Il Grande Gioco – Parte Seconda: La Svolta, Angelo Deiana racconta la nuova era del Potere

Dall’intelligenza artificiale generativa al capitalismo agentico, dagli imperialismi ibridi al Quantum Computing: nel nuovo libro di Angelo Deiana, pubblicato da Giacovelli Editore, la trasformazione tecnologica e geopolitica diventa una chiave per leggere il tempo presente

Angelo Deiana

Dalla Promessa alla Svolta: il nuovo capitolo del Grande Gioco

Ci sono libri che cercano di interpretare il presente e altri che provano, più ambiziosamente, a individuare le coordinate del futuro. “Il Grande Gioco – Parte Seconda: La Svolta” di Angelo Deiana, pubblicato da Giacovelli Editore con ISBN 979-12-5761-072-2, appartiene a questa seconda categoria: non perché pretenda di offrire risposte definitive, ma perché costruisce una mappa per orientarsi dentro una trasformazione che coinvolge contemporaneamente tecnologia, economia, finanza, geopolitica e società.

Il punto di partenza è dichiarato fin dalle prime pagine e riprende il percorso inaugurato con “Il Grande Gioco – Parte Prima: La Promessa”, pubblicato nel 2024. Se il primo volume aveva osservato il passaggio verso un mondo nel quale l’intelligenza artificiale generativa sembrava aprire prospettive inedite, il secondo libro prende atto di un passaggio ulteriore: quella promessa è ormai diventata una Svolta.

È una parola centrale nell’architettura del libro. La Svolta coincide, nella lettura proposta da Deiana, con l’ingresso in una nuova era nella quale il tema del Potere assume una dimensione trasversale. Potere tecnologico, economico, finanziario, digitale, strategico e geopolitico finiscono per intrecciarsi in una stessa grande partita, nella quale le tradizionali categorie interpretative appaiono sempre meno sufficienti.

L’autore affronta questo scenario senza limitarsi all’intelligenza artificiale. L’IA generativa è infatti una delle grandi infrastrutture della trasformazione, ma intorno ad essa si sviluppano questioni altrettanto decisive: l’avvento dell’IA agentica, il ruolo delle Big Tech, i nuovi assetti finanziari, gli imperialismi fisici e digitali, la cybersicurezza, la Space Economy, il Quantum Computing, l’Internet Quantistico, le biotecnologie e le guerre ibride.

Ne emerge un quadro nel quale innovazione e potere non possono più essere considerati fenomeni separati.

Il Grande Gioco nell’era del Potere

Il titolo stesso del volume contiene la chiave interpretativa dell’intero lavoro. Il Grande Gioco è la metafora attraverso cui Angelo Deiana osserva la competizione permanente tra soggetti, sistemi e interessi che cercano di conquistare capacità di influenza e di controllo.

La metafora del gioco, già presente nel primo volume, viene qui ulteriormente sviluppata. Nel mondo descritto da Deiana non giocano soltanto gli Stati e le grandi potenze. Entrano nella partita le grandi imprese tecnologiche, le banche, i mercati finanziari, le istituzioni, le reti digitali, le organizzazioni professionali, le piccole e medie imprese, le famiglie e gli individui.

Il denominatore comune è rappresentato dalla crescente capacità di disporre di dati, informazioni, strumenti tecnologici e sistemi decisionali.

La trasformazione, quindi, non riguarda esclusivamente chi possiede grandi quantità di capitale o dispone di una posizione dominante nell’economia mondiale. La diffusione dell’intelligenza artificiale sta modificando anche il rapporto tra individuo e tecnologia, offrendo capacità di elaborazione, produzione e assistenza che fino a pochi anni fa appartenevano prevalentemente a organizzazioni dotate di risorse molto più consistenti.

È proprio questo allargamento del perimetro del potere a rendere complesso il nuovo scenario.

Deiana parte da una domanda apparentemente semplice: come si fa a giocare al Grande Gioco nell’era del Potere?

