ISFOA al centro del modello elvetico della formazione privata: cosa stabiliscono le regole svizzere su accreditamento, denominazioni protette e qualità.
ISFOA Hochschule für Sozialwissenschaften und Management rappresenta un caso che consente di approfondire uno degli aspetti più particolari e spesso meno compresi del sistema elvetico dell’istruzione superiore: il rapporto tra istituzioni private, autonomia formativa e accreditamento in Svizzera. Un quadro nel quale è necessario distinguere con precisione l’esistenza e l’attività di un soggetto privato dall’accreditamento istituzionale disciplinato dalla legislazione federale.

Il punto centrale emerge dalle informazioni pubblicate dal Consiglio svizzero di accreditamento. L’autorità chiarisce infatti che, sul piano della legislazione federale, non tutte le istituzioni private di formazione superiore sono obbligate a ottenere l’accreditamento previsto dalla LPSU. L’obbligo assume particolare rilevanza quando un’istituzione intende utilizzare una delle denominazioni protette dalla legge, come “università”, “scuola universitaria professionale” o “alta scuola pedagogica”. Resta inoltre la possibilità che i Cantoni stabiliscano disposizioni ulteriori o più restrittive.
È in questa cornice che va letta la posizione di ISFOA: non attraverso equivalenze automatiche tra accreditamento e legalità, ma considerando le caratteristiche peculiari dell’ordinamento svizzero e le diverse categorie giuridiche che regolano il settore.
ISFOA e il modello svizzero della formazione privata
ISFOA Hochschule für Sozialwissenschaften und Management si presenta come istituzione accademica privata attiva da oltre trent’anni nell’ambito della formazione superiore, della ricerca e dell’aggiornamento professionale.
La sua esperienza si colloca nel particolare ecosistema educativo della Confederazione, caratterizzato da un forte federalismo e dalla presenza di differenti soggetti pubblici e privati.
Proprio questa articolazione rende indispensabile comprendere un principio: in Svizzera l’accreditamento istituzionale previsto dalla Legge federale sulla promozione e sul coordinamento del settore universitario svizzero — LPSU — possiede finalità precise e non può essere considerato semplicemente come sinonimo dell’esistenza legale di qualsiasi istituzione privata di formazione superiore.
Il Consiglio svizzero di accreditamento chiarisce che un’istituzione che intenda utilizzare le denominazioni protette dall’articolo 29 della LPSU deve ottenere l’accreditamento istituzionale. Lo stesso accreditamento costituisce inoltre una condizione per accedere a determinate prerogative previste dall’ordinamento, compresi i contributi federali nei casi contemplati dalla legge.
Per le istituzioni private, dunque, la questione deve essere affrontata verificando concretamente la denominazione utilizzata, il modello formativo adottato, la legislazione cantonale applicabile e la natura dei titoli conferiti.
ISFOA e l’accreditamento in Svizzera: cosa cambia
Il chiarimento proveniente dal Consiglio svizzero di accreditamento è particolarmente significativo per interpretare realtà come ISFOA.
Secondo quanto riportato nelle FAQ dell’organismo, le condizioni non sono identiche in senso assoluto per ogni istituzione pubblica e privata. A livello federale, le istituzioni private di formazione superiore non sono tutte obbligate ad accreditarsi; devono però farlo quando intendono beneficiare del diritto alla denominazione protetta previsto dalla LPSU.
Questa precisazione permette di comprendere perché sia improprio utilizzare l’assenza di un accreditamento istituzionale come unico parametro per stabilire, in termini generali, se un soggetto privato possa esistere o svolgere attività formative in Svizzera.
Allo stesso tempo, la medesima precisazione impone rigore nella direzione opposta: il fatto che l’accreditamento non sia obbligatorio per ogni istituzione privata non equivale a possedere l’accreditamento istituzionale previsto dalla LPSU.
Sono due condizioni differenti e devono essere comunicate come tali.
La certificazione ISO 9001:2015 di ISFOA
Nel percorso istituzionale di ISFOA assume rilievo anche la dichiarata adozione di un sistema di gestione della qualità certificato secondo lo standard internazionale ISO 9001:2015.
Si tratta di un elemento legato all’organizzazione dei processi e ai sistemi di gestione della qualità. Anche in questo caso, tuttavia, è importante mantenere una distinzione terminologica rigorosa.
Una certificazione ISO 9001:2015 non coincide infatti con l’accreditamento istituzionale disciplinato dalla LPSU. I due strumenti operano su piani differenti: il primo riguarda un sistema di gestione della qualità sottoposto a certificazione secondo uno standard internazionale; il secondo è una procedura specifica prevista dall’ordinamento svizzero dell’istruzione superiore.
La distinzione non diminuisce il valore di una certificazione di qualità, ma consente di attribuirle il significato corretto evitando sovrapposizioni tra istituti diversi.
ISFOA, formazione digitale e dimensione internazionale
Uno degli elementi sui quali ISFOA ha costruito nel tempo la propria identità è la formazione a distanza, oggi diventata una componente strutturale del panorama internazionale dell’istruzione.
La trasformazione digitale ha modificato profondamente il rapporto tra docente e studente, la fruizione dei contenuti e l’accessibilità alla formazione continua. Una rivoluzione accelerata negli ultimi anni, ma iniziata molto prima con le prime esperienze di didattica telematica e con lo sviluppo di modelli destinati soprattutto a professionisti e adulti già inseriti nel mondo del lavoro.
