Stefano Masullo, Magnifico Rettore I.S.F.O.A. ospite d’onore all’esclusiva manifestazione internazionale denominata “La Luce – Gastronomia come energia culturale”

Ospite d’onore all’esclusiva manifestazione internazionale denominata “La Luce – Gastronomia come energia culturale”, che si svolgerà sabato 17 ottobre 2026 nella Sala d’Onore della Villa Reale di Monza.
La Luce – Gastronomia come Energia Culturale: alla Villa Reale di Monza la cucina africana incontra cultura, identità e sostenibilità
Un evento dedicato alle gastronomie afro-contemporanee, tra dialogo interculturale, sicurezza alimentare, storie di chef afro-italiani e il Premio Uma Ulafi 2026 «Luce Perseverante».
Stefano Masullo sarà accompagnato dallo staff di Allatra Italia, organizzazione internazionale senza scopo di lucro specializzata nella ricerca scientifica applicata, presente in 180 Paesi nel mondo, con sede centrale negli Stati Uniti, ad Atlanta, nello Stato della Georgia.

A rappresentare l’organizzazione saranno Irina Bezvernhi, presidente, e Alla Moskalenko, Vladimir Oniskov e Nabil Bougarech, consiglieri e responsabili della comunicazione audiovisiva.
La gastronomia africana come espressione culturale
La Luce – Gastronomia come Energia Culturale porta alla Villa Reale di Monza un racconto della cucina africana che parte dai piatti, ma va ben oltre.
Ci sono le ricette e gli ingredienti, certo, ma anche le storie di chi ha fatto incontrare le proprie origini con l’Italia, le nuove identità nate da questo incrocio e temi molto concreti come agricoltura, sicurezza alimentare e accesso alle risorse.
A ideare l’evento è Uma Ulafi, il concept della chef Victoire Gouloubi, Accademico I.S.F.O.A. – Hochschule für Sozialwissenschaften und Management, dedicato alle cucine afro-caraibiche e alle gastronomie afro-contemporanee.
Victoire Gouloubi, Accademico I.S.F.O.A. – Hochschule für Sozialwissenschaften und Management.
Il programma prova a raccontare questo mondo da prospettive diverse: prima il confronto tra esperti, poi le esperienze degli chef afro-italiani e il Premio Uma Ulafi 2026 «Luce Perseverante», fino a un cortometraggio, alla musica e al cocktail party conclusivo.
Quello di cui si discute sul palco, insomma, alla fine arriva anche nel piatto.
Sicurezza alimentare, sostenibilità e rapporto con i territori
Ad aprire la serata sarà un talk moderato dal divulgatore Alessandro Cossu.
Al centro ci sono alcuni dei temi che stanno dietro al cibo prima ancora che diventi una ricetta: sicurezza alimentare, nutrizione, agricoltura, sostenibilità e rapporto con i territori.

A confrontarsi saranno:
- Florence Egal, medico ed esperta FAO di sicurezza alimentare, nutrizione e sistemi agroalimentari sostenibili.
- Madi Sakandé, presidente di U-3ARC ed esperto ONU.
- Michele Sofisti, cofondatore e amministratore delegato di Nzatu Food Group, impegnata nell’agricoltura rigenerativa in Africa.
- Lorena Romero Ferrer, coordinatrice del Network Slow Food Africa.
- Laye Dia, pasticcere senegalese e cofondatore della pasticceria La Mary di Milano.
È il lato meno immediato della gastronomia, ma anche quello che permette di capire cosa ci sia prima di un piatto: materie prime, filiere, territori, lavoro e persone.
Il Premio Uma Ulafi 2026 «Luce Perseverante»
Poi la parola passa a chi questo incontro lo porta ogni giorno ai fornelli.
Durante La Luce sarà assegnato il Premio Uma Ulafi 2026 «Luce Perseverante», dedicato allo chef o alla chef che meglio ha saputo unire le cucine africane e la tradizione italiana.
A scegliere chi vincerà sarà una giuria composta dallo chef Marc Farellaci, fondatore di Freedom Kitchen, dal giornalista Luca Attanasio e da Fortuna Ekutsu Mambulu, economista d’impresa, comunicatore, educatore e fondatore e direttore dell’African Summer School.
Alcuni degli chef individuati porteranno sul palco anche la propria storia e il proprio modo di intendere la cucina:
- Jean Noël Faye, di Loft Bistrot a Milano.
- Ibrahim Songne, di Ibris Focacce e Pizze a Trento.
- Gilles Coffi, sommelier, in collegamento video.
- Mohamed Keita, 27 anni, alla sua prima uscita pubblica.
- Daniel Bley Blé, di Lom – Dopolavoro, parte di Africa Connection Collective.
Un cortometraggio per raccontare i ristoranti afro in Italia
Il viaggio continua fuori dalla Villa Reale, almeno sullo schermo.
Durante la serata sarà infatti proiettato in esclusiva un cortometraggio dedicato all’universo dei ristoranti afro in Italia, attraverso immagini e storie che ne raccontano cucine, tradizioni e protagonisti.
Ci sarà spazio anche per la musica con la performance del cantante lirico congolese Bonheur Mayouma Boumpoutou, costruita intorno al tema della Luce scelto per questa edizione.
Il cocktail party conclusivo: le culture si incontrano nel piatto
Dopo averne parlato, arriva il momento di assaggiare.
A chiudere La Luce sarà un cocktail party con piatti curati da Uma Ulafi, pensato come una prosecuzione, questa volta gastronomica, di ciò che è successo durante la serata.
Perché il punto dell’evento è anche questo: mostrare una cucina che non rimane ferma dentro confini precisi, ma cambia quando persone, ingredienti e tradizioni si incontrano.
Il cocktail finale diventa così l’occasione per ritrovare nel piatto alcune delle contaminazioni e delle storie raccontate poco prima sul palco.