La domanda diventa così il filo conduttore di un’indagine che non pretende di ridurre la complessità, ma di renderla leggibile attraverso categorie, strategie e scenari.

L’intelligenza artificiale generativa come nuova infrastruttura del Potere

Uno dei nuclei centrali del libro è rappresentato dall’intelligenza artificiale generativa.

La sua diffusione ha modificato il rapporto quotidiano con la tecnologia e, soprattutto, con la conoscenza. La possibilità di formulare domande in linguaggio naturale e ottenere risposte elaborate da sistemi di IA ha reso visibile a milioni di persone un cambiamento che per lungo tempo era rimasto confinato soprattutto agli ambienti tecnologici e della ricerca.

Deiana porta questa trasformazione sul terreno del potere.

La questione non è soltanto quanto siano efficaci i sistemi di IA, ma chi li controlli, quali infrastrutture li sostengano, quali dati utilizzino, quali soggetti possiedano le capacità tecnologiche necessarie per svilupparli e quali conseguenze produca la loro crescente integrazione nei processi economici e sociali.

Da qui nasce una delle domande più interessanti del volume: chi c’è dietro quella voce con la quale dialoghiamo attraverso uno smartphone o un sistema digitale?

Nel testo questa domanda viene accostata, in forma volutamente provocatoria, a immagini entrate nell’immaginario collettivo: il “pappagallo stocastico”, il Grande Fratello, HAL 9000 di 2001: Odissea nello Spazio, Skynet di Terminator. Non si tratta di equiparazioni tra realtà e finzione, ma di riferimenti utilizzati per mettere a fuoco una questione essenziale: la crescente difficoltà di individuare il confine tra strumento tecnologico, sistema decisionale e nuova forma di infrastruttura del potere.

L’IA generativa diventa così una lente attraverso cui osservare la trasformazione del rapporto tra uomo, informazione e decisione.

Dall’IA generativa al capitalismo agentico

La seconda grande svolta individuata da Deiana riguarda l’evoluzione dell’IA verso forme sempre più agentiche.

Nel libro, il concetto di capitalismo agentico viene inserito all’interno di una trasformazione più ampia. L’IA non viene considerata soltanto come uno strumento capace di rispondere alle richieste dell’utente, ma come una tecnologia destinata a intervenire progressivamente nei processi organizzativi, produttivi e decisionali.

Il passaggio è significativo perché modifica la natura stessa dell’interazione con la tecnologia.

Un sistema che produce una risposta sulla base di una domanda appartiene ancora a un modello prevalentemente reattivo. Un sistema capace di operare all’interno di processi più articolati introduce invece un nuovo livello di autonomia operativa.

È questo uno dei terreni sui quali Deiana invita a interrogarsi.

La questione, infatti, non riguarda soltanto la possibilità tecnica di affidare compiti sempre più complessi all’intelligenza artificiale. Riguarda anche l’organizzazione del lavoro, la gestione delle imprese, la finanza, la sicurezza, la produzione di conoscenza e il rapporto tra responsabilità umana e automazione.

Il tema dell’IA agentica diventa quindi parte di una riflessione più vasta sulla trasformazione del capitalismo e sulla nascita di nuove architetture organizzative.

Big Tech, Network State e nuove concentrazioni di potere

Nel percorso delineato da “Il Grande Gioco – Parte Seconda: La Svolta”, un ruolo particolare è assegnato alle Big Tech.

La loro centralità viene analizzata all’interno di una dinamica nella quale tecnologia, dati, infrastrutture digitali e capacità finanziaria tendono a concentrarsi in grandi ecosistemi.

Da questa prospettiva, il libro affronta anche il tema dei Network State, inserendolo nel più ampio processo di ridefinizione degli equilibri tra Stati, imprese, comunità digitali e reti globali.

È uno degli aspetti che contribuiscono a rendere contemporaneo il ragionamento di Deiana: il potere non viene più rappresentato esclusivamente come una prerogativa delle istituzioni politiche tradizionali.

La capacità di controllare infrastrutture, dati, piattaforme, sistemi tecnologici e reti di comunicazione può infatti produrre forme di influenza che attraversano i confini nazionali.

