Siglato un accordo di collaborazione fino al 2030 per rafforzare la conformità degli imballaggi in legno e dei pallet al regolamento europeo PPWR. Al centro dell’intesa, la condivisione delle analisi scientifiche sui metalli pesanti e il sostegno alle imprese nella transizione verso una filiera sempre più sostenibile e responsabile.
MILANO, 8 ottobre 2026 – La sostenibilità industriale si costruisce attraverso la conoscenza, la responsabilità e la capacità di trasformare la ricerca scientifica in strumenti concreti al servizio delle imprese. È in questa prospettiva che si inserisce l’accordo sottoscritto tra AIEL, Associazione Italiana Energia dal Legno, e Conlegno, due realtà rappresentative di comparti differenti ma strettamente collegati della filiera italiana del legno.

L’intesa, destinata a rimanere operativa fino al 31 dicembre 2030, introduce un modello di collaborazione tecnica finalizzato a rafforzare la conformità degli imballaggi in legno e dei pallet alle disposizioni del Regolamento europeo 2025/40, conosciuto come PPWR, relativo agli imballaggi e ai rifiuti di imballaggio.
Al centro dell’accordo si colloca un patrimonio di informazioni scientifiche già sviluppato da AIEL nell’ambito delle analisi sui metalli pesanti presenti nel pellet di legno. Un insieme di dati che, attraverso la collaborazione con Conlegno, potrà essere valorizzato anche nel settore degli imballaggi industriali, contribuendo a sostenere le imprese nell’interpretazione e nell’applicazione dei nuovi requisiti normativi.
La decisione assume un significato che supera il perimetro delle due organizzazioni coinvolte. Il settore del legno, infatti, si confronta con una fase di progressivo rafforzamento delle responsabilità ambientali, nella quale la disponibilità di evidenze tecniche documentabili diventa essenziale per dimostrare la qualità dei materiali e la conformità dei processi produttivi.
Un accordo strategico tra ricerca scientifica e industria
L’elemento centrale della collaborazione riguarda il diritto riconosciuto a Conlegno di utilizzare, in esclusiva per il comparto degli imballaggi in legno, la relazione tecnica elaborata da AIEL sui metalli pesanti presenti nel pellet, insieme ai relativi aggiornamenti annuali.
La durata dell’intesa, fissata fino alla conclusione del 2030, permette di delineare un percorso di collaborazione continuativa, nel quale le informazioni scientifiche potranno essere aggiornate e messe a disposizione delle aziende aderenti allo Sportello Legno PPWR di Conlegno.
A partire dal 2027 è prevista anche la pubblicazione di aggiornamenti congiunti, con l’obiettivo di rendere sistematico lo scambio di competenze e di consolidare una base informativa comune.
La scelta di condividere risultati provenienti da comparti differenti risponde a una caratteristica strutturale dell’industria del legno: la materia prima attraversa numerose lavorazioni, generando prodotti destinati a impieghi diversi ma spesso riconducibili alle medesime origini produttive.
Il pellet utilizzato come biocombustibile, per esempio, deriva frequentemente da residui delle lavorazioni del legno. Le stesse segherie possono produrre tavole e componenti destinati alla fabbricazione di pallet e imballaggi industriali.
Questa relazione tra i processi produttivi costituisce il presupposto tecnico dell’accordo.
Le informazioni raccolte attraverso il monitoraggio del pellet possono offrire elementi conoscitivi utili anche per valutare le caratteristiche della materia prima impiegata nella produzione degli imballaggi, pur considerando le specificità dei diversi prodotti e delle rispettive lavorazioni.
La collaborazione si propone dunque di evitare una frammentazione delle conoscenze, valorizzando attività analitiche già realizzate e favorendone un utilizzo più ampio all’interno della filiera.
Il regolamento PPWR e le nuove responsabilità delle imprese
Il riferimento normativo dell’intesa è il Regolamento (UE) 2025/40, che introduce un quadro europeo aggiornato per la gestione degli imballaggi e dei relativi rifiuti.
