contestati.
Il ritorno del professor Antonino Madaffari
Con l’assoluzione diventa immediato il reintegro del professor Antonino Madaffari nelle proprie funzioni.
Figura di rilievo all’interno dell’Università I.S.F.O.A., Madaffari ricopre il ruolo di Prorettore ed è conosciuto anche per la propria attività imprenditoriale nel settore medicale come Amministratore Unico della M.C.T Distribution & Service S.r.l.. Nel corso della propria carriera ha inoltre ricoperto l’incarico di membro della Camera di Commercio e dell’Industria Italo-Ceca (CAMIC).
Nel messaggio diffuso dall’Ateneo viene espresso l’auspicio che il docente possa riprendere quanto prima il proprio percorso accademico, contribuendo ancora una volta allo sviluppo delle attività didattiche, scientifiche e istituzionali dell’Università.
La governance evidenzia come il ritorno in cattedra rappresenti un momento significativo non soltanto per la comunità accademica, ma anche per il corpo studentesco e per il territorio di Gioia Tauro, che potranno beneficiare nuovamente della sua esperienza professionale e del suo contributo culturale.

Il ringraziamento ai collegi difensivi
Ampio spazio, nel comunicato dell’Università, è dedicato anche ai professionisti che hanno seguito il procedimento giudiziario.
L’Ateneo esprime un formale ringraziamento allo Studio Legale Milicia-Sciarrone, rappresentato dagli avvocati Giuseppe Milicia e Caterina Zavaglia, e allo Studio Legale Contestabile, nelle persone degli avvocati Guido Contestabile e Francesco Giovinazzo.
Secondo la governance universitaria, il lavoro svolto dai collegi difensivi si è distinto per rigore giuridico, competenza tecnica e strategia processuale, elementi che hanno accompagnato l’intero iter giudiziario fino al pronunciamento della Corte d’Appello.
Il Magnifico Rettore, i Prorettori, il Senato Accademico e l’intera comunità universitaria hanno pertanto voluto esprimere pubblicamente il proprio apprezzamento nei confronti dei professionisti che hanno patrocinato la difesa del docente.
Una vicenda che riafferma il valore della presunzione di innocenza
L’esito della vicenda offre anche lo spunto per una riflessione sul significato del principio della presunzione di innocenza, cardine dello Stato di diritto.
Nel proprio comunicato, l’Università I.S.F.O.A. ribadisce come la tutela della legalità e il rispetto dell’operato della Magistratura debbano convivere con la salvaguardia dell’onorabilità delle persone coinvolte nei procedimenti giudiziari, soprattutto quando il processo accerta in maniera definitiva la loro estraneità ai fatti contestati.
La sentenza della Corte d’Appello di Reggio Calabria restituisce oggi pienamente al professor Antonino Madaffari il proprio ruolo istituzionale e accademico, chiudendo una vicenda iniziata oltre cinque anni fa. Per l’Università I.S.F.O.A. l’immediato reintegro del Prorettore rappresenta non soltanto il ritorno di una figura di rilievo nella governance dell’Ateneo, ma anche la riaffermazione dei valori di correttezza, fiducia nelle istituzioni e rispetto delle garanzie previste dall’ordinamento giuridico italiano.