Giacomo Cortesi nuovo CEO di Borsalino

ISFOA si congratula con Giacomo Cortesi, nuovo CEO di Borsalino, chiamato a guidare la crescita internazionale preservando l’identità del marchio.

Una nuova guida manageriale per accompagnare Borsalino verso il futuro, senza disperdere quel patrimonio di competenze, qualità e cultura manifatturiera che ha reso il marchio un simbolo dell’eleganza italiana. Giacomo Cortesi è il nuovo CEO di Borsalino, incaricato di sostenere una fase di crescita strategica fondata sul rafforzamento dell’organizzazione aziendale, sull’eccellenza operativa e sull’espansione nei mercati internazionali.

Giacomo Cortesi

Il Rettore di ISFOA – Libero e Privato Ateneo Telematico di Diritto Internazionale, unitamente a tutti i componenti del Senato Accademico, esprime le più vive congratulazioni al dottor Giacomo Cortesi per il prestigioso incarico ricevuto. Un riconoscimento professionale che premia un percorso sviluppato in quasi trent’anni di attività manageriale e maturato all’interno di importanti realtà internazionali del lusso.

La nomina apre una nuova stagione per la storica maison, oggi di proprietà di Haeres Equita, e si colloca all’interno di un più ampio processo di consolidamento della governance. L’obiettivo dichiarato è costruire un modello aziendale più strutturato, efficiente e sostenibile, capace di affrontare le trasformazioni del mercato globale senza compromettere l’autenticità della produzione e l’elevato livello qualitativo associato al nome Borsalino. Il sito ufficiale identifica Haeres Equita come società proprietaria del marchio.

Giacomo Cortesi nuovo CEO di Borsalino

La scelta di Giacomo Cortesi risponde alla volontà di affidare la conduzione dell’impresa a una figura dotata di una visione internazionale e di competenze trasversali. Laureato in Ingegneria ed Economia, il manager porta in Borsalino un’esperienza quasi trentennale, costruita attraverso incarichi di crescente responsabilità in alcuni dei più rilevanti gruppi del settore.

Nel corso della sua carriera ha ricoperto ruoli dirigenziali in Salvatore Ferragamo ed Ermenegildo Zegna Group, confrontandosi con realtà nelle quali identità del marchio, qualità produttiva e capacità di dialogare con mercati differenti rappresentano elementi determinanti. Negli ultimi vent’anni ha inoltre svolto funzioni di CEO a livello internazionale all’interno del Gruppo Richemont e in Bonaventura.

Il suo profilo riunisce conoscenze finanziarie, tecnologiche e industriali. Le competenze maturate spaziano dall’Information Technology alla ricerca e sviluppo, dal marketing alla gestione della catena di approvvigionamento, fino all’organizzazione produttiva e all’eccellenza industriale. Un insieme di esperienze particolarmente significativo in una fase nella quale le imprese del lusso sono chiamate a coniugare tradizione, innovazione e solidità gestionale.

La nomina di Cortesi non appare dunque come un semplice avvicendamento al vertice, ma come una scelta coerente con una strategia pluriennale. Il compito sarà tradurre la forza simbolica di Borsalino in un progetto di crescita capace di adattarsi ai nuovi scenari economici e commerciali, salvaguardando al tempo stesso la riconoscibilità della maison.

Una governance rafforzata per la crescita

Accanto al nuovo CEO, Mauro Baglietto viene confermato nel ruolo di General Manager, con una particolare attenzione allo sviluppo commerciale. La continuità della sua presenza rappresenta un elemento importante nel nuovo assetto: consente di valorizzare le conoscenze già maturate all’interno dell’azienda e di affiancarle alle competenze strategiche portate da Cortesi.

La società ha inoltre costituito uno Steering Committee composto da Philippe Camperio, amministratore unico, Mauro Baglietto e Giacomo Cortesi. Il nuovo organismo sarà chiamato a favorire un confronto costante tra proprietà, direzione generale e vertice esecutivo, rendendo più coordinati i processi decisionali e più efficace l’attuazione degli obiettivi aziendali. La riorganizzazione manageriale comprende la conferma di Baglietto e la costituzione dello Steering Committee.