Il PPWR rappresenta uno dei principali strumenti attraverso i quali l’Unione europea intende intervenire sull’impatto ambientale degli imballaggi, rafforzando gli obiettivi di prevenzione dei rifiuti, riutilizzo, riciclabilità e gestione sostenibile dei materiali.
La disciplina interessa una pluralità di operatori economici e coinvolge anche il settore degli imballaggi in legno, che svolge una funzione fondamentale nella movimentazione, nella conservazione e nel trasporto delle merci.
Pallet, casse e altre strutture lignee costituiscono componenti essenziali delle catene logistiche industriali. La loro diffusione rende particolarmente importante la disponibilità di criteri tecnici condivisi per verificare il rispetto delle prescrizioni europee.
Nell’ambito dell’accordo tra AIEL e Conlegno, l’attenzione si concentra soprattutto sull’articolo 5 del regolamento, dedicato ai requisiti relativi alle sostanze presenti negli imballaggi.
La disposizione affronta il tema della presenza di sostanze potenzialmente problematiche nei materiali utilizzati, ponendo l’accento sulla necessità di controllarne gli effetti sulla salute umana e sull’ambiente.
Per le imprese, questo significa dover affrontare la conformità normativa attraverso una conoscenza documentata delle caratteristiche dei materiali impiegati.
La disponibilità di analisi scientifiche affidabili assume pertanto un’importanza crescente, soprattutto quando consente di comprendere meglio la composizione delle materie prime e di individuare eventuali criticità.
Occorre tuttavia distinguere il valore delle evidenze scientifiche generali dalla verifica della conformità di un singolo prodotto. Le analisi sul pellet possono costituire un supporto tecnico significativo, ma non sostituiscono automaticamente gli accertamenti eventualmente necessari sugli imballaggi, sui trattamenti applicati o sui processi produttivi.
È proprio nella costruzione di una base conoscitiva solida che l’intesa può offrire il suo contributo più rilevante.
Metalli pesanti e sicurezza chimica: perché le analisi sono importanti
La presenza di metalli pesanti nei materiali destinati agli imballaggi costituisce un tema di particolare interesse per la sicurezza chimica e la tutela ambientale.
Nel settore degli imballaggi, l’attenzione normativa riguarda in particolare elementi quali piombo, cadmio, mercurio e cromo esavalente, per i quali la legislazione europea prevede specifiche limitazioni.
Il controllo di queste sostanze consente di valutare aspetti importanti della composizione dei materiali e di prevenire potenziali problemi nelle diverse fasi del loro ciclo di vita.
Per il legno naturale, l’analisi richiede una corretta distinzione tra le caratteristiche originarie della materia prima e gli eventuali effetti derivanti da lavorazioni, trattamenti o contaminazioni.
La provenienza del materiale, le modalità di trasformazione e le condizioni di impiego possono infatti influenzare le valutazioni tecniche.
In questo contesto, la relazione elaborata da AIEL sul pellet assume un interesse specifico perché riguarda una materia prima che presenta collegamenti produttivi con quella utilizzata per numerosi imballaggi in legno.
L’utilizzo dei dati disponibili permette di approfondire la conoscenza della filiera e di sostenere valutazioni fondate su risultati analitici anziché su presunzioni.
L’accordo non rende pubblici, nel materiale comunicato, i valori numerici delle concentrazioni rilevate, il numero dei campioni analizzati o il dettaglio delle metodologie adottate. Non sarebbe quindi corretto attribuire alle analisi risultati quantitativi non esplicitati.
Il loro valore, secondo le organizzazioni firmatarie, risiede nella possibilità di mettere a disposizione delle imprese un patrimonio tecnico utilizzabile a sostegno delle verifiche richieste dal quadro europeo.
Conlegno: la conformità deve fondarsi su evidenze scientifiche
Il presidente di Conlegno, Massimiliano Bedogna, individua nell’accordo un passaggio importante per il rafforzamento degli strumenti a disposizione delle aziende.
«Questo accordo rappresenta un importante passo avanti per il settore degli imballaggi in legno», dichiara Bedogna.
Il presidente sottolinea come la disponibilità esclusiva della relazione AIEL e dei suoi aggiornamenti annuali consentirà di offrire alle imprese un supporto tecnico autorevole, costruito su evidenze scientifiche.
