Il Consiglio dei ministri interviene sul fronte del caro-carburanti: il taglio delle accise sul gasolio viene prorogato fino al 5 ottobre con un meccanismo di decalage. Dal 2027 esenzione dal bollo per le auto fino a 80 kW e per i motocicli, ma con il limite di un solo veicolo per cittadino.
Il bollo auto cambia volto. Il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo decreto-legge con misure per sostenere famiglie e imprese alle prese con l’aumento dei costi dei carburanti e, contemporaneamente, introdurre una misura fiscale destinata a incidere sulla spesa annuale di milioni di automobilisti.

Il provvedimento prevede infatti, per il 2027, l’esenzione dal bollo per le autovetture con potenza fino a 80 kW, oltre all’esenzione per i motocicli, con una condizione precisa: il beneficio potrà essere utilizzato per un solo veicolo per cittadino. Secondo le informazioni diffuse dopo il Consiglio dei ministri, la misura interesserà oltre il 70% delle auto attualmente in circolazione.
Parallelamente, il governo ha deciso di prorogare il taglio delle accise sul gasolio fino al 5 ottobre 2026, modificando progressivamente l’entità dello sconto attraverso un meccanismo di decalage. Una scelta che lega due temi ormai strettamente intrecciati: il costo immediato della mobilità e la pressione fiscale sui proprietari dei veicoli.
Bollo auto: cosa cambia dal 2027
Il punto fiscalmente più rilevante del decreto è l’intervento sulla tassa automobilistica.
L’esenzione prevista per il 2027 riguarda le auto fino a 80 kW di potenza, una soglia che comprende una parte molto ampia del parco automobilistico italiano. Il limite non viene espresso in cavalli, ma in kilowatt, cioè l’unità utilizzata per determinare la potenza del veicolo ai fini della tassa automobilistica. L’ACI ricorda infatti che il bollo viene calcolato sulla potenza effettiva espressa in kW, indicata sulla carta di circolazione.
La misura riguarda anche i motocicli, secondo quanto comunicato dal governo, ma non consente di moltiplicare il beneficio all’interno dello stesso nucleo individuale: l’esenzione è riconosciuta per un solo veicolo a cittadino. Per i ciclomotori, il beneficio opera nel caso in cui il proprietario non abbia già utilizzato l’esenzione per un’automobile.
Si tratta dunque di un’esenzione che, allo stato delle informazioni disponibili, ha una precisa collocazione temporale: il 2027. Non va quindi confusa con una cancellazione definitiva e generalizzata del bollo per tutte le categorie di veicoli.
Questa distinzione è importante perché il termine “abolizione”, utilizzato nel dibattito politico, può suggerire un cambiamento permanente della disciplina fiscale. Il provvedimento approvato dal Cdm prevede invece un’esenzione riferita al 2027 e delimitata sia dalla potenza delle autovetture sia dal limite di un veicolo per cittadino.
Meloni: «Togliamo una tassa sulla proprietà»
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rivendicato politicamente la scelta attraverso i social, presentandola come una riduzione strutturale del carico fiscale per una parte degli automobilisti.
«Mentre altri parlano di patrimoniali, noi togliamo una tassa sulla proprietà», ha scritto Meloni, riferendosi all’intervento sul bollo. La premier ha quindi sottolineato che l’esenzione interessa le auto di piccola e media potenza, fino a 80 kW, e i motoveicoli, con il limite di un solo veicolo per cittadino.
Nella sua dichiarazione, Meloni ha inoltre collegato la misura alla necessità di alleggerire i costi sostenuti quotidianamente dalle famiglie: dall’utilizzo dell’auto per andare al lavoro agli spostamenti legati alla gestione dei figli e della vita familiare.
La definizione del bollo come una delle tasse più “odiate” dagli italiani appartiene invece alla valutazione politica della presidente del Consiglio e va distinta dal contenuto tecnico del provvedimento. Il dato oggettivo è l’introduzione dell’esenzione prevista dal decreto per il 2027.
Il secondo fronte: il caro-carburanti
Il decreto non riguarda soltanto il bollo.
Il governo ha deciso di intervenire nuovamente anche sulle accise sul gasolio, proseguendo una serie di provvedimenti adottati nel corso del 2026 per contenere l’impatto dell’aumento dei prezzi energetici.
La riduzione viene prorogata fino al 5 ottobre, ma non rimane invariata per tutto il periodo. È previsto un meccanismo di decalage: secondo le informazioni diffuse sul provvedimento, lo sconto scende a 12,2 centesimi al litro dal 18 al 25 settembre, per poi ridursi ulteriormente a 6,1 centesimi al litro dal 26 settembre al 5 ottobre.
La scelta segna quindi un passaggio rispetto agli interventi precedenti, caratterizzati da riduzioni temporanee e di entità più elevata.
Il problema di fondo resta quello dell’andamento dei prezzi energetici. Nelle settimane precedenti il governo era già intervenuto più volte sul gasolio: un decreto-legge pubblicato il 10 settembre aveva esteso la riduzione dell’accisa dall’11 al 17 settembre, fissandola a 532,90 euro per mille litri.
La successione dei provvedimenti fotografa una situazione nella quale il contenimento fiscale del prezzo alla pompa è diventato uno strumento utilizzato in modo ripetuto per attenuare gli effetti della volatilità dei mercati energetici.
Dal pieno al bollo: due forme diverse di pressione fiscale
Le due misure approvate dal Cdm hanno una caratteristica comune, ma producono effetti differenti.
