Una campagna da 20 milioni di shekel racconta Israele attraverso le persone, la cultura e le esperienze autentiche. Obiettivo: rafforzare il legame con il mercato americano e sostenere la ripresa del turismo internazionale.
Israele sceglie di raccontarsi attraverso i volti, le storie e la quotidianità dei suoi cittadini per rilanciare il turismo internazionale. In occasione della Jerusalem Post Conference di New York, il Ministero del Turismo israeliano ha presentato ufficialmente “I AM ISRAEL”, una nuova e ambiziosa campagna di comunicazione destinata al mercato statunitense, il più importante per il turismo incoming del Paese.
L’iniziativa rappresenta uno dei principali investimenti promozionali degli ultimi anni e si inserisce nel più ampio percorso di rilancio del comparto turistico israeliano, con l’obiettivo di ristabilire un rapporto diretto con i viaggiatori americani e valorizzare l’immagine di Israele attraverso una narrazione incentrata sulle persone, sulla cultura, sulla gastronomia e sulle esperienze autentiche che il Paese può offrire.

Una nuova narrazione per raccontare Israele
Con “I AM ISRAEL”, il Ministero del Turismo di Israele sceglie di superare gli stereotipi e le rappresentazioni spesso legate esclusivamente all’attualità internazionale.
La campagna punta infatti a mostrare un volto diverso del Paese: quello della vita quotidiana, delle relazioni umane, delle tradizioni culturali e della ricchezza delle comunità che compongono la società israeliana.
Il messaggio è chiaro: Israele non è soltanto una destinazione da visitare, ma un luogo da vivere attraverso incontri, esperienze e storie personali.
Per raggiungere questo obiettivo, il progetto è stato sviluppato attraverso una strategia di comunicazione segmentata, con contenuti specifici rivolti a differenti categorie di viaggiatori americani.
Tre campagne per tre pubblici diversi
Uno degli elementi distintivi di “I AM ISRAEL” è la personalizzazione dei contenuti.
La campagna comprende infatti tre diverse serie di video progettate per dialogare con segmenti specifici del pubblico statunitense: il mercato generalista, il pubblico ebraico e la comunità cristiana.
Questa scelta nasce da un’approfondita attività di ricerca e analisi delle motivazioni di viaggio, con l’obiettivo di creare una comunicazione più efficace e coinvolgente.
Il lancio ufficiale a New York ha visto la partecipazione di opinion leader, rappresentanti delle comunità ebraiche e cristiane e numerosi operatori del settore turistico provenienti da tutto il Paese, a conferma dell’importanza strategica attribuita all’iniziativa.

Un investimento da 20 milioni di shekel
Il progetto rappresenta un investimento complessivo di circa 20 milioni di NIS (Nuovi Shekel Israeliani) e si svilupperà attraverso una presenza capillare sulle principali piattaforme digitali e mediatiche del Nord America.
La strategia prevede campagne video, collaborazioni editoriali con media e creator, attività di influencer marketing sui social network e iniziative di pubbliche relazioni.
I contenuti saranno distribuiti attraverso piattaforme come Hulu, Disney+, YouTube, Meta e iHeartRadio, oltre che sui principali siti web dedicati a viaggi, lifestyle e intrattenimento.
La produzione comprende tre video principali e oltre trenta contenuti brevi destinati ai social media, pensati per raggiungere un pubblico ampio e diversificato.
Gli Stati Uniti restano il mercato chiave
La scelta di concentrare gli sforzi promozionali sul mercato americano non è casuale.
Gli Stati Uniti rappresentano infatti la principale fonte di turismo internazionale verso Israele. Nel 2025 circa 400.000 cittadini statunitensi hanno visitato il Paese, pari a circa un terzo dell’intero flusso turistico annuale.
Prima della pandemia, nel 2019, gli arrivi dagli Stati Uniti avevano sfiorato il milione di visitatori, un risultato successivamente superato nel 2023, quando Israele registrò oltre un milione di ingressi provenienti dal mercato americano.
Numeri che evidenziano il ruolo strategico degli Stati Uniti per l’economia turistica israeliana e spiegano l’importanza attribuita a questa nuova operazione di marketing territoriale.
Haim Katz: “Un messaggio personale che invita all’azione”
Commentando il lancio della campagna, Haim Katz ha sottolineato come il progetto sia il risultato di un approfondito lavoro di ricerca e segmentazione del pubblico.
«Mentre il settore turistico israeliano guarda alla ripresa, stiamo lanciando una campagna negli Stati Uniti, il principale mercato di provenienza del turismo in entrata in Israele. Abbiamo sviluppato contenuti personalizzati e orientati all’azione, superando il modello tradizionale di una comunicazione uniforme per tutti», ha dichiarato il ministro.
Katz ha inoltre evidenziato che, parallelamente alle attività promozionali, il governo sta lavorando per rafforzare l’intera filiera turistica attraverso incentivi specifici, l’aumento dei collegamenti aerei e l’ampliamento dell’offerta ricettiva, elementi considerati fondamentali per sostenere la crescita futura del settore.
Michael Izhakov: “Mostrare il volto della vita e delle persone”
Anche Michael Izhakov ha posto l’accento sul valore della narrazione umana al centro della campagna.
Secondo Izhakov, in una fase storica in cui Israele viene spesso percepito a livello internazionale attraverso le notizie e gli eventi geopolitici, diventa essenziale proporre una rappresentazione più ampia e articolata del Paese.
«È importante presentare una realtà fatta di vita, persone, cultura e relazioni. Il legame emotivo che nasce da queste storie rappresenta una forza straordinaria per riportare il turismo in Israele», ha affermato.
Il Direttore Generale ha inoltre ricordato come ogni visitatore internazionale possa diventare un ambasciatore del Paese, contribuendo a diffondere una conoscenza diretta e autentica della destinazione.
Una missione negli Stati Uniti per rafforzare le relazioni con il settore
Il lancio di “I AM ISRAEL” si inserisce all’interno di una più ampia missione istituzionale negli Stati Uniti guidata dallo stesso Michael Izhakov.
La delegazione del Ministero del Turismo sta infatti incontrando operatori del settore, investitori, tour operator, agenti di viaggio, media e stakeholder strategici in diverse città americane, con l’obiettivo di consolidare le relazioni commerciali e favorire il ritorno dei flussi turistici verso Israele.
L’iniziativa rappresenta un tassello importante della strategia di rilancio del turismo israeliano, che punta a valorizzare non solo le proprie attrazioni storiche e religiose, ma anche il patrimonio culturale, umano e contemporaneo che caratterizza il Paese.