Secondo Bedogna, questo patrimonio documentale potrà contribuire a dimostrare il rispetto dei requisiti previsti dall’articolo 5 del PPWR, mettendo a disposizione ulteriori elementi oggettivi sulle caratteristiche ambientali e sulla sicurezza degli imballaggi in legno.
La dichiarazione evidenzia una questione centrale per l’industria contemporanea: la sostenibilità di un prodotto deve poter essere sostenuta da dati verificabili.
L’attenzione alla qualità ambientale non può esaurirsi nella descrizione delle proprietà generali di un materiale. Richiede informazioni tecniche coerenti con le prescrizioni applicabili e adeguate alle caratteristiche dei prodotti effettivamente commercializzati.
Per un comparto composto da operatori con dimensioni e capacità organizzative differenti, l’accesso a strumenti condivisi può contribuire a rendere più agevole l’interpretazione dei requisiti normativi.
La collaborazione tra associazioni assume così anche una funzione di accompagnamento tecnico, particolarmente significativa in una fase di adeguamento alle disposizioni europee.
Dal pellet ai pallet: una materia prima che collega due comparti
Uno degli aspetti più interessanti dell’accordo riguarda la relazione industriale tra il pellet e gli imballaggi in legno.
A illustrarla è Sebastiano Cerullo, Direttore Generale di Conlegno, che richiama l’attenzione sull’origine del pellet prodotto attraverso gli scarti delle lavorazioni delle segherie italiane o dal taglio di semilavorati in legno massiccio.
Una parte di queste realtà produttive realizza anche tavole e componenti destinati ai pallet e agli imballaggi industriali.
La conseguenza è una sovrapposizione significativa delle materie prime utilizzate nei diversi comparti.
Secondo Cerullo, il monitoraggio svolto da AIEL sul pellet interessa quindi una componente della stessa materia prima legnosa impiegata nella filiera degli imballaggi.
Questa continuità produttiva costituisce, nella valutazione di Conlegno, un elemento importante per interpretare i risultati delle analisi.
Il direttore generale considera le evidenze raccolte un’ulteriore conferma scientifica delle caratteristiche di sicurezza chimica e ambientale del legno naturale impiegato negli imballaggi e nei pallet.
La posizione espressa dall’organizzazione si inserisce in una riflessione più ampia sulla necessità di considerare le filiere produttive nella loro interezza.
Un materiale può attraversare più destinazioni industriali, mantenendo caratteristiche originarie comuni ma acquisendo anche proprietà differenti in conseguenza delle successive trasformazioni.
Comprendere questi collegamenti significa migliorare la qualità delle informazioni disponibili e individuare con maggiore precisione quali risultati analitici possano essere trasferiti da un ambito produttivo all’altro.
L’elemento determinante resta la corretta interpretazione scientifica dei dati, affinché il loro impiego sia coerente con le caratteristiche effettive dei materiali considerati.
AIEL e la collaborazione come modello di filiera
Per Marco Bussone, Presidente di AIEL, l’intesa rappresenta soprattutto la dimostrazione di come la collaborazione tra organizzazioni possa generare benefici che superano i confini dei singoli comparti.
«Con questo accordo continuiamo a promuovere un approccio di sistema che valorizza le peculiarità e le competenze delle diverse associazioni della filiera», afferma Bussone.
Il presidente evidenzia l’utilità dei dati sviluppati per il pellet anche nell’ambito degli imballaggi in legno, sottolineando il valore di una cooperazione fondata sulla condivisione delle competenze.
Bussone definisce questa capacità di collaborazione attraverso l’espressione «legno al quadrato», un’immagine con la quale intende rappresentare la possibilità di moltiplicare il valore delle conoscenze già disponibili.
Al di là della formula, il principio industriale appare chiaro.
Le attività di ricerca e analisi richiedono risorse, competenze specialistiche e continuità. Quando i risultati possono essere utilizzati correttamente anche in settori collegati, il loro valore conoscitivo aumenta.