Il taglio delle accise agisce immediatamente sul costo del carburante, anche se in maniera temporanea e decrescente. Il suo effetto dipende quindi dal prezzo del petrolio, dai margini della filiera e dall’andamento dei mercati.
L’esenzione dal bollo opera invece sulla tassazione legata al possesso del veicolo e, per come è stata delineata, riguarda il 2027.
È una differenza tutt’altro che marginale. Un automobilista che utilizza quotidianamente la propria vettura può essere interessato da entrambe le misure, ma in momenti diversi: nell’immediato attraverso il prezzo del gasolio e successivamente attraverso l’esenzione dalla tassa automobilistica, se il veicolo rientra nei requisiti.
Il bollo, inoltre, non è una tassa statale uniforme nella sua concreta applicazione finanziaria: la tassa automobilistica è legata alle competenze regionali e le discipline territoriali possono prevedere specifiche agevolazioni. Proprio per questo, l’applicazione pratica della nuova esenzione dovrà essere letta anche alla luce delle procedure amministrative con cui verrà attuata.
Una platea molto ampia, ma non senza limiti
Il dato della soglia degli 80 kW è centrale per capire la portata della misura.
Non significa infatti che qualsiasi automobile di piccola cilindrata sia automaticamente esente sulla base della cilindrata stessa. Il parametro indicato dal provvedimento è la potenza, riportata sulla carta di circolazione.
La soglia consente di individuare una fascia significativa del parco circolante, ma lascia fuori le vetture che superano gli 80 kW. Allo stesso modo, il limite di un solo veicolo impedisce di interpretare la misura come un’esenzione generalizzata applicabile a tutti i mezzi posseduti da una stessa persona.
Sono dettagli tecnici che possono fare la differenza per il singolo contribuente e che saranno particolarmente importanti quando saranno definite le modalità operative dell’esenzione.
Il costo della misura e la questione delle coperture
L’altra questione riguarda naturalmente le risorse.
L’intervento sul bollo non è soltanto una decisione amministrativa: una riduzione della tassazione automobilistica comporta minori entrate e richiede quindi una copertura finanziaria.
Secondo Reuters, l’esenzione per il 2027 riguarderà circa 14,5 milioni di veicoli e avrebbe un costo stimato nell’ordine di 2,36 miliardi di euro. La stessa agenzia colloca la misura nel quadro della politica fiscale del governo in vista delle prossime scadenze politiche nazionali.
Questi numeri aiutano a comprendere la dimensione dell’operazione: non si tratta di una modifica marginale della fiscalità automobilistica, ma di un intervento con un impatto significativo sul gettito.
Il confronto fra risparmio per i cittadini e costo per la finanza pubblica sarà quindi uno dei principali elementi del dibattito nei prossimi mesi.
Il nodo della durata
È proprio la durata a rappresentare uno degli elementi da osservare.
Per gli automobilisti, la domanda è semplice: l’esenzione dal bollo resterà limitata al 2027 oppure verrà successivamente confermata?
Al momento, sulla base delle informazioni disponibili sul provvedimento approvato, la risposta riguarda il solo 2027. Ogni eventuale estensione dovrà essere oggetto di nuovi interventi legislativi e delle relative coperture.
Anche sul fronte delle accise il carattere temporaneo è evidente. Il nuovo sconto arriva al 5 ottobre e si riduce progressivamente prima della scadenza. Non si tratta quindi di una riduzione permanente della fiscalità sui carburanti.
Questo elemento rende particolarmente significativo il passaggio dal sostegno emergenziale a una misura fiscale di più lunga durata: il governo utilizza una parte delle risorse finora destinate al contrasto del caro-carburanti per finanziare una misura che punta invece sulla tassazione del possesso dei veicoli.
Una scelta che cambia il messaggio della politica fiscale
Il provvedimento approvato dal Consiglio dei ministri racconta, in definitiva, due diverse risposte allo stesso problema: il costo della mobilità.
Da una parte c’è l’intervento sulle accise, nato per fronteggiare una fase eccezionale di aumento dei prezzi energetici e destinato a esaurirsi nel breve periodo. Dall’altra c’è l’esenzione dal bollo, concentrata sulle auto fino a 80 kW e sui motocicli e destinata, per ora, al 2027.
Il governo presenta questa combinazione come una scelta di riduzione del carico fiscale. La sua efficacia concreta dipenderà tuttavia da elementi misurabili: quanto risparmieranno effettivamente i proprietari dei veicoli interessati, come evolveranno i prezzi dei carburanti e quali saranno le conseguenze sul gettito pubblico.
Il punto politico e finanziario, più ancora dello slogan sull’abolizione del bollo, sarà dunque capire se la misura riuscirà a trasformarsi in un beneficio stabile per le famiglie senza diventare, negli anni successivi, una nuova voce di spesa da rifinanziare.
Per il momento, la fotografia è netta: nel 2027 il bollo sarà esente per le auto fino a 80 kW e per i motocicli secondo le condizioni previste dal decreto, mentre sul gasolio lo sconto sulle accise proseguirà fino al 5 ottobre con un’intensità progressivamente ridotta. È il passaggio da un aiuto generalizzato e temporaneo sul carburante a un intervento selettivo sulla tassa automobilistica. E sarà proprio la sua applicazione concreta, nei prossimi mesi, a misurare la distanza tra l’annuncio politico e l’effetto reale sui bilanci degli automobilisti.