Il risultato è un ambiente nel quale il potere tende a diventare sempre più fisico, digitale e ibrido.

Questa triplice dimensione attraversa l’intero libro e costituisce uno degli elementi attraverso cui l’autore prova a leggere la complessità dell’attuale fase storica.

Il ritorno della geopolitica e l’era degli imperialismi ibridi

La tecnologia, tuttavia, non cancella la geopolitica. Al contrario, nel ragionamento di Deiana contribuisce a renderla ancora più complessa.

Il secondo capitolo del volume è dedicato alla nuova era degli imperialismi ibridi e delle regole infrante. Il riferimento è a un sistema internazionale nel quale le dinamiche di potere assumono forme molteplici e nelle quali la dimensione militare tradizionale si intreccia con finanza, tecnologia, informazione e cybersicurezza.

La metafora del Risiko, già utilizzata dall’autore nella prima parte del progetto editoriale, ritorna come immagine della competizione per il controllo degli spazi strategici.

Ma il Risiko contemporaneo non si gioca soltanto sulla geografia.

Si gioca sulle infrastrutture energetiche, sulle reti digitali, sui mercati finanziari, sulle tecnologie avanzate, sui dati, sulle catene produttive e sulle capacità di elaborazione.

È in questo contesto che Deiana affronta il tema delle regole infrante, individuando una serie di passaggi attraverso i quali gli equilibri precedenti vengono sottoposti a pressione.

Il volume prende in esame il potere imperiale della cosiddetta triade trionfante, il nuovo imperialismo monetario delle grandi banche centrali, l’imperialismo digitale del mondo post-pandemia e, infine, l’imperialismo ibrido nell’era dell’ipnocrazia.

Il filo conduttore è la trasformazione delle modalità attraverso cui il potere viene esercitato.

La mappa del Potere e le strategie di dominio

Uno dei passaggi più articolati del libro è rappresentato dal terzo capitolo, dedicato alle strategie di dominio del Potere.

Qui Deiana sposta l’attenzione dalla descrizione dello scenario alla necessità di costruire strumenti interpretativi.

La prima esigenza è capire la mappa del Potere del mondo del Grande Gioco. In una situazione caratterizzata da elevata incertezza, la capacità di leggere le relazioni tra gli attori diventa una componente fondamentale della strategia.

Da qui la domanda su come costruire una mappa capace di governare il futuro.

L’autore individua quindi una serie di dimensioni strategiche: l’IA generativa, la strategic continuity, i monopoli e gli oligopoli dei nuovi protagonisti dell’IA, il Quantum Computing e la Space Economy, il dominio ibrido della realtà, il passaggio dal cartesiano “cogito ergo sum” al quantistico “dubito ergo sum” e la nuova globalizzazione economica.

Il libro non presenta queste dimensioni come compartimenti separati. Al contrario, le mette in relazione per mostrare come le diverse forme di innovazione possano concorrere alla costruzione di nuovi equilibri.

È qui che la riflessione economica di Deiana incontra la dimensione tecnologica e geopolitica.

Quantum Computing e Internet Quantistico: la frontiera oltre l’IA

Tra gli argomenti più avanzati affrontati nel volume c’è quello del Quantum Computing, accompagnato dalla prospettiva dell’Internet Quantistico.

L’inserimento di questi temi all’interno del Grande Gioco è coerente con la tesi generale dell’autore: le tecnologie strategiche non rappresentano semplicemente strumenti di innovazione, ma possono diventare elementi di trasformazione degli equilibri economici e geopolitici.

Il Quantum Computing appartiene a una frontiera tecnologica nella quale i paradigmi tradizionali dell’elaborazione vengono messi in discussione e sostituiti da approcci fondati sulla meccanica quantistica.

Nel libro, questa dimensione tecnologica assume anche un significato culturale.

