La startup trevigiana si aggiudica l’undicesima edizione della maratona digitale con un brevetto dedicato alla biostampa di tessuti umani. Secondo posto a Rbv Aqua Tech, terza YecoAI. A Brunello Cucinelli il primo Premio DigithON “Oltre l’Algoritmo”.
C’è un punto nel quale innovazione tecnologica e ricerca biomedica smettono di appartenere soltanto alla dimensione del futuro e cominciano a misurarsi con problemi concreti del presente. È in questo spazio, fatto di laboratorio, ingegneria tissutale e capacità imprenditoriale, che si colloca il progetto vincitore di Digithon 2026.

L’undicesima edizione della maratona italiana dedicata alle startup e all’innovazione si è conclusa a Bisceglie premiando Bio System Lab, realtà biotech di Treviso che ha sviluppato un brevetto per un modello di pelle umana vascolarizzata stampata in 3D, destinato in particolare ai test in vitro di farmaci, cosmetici e dispositivi medici.
La proclamazione è avvenuta nella serata conclusiva in piazza Castello. Alla startup è andato il riconoscimento principale, accompagnato da un premio di 10 mila euro, consegnato dal presidente della Fondazione DigithON Michele Ruta e dal presidente di Confindustria Bari e BAT Mario Aprile.
Dietro la vittoria, tuttavia, c’è soprattutto una tecnologia che intercetta una delle frontiere più delicate della ricerca contemporanea: costruire modelli biologici sempre più vicini alla fisiologia umana, capaci di offrire strumenti avanzati per lo studio delle reazioni dei tessuti e, in prospettiva, contribuire alla riduzione dell’impiego degli animali nella sperimentazione.
Bio System Lab e il brevetto della pelle umana stampata in 3D
Il progetto di Bio System Lab parte dalla biostampa tridimensionale applicata ai tessuti. Il brevetto riguarda un modello di pelle biostampato, associato a un processo di stampa tridimensionale e a un dispositivo di perfusione diretta.
L’elemento centrale è la vascolarizzazione. Riprodurre un tessuto non significa infatti limitarsi a ricostruirne la forma esteriore: per avvicinarsi alla complessità biologica occorre affrontare il problema della sua struttura interna e delle condizioni attraverso le quali le cellule ricevono nutrienti e interagiscono.
Bio System Lab presenta la propria tecnologia come il primo brevetto al mondo di pelle umana vascolarizzata stampata in 3D. L’obiettivo dichiarato è ottenere modelli più realistici ed efficaci per la sperimentazione in vitro rispetto alle soluzioni tradizionali.
Il brevetto è stato depositato il 6 giugno 2023 con il titolo “Modello di pelle biostampato, relativo processo di stampa tridimensionale e dispositivo di perfusione diretta provvisto di tale modello”.
È un dettaglio importante perché permette di comprendere come il riconoscimento ottenuto a Digithon non rappresenti il punto di partenza del progetto, ma una tappa di un percorso di ricerca e sviluppo avviato negli anni precedenti.
Dalla stampa 3D alla biostampa: quando la materia diventa tessuto
La stampa 3D è entrata da tempo nei processi industriali, nella prototipazione e nella produzione di componenti. La biostampa compie però un salto concettuale: al centro non c’è semplicemente la costruzione di un oggetto, ma l’organizzazione tridimensionale di materiale biologico.
È questa differenza a rendere il settore particolarmente complesso.
Un tessuto umano non è una superficie statica. È una struttura biologica nella quale cellule, sostanze e microambienti interagiscono continuamente. Riprodurne alcune caratteristiche richiede quindi competenze che attraversano discipline diverse: biologia, bioingegneria, scienza dei materiali, fisiologia, progettazione e tecnologie di stampa.
Nel caso della pelle, la possibilità di disporre di modelli tridimensionali avanzati può assumere rilievo soprattutto nella fase sperimentale. Farmaci, prodotti cosmetici e dispositivi medici devono essere sottoposti a valutazioni capaci di fornire indicazioni sull’interazione con i tessuti.