La collaborazione tra AIEL e Conlegno si fonda proprio su questa possibilità: costruire un rapporto stabile tra ambiti produttivi differenti, evitando che le informazioni rimangano circoscritte al contesto nel quale sono state originariamente elaborate.
Il beneficio potenziale riguarda la disponibilità di strumenti tecnici più articolati, ma anche una maggiore capacità di dialogo tra operatori industriali, associazioni e soggetti coinvolti nell’applicazione delle normative ambientali.
Il ruolo degli imballaggi in legno nell’economia circolare
La collaborazione assume particolare rilievo se osservata nel contesto dell’economia circolare.
Il legno è una materia prima di origine biologica che può essere impiegata in numerose applicazioni industriali e che, in condizioni appropriate, si presta a percorsi di riutilizzo, riparazione e recupero.
Nel settore logistico, i pallet costituiscono un esempio significativo della possibilità di prolungare la vita utile di un prodotto attraverso attività di manutenzione e reimpiego.
La gestione sostenibile di questi materiali richiede tuttavia un insieme di condizioni che riguardano la provenienza della materia prima, le caratteristiche costruttive, la sicurezza, le modalità di utilizzo e la corretta gestione a fine vita.
L’origine naturale del legno, da sola, non è sufficiente a dimostrare la sostenibilità di qualsiasi prodotto.
Occorre considerare l’intero ciclo di vita, comprese le eventuali lavorazioni chimiche, i trattamenti superficiali, il trasporto e le possibilità effettive di recupero.
In questa prospettiva, la disponibilità di informazioni sulla composizione chimica della materia prima rappresenta una componente importante di una valutazione ambientale più completa.
Il monitoraggio dei metalli pesanti contribuisce a chiarire un aspetto specifico della sicurezza del materiale, mentre altre caratteristiche devono essere esaminate attraverso strumenti e procedure adeguati.
L’accordo tra AIEL e Conlegno si colloca dunque in un percorso nel quale la sostenibilità viene affrontata attraverso la misurazione e la documentazione, piuttosto che mediante affermazioni generiche.
Per le imprese, questa impostazione può favorire una maggiore consapevolezza dei requisiti da rispettare e delle informazioni necessarie per sostenere le proprie dichiarazioni di conformità.
Lo Sportello Legno PPWR e il sostegno alle aziende
Una delle conseguenze operative più rilevanti dell’intesa riguarda lo Sportello Legno PPWR di Conlegno.
Secondo quanto previsto dall’accordo, le imprese aderenti riceveranno annualmente, in esclusiva, il report AIEL relativo alle analisi sui metalli pesanti.
La disponibilità continuativa della documentazione costituisce un elemento importante perché permette di seguire gli aggiornamenti delle informazioni tecniche nel corso degli anni.
L’introduzione di nuove prescrizioni normative richiede spesso alle aziende di rivedere procedure interne, modalità di controllo e documentazione.
In particolare, le imprese che operano nel settore degli imballaggi devono comprendere quali obblighi si applichino ai propri prodotti e quali evidenze siano necessarie per dimostrare il rispetto dei requisiti.
La presenza di una struttura associativa capace di raccogliere e distribuire informazioni specialistiche può contribuire a rendere più ordinato questo processo.
Resta naturalmente fondamentale distinguere la funzione di supporto documentale dalla responsabilità dei singoli operatori economici.
L’accesso a un rapporto scientifico di settore non equivale, di per sé, a una certificazione individuale di conformità. Le aziende rimangono tenute a valutare gli obblighi applicabili ai propri prodotti e a predisporre le verifiche eventualmente richieste.
Il valore dello Sportello Legno PPWR consiste pertanto nella possibilità di mettere a disposizione elementi tecnici utili a orientare queste attività.
Una collaborazione che guarda al 2030
La durata pluriennale dell’accordo rappresenta un ulteriore elemento distintivo.
La collaborazione non è limitata alla cessione o alla consultazione di una relazione già disponibile, ma comprende un programma di aggiornamenti annuali destinato a proseguire fino al 31 dicembre 2030.
A partire dal 2027, la pubblicazione di aggiornamenti congiunti dovrebbe inoltre rafforzare il carattere strutturato del rapporto tra le due organizzazioni.