Da qui nasce la suggestiva formula del passaggio dal “cogito ergo sum” al “dubito ergo sum”, utilizzata per rappresentare un nuovo paradigma nel quale l’incertezza non è soltanto una condizione da eliminare, ma diventa una componente strutturale del modo di interpretare la realtà.

Il Quantum Computing viene quindi collocato accanto all’IA, alla Space Economy, alla cybersicurezza e alle biotecnologie all’interno di un sistema di tecnologie considerate decisive per gli equilibri futuri.

I sette volti oscuri del Potere

La riflessione di Deiana non si limita però alle opportunità generate dalla trasformazione tecnologica.

Il quarto capitolo affronta esplicitamente “i sette volti oscuri del Potere”.

Sono quelli associati al potere dell’IA generativa, al capitalismo agentico, al tempo e alla globalizzazione, alla finanza, al petrolio, alla network intelligence e alla diplomazia digitale con la cybersicurezza.

L’inserimento di questa sezione introduce una dimensione critica nel percorso del volume.

Ogni trasformazione tecnologica produce infatti nuove capacità, ma può generare anche nuove vulnerabilità. La medesima infrastruttura che aumenta l’efficienza può amplificare una dipendenza; la stessa rete che facilita la connessione può diventare uno spazio di vulnerabilità; gli strumenti che moltiplicano la capacità di elaborare informazioni possono rendere più complessa la distinzione tra informazione, influenza e manipolazione.

Per questo il libro non propone una lettura esclusivamente ottimistica dell’innovazione.

La Promessa e la Svolta sono due momenti della stessa traiettoria: la prima rappresenta l’orizzonte delle possibilità aperte dall’innovazione, la seconda la consapevolezza che quelle possibilità comportano anche responsabilità, rischi e nuovi rapporti di forza.

Le architetture invisibili che governano il nuovo scenario

Uno degli elementi più originali della struttura del libro è il quinto capitolo, dedicato al potere delle architetture invisibili.

La formula consente a Deiana di spostare l’attenzione da ciò che appare immediatamente sulla superficie a ciò che sostiene i sistemi.

Il riferimento riguarda le architetture invisibili della finanza globale, dell’IA agentica specializzata, delle future intelligenze artificiali basate sui world models, del Quantum Computing e dell’Internet Quantistico.

Ma l’elenco comprende anche Space Economy, biotecnologie, cybersicurezza e guerre ibride.

Il concetto di architettura invisibile assume così un valore interpretativo: molte delle trasformazioni più importanti possono avvenire lontano dalla percezione quotidiana degli individui.

Il cittadino vede il servizio digitale, ma raramente vede l’infrastruttura che lo rende possibile. L’utente interagisce con un sistema di IA, ma non necessariamente conosce l’insieme di dati, modelli, capacità computazionali e infrastrutture che ne sostengono il funzionamento.

Allo stesso modo, la finanza globale appare attraverso prezzi, mercati e transazioni, mentre le strutture che ne determinano i flussi possono essere molto più complesse.

Da questa prospettiva, conoscere le architetture invisibili significa provare a comprendere ciò che sta dietro la superficie del cambiamento.

Strategia, tempo e teoria dei giochi

Il sesto capitolo porta il lettore verso una dimensione più operativa e individua alcune dimensioni chiave per affrontare la sfida del Potere.

La prima è la strategia. La seconda è il tempo. La terza è la teoria dei giochi. Seguono la pianificazione del futuro e l’IA intesa come potere personale.

Sono concetti apparentemente classici, ma riletti alla luce delle trasformazioni tecnologiche e geopolitiche contemporanee.

La strategia, in particolare, assume un significato diverso quando gli scenari diventano più instabili e quando le variabili tecnologiche possono modificarsi con grande rapidità.

Anche il tempo diventa una risorsa strategica: anticipare un cambiamento, comprenderne le conseguenze e prepararsi prima che diventi evidente può determinare differenze significative nella capacità di adattamento.

La teoria dei giochi, invece, offre una chiave per leggere le relazioni tra soggetti che prendono decisioni tenendo conto delle mosse degli altri.