Più il modello utilizzato riesce a rappresentare determinate caratteristiche della fisiologia umana, maggiore può essere il suo interesse scientifico come piattaforma sperimentale, fermo restando che ogni applicazione deve essere validata secondo i protocolli e gli standard richiesti nei rispettivi ambiti.
È precisamente su questo terreno che Bio System Lab concentra la propria attività.
Un modello destinato ai test di farmaci, cosmetici e dispositivi medici
L’utilizzo indicato per la pelle umana vascolarizzata stampata in 3D riguarda i test in vitro nei settori farmaceutico, cosmetico e biomedicale.
La questione ha un valore che supera il singolo prodotto.
La ricerca biomedica è costantemente impegnata nella costruzione di modelli sperimentali capaci di produrre informazioni affidabili prima delle successive fasi di sviluppo. Migliorare la qualità di questi strumenti significa cercare di comprendere con maggiore precisione il comportamento di una sostanza o di un dispositivo quando entra in relazione con strutture biologiche.
La pelle, inoltre, costituisce un campo di particolare interesse perché rappresenta l’interfaccia primaria tra organismo e ambiente esterno ed è coinvolta in numerose applicazioni scientifiche e industriali.
Bio System Lab punta sulla possibilità di personalizzare rapidamente i propri sostituti di pelle in relazione alle necessità di utilizzo. La startup abbina infatti l’attività di laboratorio alla produzione e maturazione dei modelli biologici.
L’ambizione è costruire una piattaforma tecnologica progressivamente più articolata, partendo dalla pelle per affrontare successivamente tessuti e strutture biologiche di maggiore complessità.
La riduzione della sperimentazione animale tra gli obiettivi
Uno degli aspetti più significativi indicati nel progetto riguarda la possibilità di contribuire alla riduzione della sperimentazione animale.
È necessario mantenere, su questo punto, una distinzione rigorosa tra prospettiva scientifica e risultato già raggiunto. La disponibilità di modelli biologici avanzati non implica automaticamente la sostituzione di ogni forma di sperimentazione animale: applicazioni, validazioni e requisiti regolatori cambiano in funzione dei settori e delle finalità della ricerca.
La direzione tecnologica, tuttavia, è chiara. Lo sviluppo di sistemi in vitro più complessi e rappresentativi della fisiologia umana risponde anche alla necessità di individuare metodologie sperimentali alternative e complementari.
Il valore di una tecnologia di questo tipo si misura dunque non soltanto nella capacità di produrre un tessuto tridimensionale, ma nella qualità delle informazioni che quel tessuto potrà fornire una volta utilizzato all’interno di procedure sperimentali adeguatamente validate.
È qui che la biostampa incontra una delle questioni decisive della ricerca contemporanea: non riprodurre semplicemente l’aspetto della materia biologica, ma tentare di ricostruirne alcune funzioni essenziali.
La vascolarizzazione, il nodo che rende il progetto più complesso
Nel progetto premiato a Digithon 2026 la parola determinante è vascolarizzata.
La realizzazione di tessuti biologici tridimensionali incontra infatti uno dei suoi principali ostacoli nella necessità di mantenere vitali le cellule all’interno di strutture progressivamente più complesse.
Nel corpo umano la rete vascolare permette il trasporto di ossigeno e nutrienti e partecipa agli scambi indispensabili alla sopravvivenza dei tessuti. La possibilità di progettare modelli dotati di strutture riconducibili a questo principio costituisce pertanto un passaggio rilevante nell’evoluzione della biofabbricazione.
Bio System Lab ha impostato il proprio percorso proprio a partire da un tessuto relativamente più semplice per procedere, secondo il programma di sviluppo dichiarato dalla società, verso livelli successivi di complessità.
Il progetto individua diverse fasi: dalla ricerca e sviluppo di tessuti semplici stampati in 3D e vascolarizzati alla produzione di ulteriori linee tissutali, fino alla progettazione di biostrutture complesse.
L’orizzonte più avanzato indicato dalla startup riguarda la creazione di tessuti funzionali personalizzati e, nel lungo periodo, lo studio di strutture biologiche sempre più complesse.