Questa continuità può risultare significativa in un settore nel quale l’evoluzione delle disposizioni normative richiede attenzione costante.
Il PPWR introduce un quadro regolatorio articolato, la cui applicazione coinvolge diverse scadenze e disposizioni specifiche. La data generale di applicazione del regolamento è fissata al 12 agosto 2026, mentre alcuni obblighi seguono tempistiche proprie.
Per le imprese diventa quindi importante distinguere tra l’entrata in applicazione generale della normativa e i termini previsti per i singoli adempimenti.
La collaborazione fino al 2030 offre un orizzonte temporale entro il quale accompagnare l’evoluzione delle conoscenze tecniche e sostenere l’interpretazione delle prescrizioni che interessano gli imballaggi in legno.
La possibilità di disporre di aggiornamenti periodici risponde anche a un’esigenza metodologica: la documentazione scientifica conserva maggiore utilità quando viene mantenuta coerente con le conoscenze disponibili e con le condizioni produttive alle quali si riferisce.
Un rapporto continuativo permette, almeno sul piano organizzativo, di affrontare questa esigenza con maggiore sistematicità rispetto a una collaborazione occasionale.
Sostenibilità e competitività: il valore economico della conformità
La conformità normativa viene talvolta considerata dalle imprese soprattutto in relazione agli adempimenti amministrativi e ai costi necessari per rispettarli.
Una lettura più ampia consente tuttavia di individuare anche il valore economico della qualità documentale e della conoscenza tecnica.
Le aziende che operano nelle catene di fornitura devono rispondere alle richieste dei clienti, alle condizioni contrattuali e alle prescrizioni applicabili ai mercati nei quali distribuiscono i propri prodotti.
La capacità di fornire informazioni attendibili sulle caratteristiche dei materiali può diventare un elemento importante nei rapporti commerciali.
Nel settore degli imballaggi industriali, dove affidabilità, continuità delle forniture e sicurezza assumono particolare rilievo, la gestione delle informazioni tecniche contribuisce alla qualità complessiva dell’organizzazione produttiva.
L’accordo tra AIEL e Conlegno può essere interpretato anche alla luce di queste esigenze.
Mettere a disposizione delle aziende analisi già elaborate consente di ampliare la base informativa utilizzabile per affrontare le verifiche richieste, senza che ciò implichi automaticamente una riduzione dei costi o l’eliminazione delle prove specifiche.
L’effettivo beneficio dipenderà dalle modalità con cui i risultati saranno utilizzati, dalla loro pertinenza rispetto ai prodotti considerati e dalla capacità delle imprese di integrarli nelle proprie procedure.
La questione assume un’importanza particolare per le realtà produttive che non dispongono internamente di strutture specialistiche dedicate alla ricerca o all’interpretazione normativa.
In questi casi, il ruolo delle associazioni può contribuire a favorire l’accesso a conoscenze tecniche che richiederebbero altrimenti competenze difficili da sviluppare individualmente.
La necessità di un linguaggio scientifico condiviso
Un altro aspetto dell’intesa riguarda il rapporto tra ricerca, industria e comunicazione ambientale.
La crescente attenzione alla sostenibilità ha reso sempre più frequente l’utilizzo di espressioni legate alla sicurezza, alla riciclabilità e alla compatibilità ambientale dei materiali.
Queste definizioni, tuttavia, devono essere impiegate con precisione.
Un prodotto può possedere caratteristiche favorevoli sotto determinati profili e richiedere ulteriori verifiche sotto altri.
Nel caso del legno, per esempio, la possibilità di recupero o riutilizzo costituisce un aspetto distinto dalla valutazione delle sostanze chimiche eventualmente presenti.
Allo stesso modo, un’analisi condotta su una determinata categoria di materia prima non può essere estesa indiscriminatamente a prodotti che abbiano subito trattamenti differenti.
La qualità dell’informazione tecnica dipende quindi dalla capacità di definire con chiarezza l’oggetto delle analisi, le condizioni alle quali si riferiscono e i limiti delle conclusioni che possono essere tratte.