Nel Grande Gioco di Deiana, questa prospettiva appare particolarmente rilevante perché nessun attore opera in isolamento. Stati, imprese, istituzioni finanziarie e individui agiscono all’interno di un sistema nel quale ogni scelta può modificare il comportamento degli altri.

L’IA come potere personale

Tra i passaggi più significativi dell’ultima parte del volume figura il concetto di IA come potere personale.

È un passaggio importante perché riporta la grande trasformazione tecnologica dalla dimensione dei grandi sistemi a quella dell’individuo.

La disponibilità di strumenti di intelligenza artificiale generativa ha infatti modificato il rapporto tra persone e capacità computazionale. Una parte delle competenze prima accessibili soprattutto attraverso strutture organizzate può oggi essere affiancata da strumenti digitali disponibili individualmente.

Questo non significa che le differenze economiche, culturali o professionali siano automaticamente superate. Significa, però, che il rapporto tra individuo e tecnologia assume una nuova dimensione.

L’IA può diventare uno strumento di conoscenza, produttività, analisi, organizzazione e progettazione.

Da qui la necessità, sottolineata dall’impianto del libro, di non considerare l’intelligenza artificiale soltanto come una tecnologia da utilizzare, ma come una trasformazione da comprendere.

Dalla “Next Big Thing” alla “Next New Deal”

Il percorso si conclude con un passaggio particolarmente significativo: dal “The Next Big Thing” al “The Next New Deal”.

La contrapposizione tra le due formule sintetizza il passaggio da una cultura concentrata prevalentemente sull’innovazione e sulla ricerca della prossima grande opportunità a una riflessione più ampia sulla necessità di costruire nuovi equilibri.

È il punto nel quale la tecnologia incontra la dimensione collettiva.

La grande sfida del Grande Gioco non consiste infatti soltanto nel capire quali saranno le prossime tecnologie dominanti. Consiste anche nel comprendere come queste tecnologie cambieranno le relazioni economiche, sociali e geopolitiche.

In questo senso, la Svolta non è semplicemente una nuova tappa dell’innovazione.

È il momento nel quale diventa necessario interrogarsi sulle regole del gioco.

Angelo Deiana, un percorso tra finanza, management e innovazione

La riflessione proposta in “Il Grande Gioco – Parte Seconda: La Svolta” si inserisce nel percorso professionale e scientifico di Angelo Deiana, presidente di CONFASSOCIAZIONI, AUXILIA FINANCE S.p.A., OIA – Osservatorio Italiano per l’Intelligenza Artificiale ENIA, ANPIB – Associazione Nazionale Private & Investment Bankers e ANCP – Associazione Nazionale Consulenti Patrimoniali.

Deiana è indicato nel materiale editoriale come uno dei maggiori esperti italiani nel settore dei servizi finanziari e professionali. Ha ricoperto ruoli di top management in primari gruppi bancari nazionali e internazionali ed è Docente di Finanza Strutturata e di Progetto al Corso di Laurea Magistrale della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Parma.

La sua produzione editoriale comprende numerosi volumi dedicati a economia, finanza, management, innovazione e trasformazione digitale.

Tra le opere pubblicate figurano “Il Grande Gioco – Parte Prima: La Promessa”, “Vincere la crisi”, “Corporate Finance”, “The World to Come”, “La Finanza di progetto in pratica”, “Finanza e Algocrazia”, “Rilanciare l’Italia Digitale facendo cose semplici”, “Rilanciare il management facendo cose semplici”, “Web Reputation”, “Rilanciare Roma facendo cose semplici” e “Rilanciare l’Italia facendo cose semplici”, pubblicate da Giacovelli Editore.

A queste si aggiungono “Fintegration”, pubblicato da Rubbettino Editore, “La rivoluzione perfetta”, pubblicato da Mind Edizioni, “Il capitalismo intellettuale”, pubblicato da Sperling & Kupfer, e altri volumi pubblicati dal Gruppo Sole 24 Ore, tra cui “Il futuro delle associazioni professionali”, “Come fare soldi nei periodi di crisi”, “Il private insurance in pratica” e “Associazioni Professionali 2.0”.

