America dei milionari: superata quota 8,7 milioni, ma cresce il divario economico tra ricchi e classe media

Il World Wealth Report 2026 di Capgemini fotografa una nuova era della ricchezza negli Stati Uniti: 736.000 nuovi milionari in un solo anno grazie alla corsa dei mercati finanziari. Ma dietro i numeri record emerge una società sempre più divisa tra chi accumula patrimonio e chi fatica a sostenere il costo della vita.

Gli Stati Uniti continuano a confermarsi la patria della ricchezza privata. Secondo il World Wealth Report 2026 pubblicato da Capgemini, nel corso dell’ultimo anno sono nati ben 736.000 nuovi milionari, portando il numero complessivo degli americani con un patrimonio investibile superiore a un milione di dollari a 8,7 milioni di persone, il livello più alto mai registrato dalla società di consulenza francese nei suoi trent’anni di monitoraggio delle dinamiche patrimoniali.

Un risultato che testimonia la straordinaria capacità dell’economia americana di generare ricchezza, ma che allo stesso tempo evidenzia una crescente polarizzazione sociale tra chi beneficia dell’espansione dei mercati finanziari e chi, invece, continua a confrontarsi con salari stagnanti, inflazione e aumento del costo della vita.

La Borsa traina la crescita della ricchezza

Alla base dell’aumento record dei milionari statunitensi vi è soprattutto l’ottima performance dei mercati azionari. Lo scorso anno l’indice S&P 500 ha registrato una crescita del 18%, mentre il Nasdaq Composite, fortemente esposto ai titoli tecnologici, è salito del 21%.

L’effetto di questa corsa rialzista è stato amplificato dalle strategie adottate dagli investitori più facoltosi. Secondo Capgemini, la quota di azioni detenuta nei portafogli dei grandi patrimoni è passata dal 22% al 27%, un incremento di cinque punti percentuali che ha contribuito in modo significativo all’aumento della ricchezza complessiva.

La definizione di milionario utilizzata nel rapporto si basa esclusivamente sugli asset investibili, escludendo quindi l’abitazione principale, beni da collezione, oggetti di valore, automobili e altri beni durevoli. Si tratta dunque di una misura che riflette la reale capacità di investimento e accumulazione finanziaria.

Due Americhe sempre più distanti

Dietro i numeri record emerge però una realtà meno brillante. La crescita del numero di milionari rappresenta infatti anche il simbolo di un divario economico che continua ad allargarsi.

Mentre le famiglie con patrimoni consistenti hanno beneficiato dell’aumento dei mercati finanziari, milioni di cittadini americani continuano a fare i conti con l’incremento dei costi energetici, delle assicurazioni, degli affitti e dei beni di prima necessità.

Le differenze si riflettono anche nella percezione del futuro. Le famiglie con redditi inferiori ai 50.000 dollari annui tendono a manifestare maggiore preoccupazione per la situazione economica, mentre quelle che superano i 100.000 dollari mostrano generalmente più fiducia e ottimismo.

Non è soltanto una questione di reddito, ma soprattutto di patrimonio. Chi possiede investimenti finanziari ha visto crescere il proprio capitale grazie alla Borsa; chi vive esclusivamente del proprio stipendio è stato invece maggiormente esposto agli effetti dell’inflazione.

Il ruolo dei fondi pensione nella costruzione della ricchezza

Un elemento centrale nella formazione dei nuovi milionari americani è rappresentato dai fondi pensione e dagli strumenti di investimento a lungo termine.

Secondo una ricerca della società finanziaria Empower, il profilo tipico del nuovo milionario appartiene alla Generazione X o alla generazione dei Baby Boomer, con una quota rilevante del patrimonio accumulata attraverso piani pensionistici aziendali e investimenti previdenziali.

La maggior parte degli americani raggiunge la soglia del milione di dollari tra i 50 e i 60 anni. Per chi ha superato i sessant’anni, il patrimonio previdenziale medio si attesta intorno a 1,2 milioni di dollari.

Questi dati evidenziano come la ricchezza non derivi necessariamente da guadagni straordinari o eredità, ma spesso da decenni di risparmio sistematico e investimenti costanti.

La casa resta un pilastro della ricchezza

Un altro elemento che accomuna gran parte dei milionari americani è la proprietà immobiliare.

Secondo Empower, il 95% dei milionari possiede una casa, una percentuale nettamente superiore al tasso medio di proprietà immobiliare negli Stati Uniti, che si aggira attorno al 66%.

Sebbene Capgemini non includa l’abitazione principale nel calcolo della ricchezza investibile, numerose ricerche dimostrano il forte legame tra proprietà immobiliare e accumulazione patrimoniale.

L’ultima indagine della Federal Reserve sulle finanze dei consumatori mostra infatti che nel 2022 i proprietari di casa disponevano di un patrimonio netto medio di circa 1,5 milioni di dollari, contro appena 154.000 dollari per gli affittuari. Una differenza che evidenzia quanto l’accesso alla proprietà immobiliare continui a rappresentare uno dei principali strumenti di costruzione della ricchezza nel lungo periodo.

Essere milionari non basta più

Se fino a pochi decenni fa il milione di dollari rappresentava il simbolo definitivo del successo economico, oggi questa soglia sembra aver perso parte del suo significato.

L’inflazione, l’aumento del valore degli asset finanziari e immobiliari e il crescente costo della vita hanno modificato la percezione della ricchezza. Secondo un’indagine realizzata da Empower, gli americani ritengono che per essere considerati realmente “finanziariamente di successo” sia necessario possedere in media 5,3 milioni di dollari di patrimonio.

Un dato che racconta come il concetto stesso di benessere economico si stia evolvendo. Diventare milionario resta un traguardo importante, ma non rappresenta più necessariamente l’ingresso nell’élite economica che un tempo evocava.

Una fotografia del nuovo capitalismo americano

L’aumento record dei milionari negli Stati Uniti offre una fotografia precisa delle trasformazioni in corso nell’economia globale. Da un lato, la crescita dei mercati finanziari e degli investimenti continua a generare enormi opportunità di accumulazione patrimoniale. Dall’altro, una parte significativa della popolazione rimane esclusa da questi meccanismi, alimentando disuguaglianze sempre più evidenti.

Gli 8,7 milioni di milionari americani rappresentano dunque non solo un record storico, ma anche il simbolo di un Paese dove la ricchezza cresce rapidamente, spesso più velocemente della capacità di distribuirne i benefici. Una realtà che continuerà a influenzare il dibattito economico e sociale degli Stati Uniti negli anni a venire.