Il rafforzamento della governance assume un valore particolare nel settore dell’alta gamma, dove la reputazione di un marchio deve essere sostenuta da una struttura capace di governare produzione, distribuzione, comunicazione e presenza internazionale. L’immagine, da sola, non è sufficiente: deve poggiare su processi affidabili, investimenti coerenti e una leadership in grado di leggere rapidamente l’evoluzione dei mercati.

La sfida sarà mantenere in equilibrio due esigenze complementari. Da una parte vi è la necessità di aumentare la capacità competitiva dell’impresa; dall’altra permane il dovere di proteggere una tradizione manifatturiera che costituisce la principale ricchezza del marchio. È proprio in questo rapporto tra memoria e futuro che si misura la qualità di una moderna direzione aziendale.

Tradizione manifatturiera e visione internazionale

Borsalino non rappresenta soltanto una firma della moda. Nel tempo, il suo nome è diventato espressione di uno stile riconoscibile, legato all’artigianalità italiana e a un’idea di eleganza capace di attraversare epoche, linguaggi e trasformazioni sociali. Guidare un patrimonio di questa natura richiede prudenza, conoscenza e capacità innovativa.

L’espansione internazionale, indicata tra le priorità della nuova fase, dovrà pertanto essere accompagnata da una crescita organizzativa adeguata. Rendere un’impresa più scalabile significa permetterle di svilupparsi senza perdere coerenza, qualità e controllo. Nel caso di una maison storica, tale principio assume un’importanza ancora maggiore: ogni nuovo mercato deve incontrare la stessa identità, la medesima attenzione ai dettagli e un livello produttivo fedele alla reputazione costruita nel tempo.

Anche la sostenibilità richiamata da Cortesi non può essere considerata un elemento accessorio. Essa riguarda la capacità di costruire uno sviluppo durevole, sostenuto da processi efficienti e da una gestione responsabile delle risorse. La solidità di un marchio si misura infatti non soltanto nei risultati immediati, ma nella possibilità di creare valore nel lungo periodo.

Le parole del nuovo CEO

“Sono onorato di entrare a far parte di un progetto con una storia e un’identità così forti”, ha dichiarato Giacomo Cortesi. “Il mio obiettivo è portare Borsalino verso un modello aziendale più scalabile e sostenibile, capace di sostenere la crescita internazionale del brand senza comprometterne la tradizione manifatturiera e l’alta qualità che lo contraddistinguono”.

Le parole del nuovo amministratore delegato delineano con chiarezza la direzione intrapresa. La crescita non viene presentata come una rottura con il passato, bensì come un percorso da costruire a partire dai valori che hanno definito il marchio. L’innovazione organizzativa diventa così uno strumento al servizio della tradizione, mentre l’apertura internazionale si accompagna alla tutela dell’eccellenza produttiva.

Si tratta di una visione nella quale cultura d’impresa e cultura del prodotto procedono insieme. Un’azienda storica può guardare avanti soltanto se sa riconoscere ciò che deve essere trasformato e ciò che, invece, merita di essere custodito.

Le congratulazioni del Rettore e del Senato ISFOA

Il Rettore di ISFOA e tutti i componenti del Senato Accademico rivolgono al dottor Giacomo Cortesi sincere congratulazioni, accompagnate dai migliori auguri per il nuovo incarico. La sua nomina costituisce un importante riconoscimento a una carriera manageriale sviluppata attraverso esperienze internazionali e competenze multidisciplinari.

ISFOA guarda con particolare attenzione ai percorsi professionali capaci di unire preparazione, responsabilità e visione strategica. La guida di un’impresa rappresentativa dell’eccellenza italiana richiede infatti non soltanto capacità amministrative, ma anche sensibilità verso la storia, il lavoro e la cultura che ogni prodotto di alta qualità porta con sé.

Con Giacomo Cortesi nuovo CEO di Borsalino, la maison inaugura una fase nella quale consolidamento organizzativo e ambizione internazionale dovranno procedere nella stessa direzione. La sfida sarà trasformare la forza della tradizione in energia per il futuro, dimostrando che l’identità non costituisce un limite alla crescita, ma può diventarne la radice più autentica.