Il Rettore e il Senato Accademico dell’Ateneo telematico di diritto elvetico ricordano una delle figure più autorevoli dell’ambientalismo italiano, protagonista delle battaglie ecologiste e della politica verde nel nostro Paese
Profondo cordoglio è stato espresso da ISFOA – Libero e Privato Ateneo Telematico di Diritto Elvetico – per la scomparsa di Gianni Francesco Mattioli, figura di riferimento dell’ambientalismo scientifico italiano e tra i principali protagonisti della nascita del movimento ecologista nel nostro Paese.
Il Rettore dell’Ateneo, unitamente a tutti i componenti del Senato Accademico, ha voluto manifestare la propria vicinanza alla famiglia del professore e politico genovese, esprimendo la più sincera partecipazione al dolore per la sua perdita.

La notizia della scomparsa di Mattioli ha suscitato profonda commozione nel mondo della politica, della cultura e dell’impegno civile. Considerato uno dei padri fondatori dell’ecologismo italiano, ha dedicato gran parte della sua vita alla tutela dell’ambiente, alla promozione di modelli energetici sostenibili e alla diffusione di una cultura basata sulla responsabilità verso le future generazioni.
A ricordarne il valore umano e politico è stato anche Angelo Bonelli, che lo ha definito «uno dei protagonisti più autorevoli dell’ambientalismo italiano, capace di coniugare rigore scientifico, impegno civile e passione politica».
Una vita tra scienza, ricerca e impegno civile
Nato a Genova nel 1940, Gianni Mattioli si laureò in Fisica presso la Sapienza Università di Roma, dove nel 1973 divenne professore universitario. La sua attività accademica si sviluppò nel campo della meccanica quantistica e della fisica delle particelle, ma fu la crescente attenzione verso le problematiche ambientali a orientare progressivamente il suo percorso umano e professionale.
Un momento decisivo fu rappresentato dalla vicenda della centrale nucleare prevista a Montalto di Castro. Da quel momento Mattioli comprese la necessità di affiancare alla ricerca scientifica un forte impegno civile, diventando uno dei principali sostenitori delle battaglie contro il nucleare e a favore delle energie alternative.
Nel 1978, insieme a Massimo Scalia, fondò il Comitato per la Scelta dell’Energia, organismo che contribuì a diffondere in Italia il dibattito sulle fonti energetiche sostenibili e sulle conseguenze ambientali delle scelte industriali. Successivamente fu tra i fondatori della rivista “Quale Energia?”, che diresse per sei anni, trasformandola in un importante punto di riferimento per studiosi, tecnici e ambientalisti.

Il ruolo politico e la nascita dei Verdi
L’impegno ambientalista di Mattioli trovò naturale sbocco nell’attività politica. Nel 1987 venne eletto alla Camera dei Deputati nelle liste della Federazione dei Verdi, contribuendo alla crescita di una forza politica che avrebbe portato le tematiche ambientali al centro del dibattito nazionale.
Nel corso della sua lunga carriera parlamentare ricoprì numerosi incarichi istituzionali, partecipando ai lavori delle commissioni dedicate al bilancio, all’ambiente, al territorio e ai lavori pubblici. Fu inoltre portavoce della Federazione dei Verdi dal 1990 al 1993, consolidando il ruolo del partito nel panorama politico italiano.
Dopo le elezioni del 1996 entrò a far parte del Governo guidato da Romano Prodi come sottosegretario ai Lavori Pubblici, incarico che mantenne anche durante il successivo esecutivo guidato da Massimo D’Alema. Nel secondo governo presieduto da Giuliano Amato assunse infine il ruolo di ministro senza portafoglio per le Politiche Comunitarie.
L’eredità di un protagonista dell’ecologismo italiano
Con la scomparsa di Gianni Mattioli, l’Italia perde una delle personalità che più hanno contribuito a costruire una coscienza ambientale moderna, fondata sul dialogo tra scienza, politica e responsabilità sociale.
La sua attività di docente, ricercatore, ambientalista e uomo delle istituzioni ha lasciato un segno profondo nel dibattito pubblico italiano, anticipando temi che oggi risultano centrali nel confronto internazionale: la transizione energetica, la sostenibilità, la tutela del territorio e la salvaguardia delle risorse naturali.
Il messaggio di cordoglio espresso da ISFOA si unisce a quello di numerose istituzioni, associazioni e cittadini che oggi ricordano una figura capace di trasformare la conoscenza scientifica in impegno concreto al servizio della collettività.