Questo percorso aiuta a collocare “La Svolta” all’interno di una ricerca editoriale che attraversa da anni i grandi temi dell’economia, della finanza, del management e dell’innovazione.

Un libro per orientarsi dentro la trasformazione

Il valore del progetto editoriale risiede soprattutto nella sua ambizione dichiarata: essere un “navigatore” per attraversare le acque del Grande Gioco.

L’immagine del navigatore ritorna come metafora di un’epoca nella quale non è sempre possibile prevedere con precisione la direzione degli eventi, ma è necessario acquisire strumenti per interpretare ciò che sta accadendo.

Il libro parte da una consapevolezza: la trasformazione non può essere osservata da una posizione completamente esterna.

Secondo la prospettiva proposta da Deiana, tutti siamo dentro il Grande Gioco perché la sua materia prima più profonda è costituita da dati, informazioni e coscienze.

È una considerazione che porta la riflessione fuori dai confini del dibattito esclusivamente tecnologico.

La questione diventa antropologica e culturale: come cambia l’essere umano quando gli strumenti che utilizza per conoscere, comunicare, produrre e decidere diventano sempre più potenti?

La domanda resta aperta. Ed è forse proprio questa apertura a rappresentare uno degli elementi caratterizzanti del volume.

La domanda prima della risposta

Le due citazioni poste in apertura del libro, attribuite rispettivamente a Sherlock Holmes e Friedrich Nietzsche, definiscono il clima intellettuale dell’opera.

“Dare le risposte è facile. Il vero problema è fare le domande giuste” introduce la necessità di interrogare la realtà prima di pretendere di governarla.

Il richiamo nietzschiano all’abisso introduce invece il tema della relazione tra potere e responsabilità: quando si affrontano forze oscure e complesse, il rischio non è soltanto quello di comprenderle, ma anche di trasformarsi sotto la loro influenza.

Sono due prospettive che si incontrano nella costruzione del libro.

La prima invita alla curiosità e alla capacità di porre domande. La seconda richiama alla responsabilità di chi entra in contatto con forme di potere sempre più sofisticate.

In mezzo c’è la tecnologia, ma anche l’economia, la politica internazionale, la finanza, la cultura e, soprattutto, la capacità umana di scegliere come utilizzare gli strumenti disponibili.

La Svolta come nuovo capitolo del Grande Gioco

“Il Grande Gioco – Parte Seconda: La Svolta” non propone quindi soltanto una riflessione sull’intelligenza artificiale.

L’IA è il punto di partenza di una narrazione più ampia che comprende le nuove forme del capitalismo, la competizione tra grandi potenze, la trasformazione delle infrastrutture finanziarie, il potere delle reti digitali, la cybersicurezza, il Quantum Computing, l’Internet Quantistico, la Space Economy e le biotecnologie.

Il risultato è un libro che prova a tenere insieme dimensioni che spesso vengono raccontate separatamente.

È proprio questa intersezione a definire il concetto di Grande Gioco: una realtà nella quale tecnologia, capitale, informazione e potere si incontrano e si condizionano reciprocamente.

Il passaggio dalla Promessa alla Svolta rappresenta, nella costruzione di Deiana, la presa d’atto che l’innovazione non può più essere considerata soltanto come una sequenza di opportunità.

Ogni nuova capacità porta con sé una nuova responsabilità. Ogni infrastruttura può diventare uno strumento di autonomia oppure di dipendenza. Ogni salto tecnologico può modificare gli equilibri esistenti.

Per questo il libro si chiude guardando oltre il presente e lasciando aperta la strada verso un’ulteriore tappa, annunciata già nel titolo dell’epilogo: “Il Grande Gioco – Parte Terza: Il Prestigio”.

La partita, dunque, non è conclusa.

La Svolta è il momento nel quale il gioco cambia regole, strumenti e protagonisti. E comprendere questo cambiamento diventa il primo passo per poterlo attraversare con maggiore consapevolezza.

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