Si tratta evidentemente di obiettivi di ricerca e non di risultati clinici già disponibili. La distinzione è essenziale, soprattutto quando si parla di biotecnologie, perché la distanza tra una soluzione sperimentale e una tecnologia applicabile alla medicina può essere significativa e richiedere lunghi processi di verifica.
Dal Veneto alla scena nazionale dell’innovazione
La vittoria di Bio System Lab porta sul palco di Digithon una startup nata a Treviso e attiva nel settore biotech.
La società concentra la propria ricerca sulla biostampa 3D e sulle tecnologie biorigenerative, con l’obiettivo di sviluppare modelli biologici utilizzabili nella ricerca e nella sperimentazione.
Il riconoscimento ottenuto a Bisceglie offre al progetto una visibilità che va oltre il valore economico del premio.
Per una startup scientifica, infatti, una delle sfide più complesse consiste nel trasformare un risultato di laboratorio in un percorso imprenditoriale sostenibile. Occorre mettere in relazione ricerca, tutela della proprietà intellettuale, capacità produttiva, investimenti, validazione scientifica e accesso ai mercati.
La tecnologia può essere promettente, ma deve dimostrare di poter uscire dal perimetro sperimentale e confrontarsi con requisiti industriali e normativi estremamente rigorosi.
In questo senso Digithon rappresenta un luogo di incontro tra idee, capitali, imprese e innovatori. E la vittoria di una startup biotech evidenzia quanto il concetto stesso di innovazione digitale si sia ormai ampliato: software e intelligenza artificiale rimangono protagonisti, ma dialogano sempre più frequentemente con biologia, medicina, nuovi materiali e tecnologie di produzione.
Digithon 2026, l’innovazione si misura con problemi concreti
L’undicesima edizione della manifestazione ha riunito 100 startup, chiamate a presentare progetti appartenenti a settori differenti.
La graduatoria finale restituisce bene questa pluralità.
Alle spalle di Bio System Lab si è classificata Rbv Aqua Tech, startup milanese che ha sviluppato un materiale sorbente proprietario capace di catturare acqua dall’atmosfera e di rilasciarla utilizzando calore di scarto a bassa temperatura.
Il primo mercato individuato dalla società è quello dei data center destinati all’intelligenza artificiale, infrastrutture nelle quali la gestione delle risorse energetiche e dei sistemi di raffreddamento costituisce un elemento particolarmente rilevante.
Il terzo posto è andato invece a YecoAI, startup di Mondovì, in provincia di Cuneo, impegnata nello sviluppo di soluzioni verticali basate sull’intelligenza artificiale, con attenzione alla sicurezza, alla conformità dei processi, alla tutela dei dati e alla sovranità digitale.
Tre progetti molto differenti tra loro, dunque, ma accomunati dalla ricerca di soluzioni applicabili a problemi definiti: sperimentazione biomedica, gestione dell’acqua e dell’energia, intelligenza artificiale e protezione dei dati.
Ed è forse questo il tratto più interessante della competizione: la tecnologia non valutata per il semplice grado di novità, ma per la sua capacità di inserirsi all’interno di bisogni industriali, scientifici e sociali riconoscibili.
L’intelligenza artificiale resta protagonista, ma non è l’unica frontiera
Il panorama delle startup presentate a Digithon conferma la centralità dell’intelligenza artificiale, ormai trasversale a numerosi comparti produttivi.
La vittoria di Bio System Lab introduce però un elemento interessante nel racconto contemporaneo dell’innovazione.
Negli ultimi anni il dibattito pubblico sulla tecnologia è stato progressivamente assorbito dall’AI generativa, dagli algoritmi, dai modelli linguistici e dall’automazione. Sono trasformazioni profonde, destinate a incidere sul lavoro, sull’informazione, sui servizi e sull’economia.
Ma l’innovazione procede contemporaneamente lungo altre direttrici.
La bioingegneria, la medicina rigenerativa, i nuovi materiali, la biofabbricazione e la stampa tridimensionale dei tessuti costituiscono territori nei quali informatica, ingegneria e scienze della vita si sovrappongono.
