I migliori Pinot Nero d’Italia 2023 sono altoatesini: trionfa il Riserva Abtei Muri di Muri-Gries

Dominio dell’Alto Adige al Concorso nazionale del Pinot Nero: i primi cinque posti conquistati da etichette altoatesine durante le Giornate del Pinot Nero 2026

L’Alto Adige si conferma capitale italiana del Pinot Nero. Il miglior Pinot Nero d’Italia dell’annata 2023 è infatti il Pinot Nero Riserva Abtei Muri della Tenuta | Cantina Convento Muri-Gries, vincitore del Concorso nazionale del Pinot Nero che anticipa le tradizionali Giornate del Pinot Nero in programma a Egna e Montagna.

La competizione, giunta alla 28ª edizione, ha visto sfidarsi oltre 100 etichette provenienti da dieci regioni vitivinicole italiane, confermando il ruolo sempre più centrale del Pinot Nero nel panorama enologico nazionale.

Alto Adige protagonista assoluto del Pinot Nero italiano

Il risultato più significativo dell’edizione 2026 è il dominio totale dei produttori altoatesini nella classifica finale. Oltre alla vittoria della Cantina Convento Muri-Gries, anche le posizioni dal secondo al quinto posto sono state conquistate da vini dell’Alto Adige.

Al secondo posto si è classificato il Pinot Nero Riserva Sanct Valentin della Cantina Produttori San Michele Appiano, seguito dal Pinot Nero Riserva Linticlarus della Tiefenbrunner | Schlosskellerei Turmhof.

Quarta posizione per il Pinot Nero Riserva Monticol della Cantina Terlano, mentre il quinto posto è andato al Pinot Nero Riserva Lahn di Bergmannhof.

Oltre 100 vini in gara da tutta Italia

Il Concorso nazionale del Pinot Nero si è svolto sotto la direzione di Ulrich Pedri e ha coinvolto produttori provenienti da:

  • Alto Adige;
  • Trentino;
  • Valle d’Aosta;
  • Piemonte;
  • Lombardia;
  • Veneto;
  • Friuli Venezia Giulia;
  • Emilia-Romagna;
  • Toscana;
  • Umbria.

Come da tradizione, oltre alla classifica generale sono stati premiati anche i migliori Pinot Nero regionali.

Per il Trentino il riconoscimento è andato alla Cantina Mori Colli Zugna, mentre per la Valle d’Aosta ha vinto Grosjeans Vins. Premiati anche Castello di Gabiano per il Piemonte, Tenuta Conte Vistarino per la Lombardia e Castello di Spessa per il Friuli Venezia Giulia.

Giornate del Pinot Nero 2026: degustazioni, masterclass ed esperienze sul territorio

I vini vincitori, i finalisti e tutte le etichette partecipanti saranno protagonisti delle Giornate del Pinot Nero, in programma dal 15 al 18 maggio presso l’Ospizio di San Floriano.

Durante l’evento, appassionati ed esperti potranno degustare alcune delle migliori interpretazioni italiane del Pinot Nero e partecipare a un ricco calendario di iniziative dedicate al vino e al territorio.

Tra gli appuntamenti principali figurano:

  • masterclass guidate dal sommelier Raffaele Fischetti;
  • degustazioni dedicate ai Pinot Nero della cantina Pfitscher;
  • la “Pinot Noir Experience”, escursione guidata lungo il Sentiero del Pinot Nero tra Gleno, Pinzano e Mazzon;
  • il tour “Pinot Noir & Bike” lungo l’ex ferrovia della Val di Fiemme.

Parallelamente si svolgeranno anche le Notti del Pinot Nero, con degustazioni nei ristoranti del territorio, picnic tematici e serate dedicate al celebre vitigno.

Ines Giovanett: “Un viaggio nei migliori Pinot Nero italiani”

Secondo Ines Giovanett, le Giornate del Pinot Nero rappresentano molto più di una semplice degustazione.

“Il nostro evento è un viaggio attraverso i migliori Pinot Nero d’Italia”, ha spiegato Giovanett, sottolineando come le giornate offrano agli appassionati la possibilità di approfondire le diverse interpretazioni del vitigno attraverso terroir, tradizioni e stili produttivi differenti.

Alto Adige sempre più riferimento per il Pinot Nero italiano

Il risultato del Concorso nazionale conferma la crescente qualità raggiunta dai Pinot Nero altoatesini, oggi considerati tra i migliori d’Europa grazie a terroir unici, forti escursioni termiche e un’elevata specializzazione produttiva.

Zone come Mazzon, Gleno e Pinzano sono ormai riconosciute a livello internazionale per la capacità di produrre Pinot Nero eleganti, complessi e longevi, rafforzando ulteriormente il ruolo dell’Alto Adige nel panorama vitivinicolo italiano.