Bari – C’è un attimo sospeso, nel tiro a segno, in cui il respiro si acquatta, il battito rallenta e il mondo intero si riduce a un cerchio lontano dieci metri. È in quello spazio millimetrico, fatto di silenzio e nervi saldi, che l’Emilia-Romagna ha costruito il suo capolavoro sportivo, conquistando con fierezza la gara CONI sulle linee di tiro del Poligono di Bari.Una vittoria corale, vibrante, intessuta del talento e della freschezza di quattro giovani tiratori capaci di far brillare i colori della propria regione nel panorama nazionale: Matteo Santunione, Giorgia Fiumanò, Amos Tosi e Francesca Labanti.A salire sul tetto della competizione è stato uno straordinario Matteo Santunione, autore di una prova maiuscola nella specialità P10 con appoggio. Con precisione millimetrica e una maturità agonistica impressionante, Matteo ha dominato la linea di tiro fino a mettere al collo una scintillante medaglia d’oro, simbolo di una determinazione incrollabile.A fargli eco sul podio barese, la grazia e la fermezza di Giorgia Fiumanò, splendida interprete della carabina (C10 con appoggio). La sua condotta di gara, lucida e appassionata, le è valsa un preziosissimo terzo posto, a conferma di un bagaglio tecnico di primissimo piano. Fondamentale per il successo complessivo della squadra anche la generosità di Francesca Labanti, brillante ottava nella C10, e la tenacia di Amos Tosi, che ha strappato un onorevole nono posto nella P10, lottando bersaglio su bersaglio contro avversari di grande caratura.Dietro la quiete apparente di ogni colpo si cela un lavoro meticoloso fatto di guida, fiducia e ascolto. A vegliare sui ragazzi lungo tutto l’arco della contesa, con dedizione e presenza costante, sono stati il Consigliere del Comitato Regionale Thorbjorn Paternò Castello di Carcaci e il Tecnico Elio Prezzi, figure chiave nel trasmettere tranquillità e senso d’appartenenza.Il successo di Bari travalica il semplice risultato d’albo d’oro: è l’omaggio a una disciplina che forgia l’anima, dove la concentrazione si sposa all’autocontrollo e l’ambizione non perde mai il rispetto del bersaglio. È il premio al sacrificio silenzioso delle società del territorio, alla dedizione dei tecnici e al sostegno instancabile delle famiglie, pilastri invisibili di ogni gradino conquistato.L’Emilia-Romagna torna a casa guardando al futuro con orgoglio e consapevolezza: un seme prezioso è stato piantato, e la sua mira è già puntata verso i traguardi di domani.