Il progetto vincitore di Digithon 2026 appartiene esattamente a questa zona di confine.
Non è digitale nel senso più immediato del termine, perché il suo risultato finale è materia biologica. Eppure senza progettazione digitale, controllo dei processi e tecnologie avanzate di stampa, quella materia non potrebbe assumere la struttura ricercata.
È una trasformazione significativa: il digitale non produce soltanto dati, immagini o software, ma diventa strumento attraverso il quale organizzare fisicamente la materia.
Il percorso di Bio System Lab oltre la pelle stampata in 3D
Il programma di ricerca dichiarato dalla startup trevigiana non si ferma alla pelle.
Bio System Lab indica tra le proprie linee di sviluppo anche la ricerca su altri tessuti e su modelli biologici più complessi. Tra i progetti figura un modello di fegato umano bioingegnerizzato, pensato per attività legate alla tossicologia e allo studio del metabolismo farmacologico.
La logica è quella di una progressione.
La pelle vascolarizzata costituisce il primo gradino di un percorso che, nelle intenzioni della società, dovrebbe consentire di acquisire competenze e tecnologie utili alla costruzione di sistemi biologici progressivamente più articolati.
L’obiettivo di lungo periodo dichiarato dall’azienda arriva fino allo studio della stampa di strutture funzionali personalizzate sulle caratteristiche del ricevente, nella prospettiva di minimizzare i problemi legati al rigetto.
È un orizzonte scientificamente ambizioso che deve essere letto per ciò che rappresenta: una direzione di ricerca. Parlare oggi di organi biostampati funzionali e personalizzati significa entrare in un campo nel quale esistono ancora ostacoli scientifici, tecnologici e regolatori considerevoli.
Proprio per questo la pelle può rappresentare un banco di prova importante. Prima di affrontare strutture estremamente complesse occorre dimostrare che i processi siano riproducibili, controllabili e capaci di generare modelli biologici utili.
La sfida decisiva: trasformare il brevetto in applicazione
Un brevetto tutela un’invenzione, ma non ne certifica automaticamente l’efficacia in ogni possibile applicazione. È una distinzione fondamentale nel racconto dell’innovazione.
Dopo il riconoscimento ottenuto a Digithon, la sfida per Bio System Lab sarà quindi quella comune a molte imprese deep tech: trasformare la proprietà intellettuale e il lavoro di laboratorio in prodotti e piattaforme utilizzabili su scala più ampia.
La biotecnologia richiede tempi differenti rispetto a molti altri settori dell’innovazione.
Una piattaforma software può raggiungere il mercato in tempi relativamente rapidi. Un prodotto destinato alla ricerca biologica deve invece dimostrare riproducibilità, stabilità e qualità; quando poi l’orizzonte si avvicina all’applicazione clinica, il livello di verifica cresce ulteriormente.
La forza potenziale del progetto risiede proprio nella capacità di individuare applicazioni intermedie e concrete. Prima ancora dell’ipotesi più lontana della produzione di organi, i modelli di tessuto possono trovare il proprio terreno di sviluppo nella sperimentazione in vitro e nella ricerca preclinica.
È qui che la pelle umana stampata in 3D può essere chiamata a dimostrare il proprio valore.
Brunello Cucinelli e il primo Premio “Oltre l’Algoritmo”
La serata conclusiva di Digithon 2026 ha riservato anche un riconoscimento speciale a Brunello Cucinelli, al quale è stata assegnata la prima edizione del Premio DigithON “Oltre l’Algoritmo”.
La presenza dell’imprenditore umbro nel programma conclusivo introduce un altro tema che accompagna sempre più spesso la discussione sull’innovazione: il rapporto tra tecnologia e dimensione umana.
Il titolo stesso del premio indica la volontà di aprire uno spazio di riflessione che non si esaurisca nelle prestazioni dei sistemi digitali.