La condivisione dei rapporti AIEL può favorire una maggiore uniformità delle informazioni disponibili nel settore degli imballaggi, purché accompagnata da un’interpretazione coerente con le metodologie scientifiche utilizzate.
Questo elemento assume un significato che va oltre la semplice conformità normativa.
Una filiera capace di comunicare attraverso dati comprensibili, documentati e correttamente contestualizzati contribuisce a rendere più trasparente il rapporto tra produttori, utilizzatori e soggetti incaricati delle verifiche.
La filiera italiana del legno di fronte alle sfide europee
Il settore italiano del legno comprende attività economiche differenti, dalla prima lavorazione alla produzione di componenti industriali, dagli imballaggi alle applicazioni energetiche.
Questa articolazione costituisce una risorsa, ma richiede anche un coordinamento adeguato quando le trasformazioni normative interessano più comparti contemporaneamente.
L’accordo tra AIEL e Conlegno dimostra come le conoscenze sviluppate in un segmento produttivo possano acquisire rilevanza anche per altre attività industriali.
Il punto di incontro è rappresentato dalla materia prima, ma il valore della collaborazione dipende soprattutto dalla capacità di riconoscere le connessioni tecniche tra i processi.
Nel caso specifico, il rapporto tra pellet e pallet permette di utilizzare il monitoraggio scientifico come elemento di approfondimento delle caratteristiche del legno destinato a impieghi diversi.
La decisione di riconoscere a Conlegno un utilizzo esclusivo della relazione per il settore degli imballaggi definisce inoltre un ambito preciso di responsabilità e valorizzazione delle informazioni.
La collaborazione non modifica, naturalmente, gli obblighi stabiliti dalla normativa europea, né introduce deroghe ai requisiti previsti per i prodotti.
Rappresenta invece uno strumento associativo attraverso il quale affrontare in maniera coordinata una parte delle esigenze tecniche poste dal nuovo quadro regolatorio.
È una distinzione importante, perché consente di comprendere la portata effettiva dell’accordo senza attribuirgli conseguenze giuridiche che non risultano previste.
La conoscenza come infrastruttura della sostenibilità
La transizione verso modelli produttivi più sostenibili richiede investimenti tecnologici, capacità organizzativa e un utilizzo consapevole delle risorse. Accanto a questi elementi, assume un ruolo crescente la disponibilità di conoscenze scientifiche condivise.
La collaborazione tra AIEL e Conlegno interviene precisamente su quest’ultimo terreno.
Il patrimonio di analisi sviluppato nel settore del pellet viene reso disponibile, attraverso un accordo strutturato, a un comparto industriale collegato dalla comune origine della materia prima.
L’obiettivo dichiarato è sostenere le imprese nella dimostrazione della conformità ai requisiti europei, rafforzando la qualità delle informazioni sulle caratteristiche chimiche e ambientali del legno.
L’efficacia concreta dell’iniziativa potrà essere valutata nel tempo, osservando l’utilizzo dei rapporti annuali, l’evoluzione della collaborazione e la capacità delle aziende di tradurre le informazioni ricevute in procedure coerenti con gli obblighi applicabili.
Rimane intanto un elemento di particolare interesse: la scelta di considerare la ricerca scientifica come una risorsa da valorizzare lungo più segmenti della stessa filiera produttiva.
In un sistema industriale nel quale la qualità delle decisioni dipende sempre più dalla disponibilità di informazioni attendibili, la collaborazione tra organizzazioni rappresentative può contribuire a costruire strumenti di lavoro più efficaci.
L’accordo sottoscritto a Milano l’8 ottobre 2026 si inserisce in questa prospettiva, collegando l’esperienza maturata nel comparto energetico del legno alle esigenze dell’industria degli imballaggi.
Il suo significato più duraturo potrebbe risiedere proprio nella capacità di trasformare una conoscenza tecnica settoriale in un patrimonio utile a un’intera catena produttiva.
Perché la sostenibilità, prima ancora di essere dichiarata, deve poter essere conosciuta, misurata e dimostrata. E la solidità di una filiera si riconosce anche dalla capacità dei suoi protagonisti di condividere responsabilmente ciò che hanno imparato.