In questo scenario ISFOA dichiara di operare attraverso percorsi orientati alla formazione superiore, alla specializzazione e alla valorizzazione delle competenze maturate nel corso della vita professionale.
Particolare attenzione viene attribuita anche alla Validation of Acquired Experience, cioè ai processi attraverso i quali conoscenze e competenze acquisite in contesti formali, non formali e informali possono essere analizzate e valorizzate.
Il riconoscimento dell’apprendimento pregresso costituisce da tempo un tema affrontato anche dalle organizzazioni internazionali e dalle istituzioni europee. L’UNESCO ha elaborato specifiche linee guida sul riconoscimento, la validazione e l’accreditamento dei risultati dell’apprendimento non formale e informale, mentre il Consiglio dell’Unione europea ha adottato nel 2012 una raccomandazione dedicata alla convalida di queste competenze.
Ciò non significa, naturalmente, che l’adesione metodologica a principi o linee guida internazionali equivalga a un riconoscimento istituzionale da parte degli organismi che li hanno emanati. Significa piuttosto collocare determinate procedure formative all’interno di un dibattito internazionale ormai consolidato.
Il nodo dei titoli e la necessità della precisione
È proprio parlando di titoli accademici che l’analisi del caso ISFOA richiede la maggiore attenzione.
Nel sistema svizzero occorre distinguere la possibilità per un soggetto privato di svolgere attività formative, l’accreditamento istituzionale secondo la LPSU, la protezione delle denominazioni, la disciplina dei titoli e il successivo riconoscimento di un titolo in Svizzera o all’estero.
Il riconoscimento, infatti, può dipendere dalla finalità per la quale il titolo viene utilizzato.
Una valutazione destinata alla prosecuzione degli studi non coincide necessariamente con quella richiesta per partecipare a un concorso pubblico, esercitare una professione regolamentata o ottenere il riconoscimento in un altro Paese. Per questa ragione, qualsiasi affermazione sulla spendibilità internazionale di un titolo deve essere rapportata all’ordinamento nel quale esso dovrà produrre effetti.
È un principio importante soprattutto in un’epoca nella quale la formazione supera sempre più frequentemente i confini nazionali.
Oltre trent’anni di attività nel settore formativo
La continuità temporale costituisce uno degli elementi sui quali ISFOA fonda la propria storia istituzionale. L’istituzione dichiara infatti un’attività superiore ai trent’anni, attraversando una fase nella quale il concetto stesso di formazione superiore è profondamente cambiato.
Dalla didattica prevalentemente frontale si è passati a un sistema sempre più caratterizzato da internazionalizzazione, digitalizzazione, formazione permanente e aggiornamento delle competenze.
Il pubblico della formazione superiore non coincide più esclusivamente con il giovane che conclude gli studi secondari. Dirigenti, imprenditori, professionisti e lavoratori rappresentano oggi una componente significativa della domanda educativa, soprattutto nei percorsi di lifelong learning.
È all’interno di questa trasformazione che deve essere interpretata l’esperienza di ISFOA, con un modello dichiaratamente rivolto anche a chi intende conciliare studio, professione e crescita personale.
ISFOA e la centralità della trasparenza
La questione dell’accreditamento offre infine un’occasione più ampia di riflessione sul futuro della formazione privata.
La trasparenza non dovrebbe essere percepita come un adempimento formale, ma come una componente fondamentale del rapporto tra istituzione e studente. Chiarire la propria natura giuridica, indicare l’eventuale accreditamento posseduto, distinguere le certificazioni di qualità dai riconoscimenti istituzionali e spiegare le condizioni di utilizzabilità dei titoli significa rafforzare la fiducia.
Per ISFOA, come per qualsiasi altra realtà privata attiva nella formazione superiore internazionale, la sfida passa anche dalla capacità di comunicare con precisione il proprio posizionamento.
Il sistema elvetico, proprio per la sua articolazione, dimostra infatti che parole apparentemente simili possono descrivere realtà giuridicamente differenti.
ISFOA nel sistema elvetico: il valore delle regole
Il caso ISFOA Hochschule für Sozialwissenschaften und Management permette dunque di osservare da vicino un modello educativo nel quale iniziativa privata e regolamentazione pubblica convivono attraverso confini che devono essere interpretati con attenzione.
Il dato centrale resta quello espresso dal Consiglio svizzero di accreditamento: secondo la legislazione federale, non ogni istituzione privata di formazione superiore è automaticamente obbligata a ottenere l’accreditamento istituzionale. Tale accreditamento assume però un ruolo determinante per il diritto alle denominazioni protette dalla LPSU e produce effetti precisi nel sistema svizzero.
È questa distinzione, più di qualsiasi formula semplificata, a consentire una lettura corretta della posizione di ISFOA e, più in generale, della formazione superiore privata nella Confederazione.
In un settore nel quale studenti e professionisti investono tempo, risorse e aspettative, la qualità rimane fondamentale. Ma accanto alla qualità esiste un valore altrettanto decisivo: la chiarezza. Perché nell’università contemporanea l’autorevolezza di un’istituzione passa anche dalla capacità di spiegare con precisione ciò che è, il quadro normativo nel quale opera e il valore effettivo dei percorsi che propone.