In una stagione dominata dall’intelligenza artificiale, l’innovazione pone infatti domande che non sono soltanto tecniche. Riguardano l’organizzazione del lavoro, la responsabilità delle imprese, il rapporto tra automazione e persone, il valore della conoscenza e il modo in cui la tecnologia viene inserita nella società.
Il riconoscimento a Cucinelli si colloca simbolicamente in questa cornice e affianca alla competizione tra startup una riflessione più ampia sul rapporto tra progresso tecnologico e centralità dell’uomo.
Le altre startup premiate
Accanto al podio principale sono stati assegnati ulteriori riconoscimenti nell’ambito della manifestazione.
Tra le realtà premiate figura Lia, startup milanese che applica agenti di intelligenza artificiale al creator marketing. La piattaforma è progettata per individuare i creator ritenuti più efficaci per le esigenze di un marchio, gestire numerose collaborazioni e utilizzare i contenuti con le migliori performance all’interno delle campagne pubblicitarie.
La varietà dei progetti emersi durante la maratona mostra quanto sia ormai difficile circoscrivere l’innovazione a un solo settore.
Biotecnologie, intelligenza artificiale, sostenibilità, gestione delle risorse, marketing digitale, cybersecurity e servizi convivono nello stesso ecosistema. A cambiare è soprattutto la velocità con la quale competenze un tempo separate iniziano a contaminarsi.
Il biologo lavora con l’ingegnere, il medico con l’informatico, l’esperto di materiali con chi sviluppa sistemi di controllo digitale. Le startup più interessanti spesso nascono proprio all’intersezione di queste competenze.
Pelle umana stampata in 3D, tra possibilità scientifiche e necessaria prudenza
La definizione “pelle umana stampata in 3D” possiede inevitabilmente una forte capacità evocativa. Ma proprio per questo richiede precisione.
Non si sta parlando della possibilità, già disponibile per i pazienti, di stampare a comando pelle sostitutiva per qualsiasi necessità clinica. Il progetto premiato riguarda un modello biostampato vascolarizzato destinato innanzitutto alla ricerca e ai test in vitro.
La differenza è sostanziale.
Il valore scientifico della biostampa non deve essere amplificato attraverso promesse premature. Al contrario, è proprio la complessità del percorso necessario a trasformare una tecnologia sperimentale in uno strumento affidabile a renderne interessante l’evoluzione.
La ricerca procede attraverso verifiche, errori, miglioramenti, confronti e validazioni. Una tecnologia biologica avanzata non può sottrarsi a questa disciplina.
Ed è anche questa prudenza a distinguere l’innovazione scientifica dalla semplice narrazione del futuro.
Digithon 2026 premia una tecnologia che guarda alla medicina di domani
La vittoria di Bio System Lab assume così un significato che supera il risultato della competizione.
Da una parte c’è una startup trevigiana che porta sul palco nazionale un brevetto sviluppato attorno alla pelle umana vascolarizzata stampata in 3D. Dall’altra c’è un ecosistema dell’innovazione che mostra una crescente capacità di muoversi oltre i confini tradizionali del digitale, entrando nella biologia, nei materiali e nella ricerca medica.
Tra questi due elementi si colloca la vera sfida.
La tecnologia premiata dovrà dimostrare sul campo la propria efficacia, consolidare i risultati scientifici, sviluppare applicazioni e misurarsi con le esigenze dell’industria e della ricerca. È il passaggio inevitabile che separa una buona intuizione da un’innovazione capace di incidere realmente.
Per Bio System Lab, il premio di Bisceglie rappresenta dunque un riconoscimento importante, ma soprattutto una responsabilità: trasformare la promessa racchiusa nella biostampa in uno strumento scientificamente solido.
La pelle umana stampata in 3D racconta bene la direzione verso cui si sta muovendo una parte della ricerca contemporanea. Non più soltanto macchine capaci di costruire oggetti, ma tecnologie che tentano di organizzare materia biologica, imitare strutture naturali e offrire alla scienza nuovi strumenti per comprendere il corpo umano.
Il futuro della biostampa rimane ancora in larga parte da scrivere. A Digithon 2026, però, una pagina italiana di quella ricerca ha conquistato il gradino più alto del podio.